Numero 30 -


Credito al consumo denominato in valuta estera

Il contratto « future » prevede l’obbligazione delle parti rispettivamente a vendere e ad acquistare un «sottostante» ad un prezzo predeterminato , con regolazione a scadenza, di norma, solo per differenziale di valore, senza la consegna fisica del sottostante. Rispetto a questo schema contrattuale, la Corte di Giustizia Ue – con la Sentenza del 3.12.2015, in esito alla causa C-312/14 – ha fornito precisazioni affermando che non vi rientra il credito al consumo erogato da una banca , denominato in valuta estera . Tale diverso contratto, infatti, ha una...

Fabio Carrirolo

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