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COMMENTI

Beni d'impresa ai soci e finanziamenti dei soci 2013

L’ art. 2, co. da 36-tercedies a 36-duodevicies, D.L. 13.8.2011, n. 138 , conv. con modif. dalla L. 14.9.2011, n. 148 [CFF ❷ 6242] , ha introdotto la disciplina fiscale della concessione dei beni in godimento ai soci o ai familiari dell’ imprenditore e dei finanziamenti , poi chiarita dall’Agenzia delle Entrate con diversi documenti di prassi (CC.MM. 15.6.2012, n. 24/E, 19.6.2012, n. 25/E e C.M. 24.9.2012, n. 36/E). La normativa prevede, tra l’altro, un obbligo di comunicazione dei relativi dati all’Amministrazione finanziaria, che – con riguardo al periodo d’imposta 2013 – deve essere assolto entro il 30.10.2014 , così come stabilito dal Provv. Dir. Agenzia Entrate 16.4.2014, n. 54581 : a tale fine, deve essere utilizzato l’ apposito modello , contenente specifiche sezioni per la comunicazione dei beni concessi in godimento ai soci, nonché dei finanziamenti e delle capitalizzazioni da questi effettuati, le cui modalità di trasmissione sono contenute nei Provv. Dir. Agenzia Entrate 2.8.2013, n. 94902 e 94904 .

Modello F24 on line Nuovo obbligo dal 1° ottobre

L’Agenzia delle Entrate ha emanato la C.M. 19.9.2014 , n. 27/E , con la quale sono stati forniti gli ultimi chiarimenti in merito alle novità introdotte a decorrere dall’ 1.10.2014 relativamente all’ estensione dell’ obbligo di utilizzo di canali telematici per l’effettuazione di pagamenti tramite il Mod. F24 ; la novità è stata introdotta dall’ art. 11, co. 2 , D.L. 24.4.2014, n. 66 , conv. con modif. dalla L. 23.6.2014, n. 89 .

«Bonus alberghi» Novità della L. 106/2014

Con il D.L. 31.5.2014, n. 83 (si veda la “ La Settimana fiscale ”n° 24/2014, pag. 6), riguardante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, in vigore dall’ 1.6.2014 , sono state approvate alcune agevolazioni fiscali . In particolare, con gli artt. 9 e 10 sono stati introdotti i cd. « bonus alberghi », vale a dire, rispettivamente, un credito d’imposta per la digitalizzazione degli esercizi ricettivi ed un credito d’imposta per la riqualificazione e l’ accessibilità delle strutture ricettive con lavori di ristrutturazione edilizia o interventi di eliminazione delle barriere architettoniche . La L. 29.7.2014, n. 106 (si veda la “ La Settimana fiscale ” n° 32/2014, pag. 10), in vigore dal 31.7.2014 , ha convertito il D.L. 83/2014, apportando una serie di modifiche ai « bonus alberghi ».

Fatti intervenuti dopo la chiusura dell'esercizio

Il principio di competenza economica, di cui all'art. 2423-bis, c.c., prescrive che nella redazione del bilancio si tenga conto dei proventi e degli oneri di competenza dell'esercizio, indipendentemente dalla loro manifestazione finanziaria, nonché dei rischi e delle perdite di competenza dell'esercizio, anche se conosciuti dopo la sua chiusura. La relazione sulla gestione, di cui all'art. 2428 c.c., deve dare rappresentazione dei fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio. Il principio contabile Oic 29, pubblicato nel mese di agosto nella versione revisionata, chiarisce quando i fatti successivi alla chiusura dell'esercizio debbano essere rilevati in bilancio, piuttosto che essere illustrati nella Nota integrativa. Analogo principio di competenza economica è stabilito dall'art. 109, co. 1, D.P.R. 917/1986 [CFF ❷ 5209] , a norma del quale, tuttavia, quei componenti di reddito che, nell'esercizio di competenza, non siano certi nell'esistenza o determinabili in modo obiettivo nell'ammontare, concorrono a formare il reddito nell'esercizio in cui si verificano tali condizioni.

Quotazione per piccole e medie imprese

La disciplina che regolamenta la quotazione sul mercato azionario rientra nel D.Lgs. 24.2.1998 , n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria). Lo stesso ha subito recenti modifiche a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 4.3.2014 , n. 44 e D.Lgs. 4.3.2014 , n. 53 . In materia fiscale, si evidenzia che il recente D.L. 66/2014 (cd. «Decreto Irpef») va a modificare la tassazione prevista per i dividendi e le plusvalenze da cessione di partecipazione , apportando, in tal modo, variazioni al D.P.R. 917/1986 . Infatti, quest’ultimo disciplina i dividendi , le plusvalenze e le minusvalenze da cessione di partecipazioni agli art. 64 , 67 , 68 , 86 , 87 e 89, D.P.R. 917/1986 [CFF ❷ 5164, 5167, 5168, 5186, 5187 e 5189] .

Costi «black list» e clausola di non discriminazione

L’ art. 110, co. 10-12-bis, D.P.R. 22.12.1986, n. 917 [CFF ❷ 5210] , sancisce la non deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese residenti ovvero localizzate in Stati o territori con regime fiscale privilegiato , nonché dalle prestazioni di servizi rese dai professionisti domiciliati in detti Stati o territori, salvo dimostrazione delle condizioni esimenti indicate nel art. 110, co. 11, D.P.R. 917/1986. L’ art. 24, par. 4, Modello Ocse 2010 prevede il c.d. principio di « non discriminazione » in materia fiscale, in base al quale se un’impresa italiana effettua pagamenti relativi a interessi, canoni e altre spese a soggetti domiciliati fiscalmente in uno Stato o territorio a fiscalità privilegiata, questi devono essere considerati deducibili con gli stessi criteri di deducibilità applicabili nel caso in cui il pagamento fosse stato corrisposto ad altra impresa residente nel territorio italiano. La presenza della clausola di «non discriminazione» nelle Convenzioni contro le doppie imposizioni (ove esistenti) stipulate tra l’Italia e i Paesi inclusi nella black list ( D.M. 23.1.2002 [CFF ❷ 5951] ) renderebbe inoperose le disposizioni contenute nell’art. 110, co. 10, D.P.R. 917/1986. Sia la giurisprudenza di legittimità ( Corte di Cassazione Sent. 4272/2010) che la giurisprudenza di merito( Commissione tributaria provinciale Milano, Sent. 294/5/2012 , Commissione tributaria provinciale Milano, Sent. 26.11.2010, n. 338) hanno ritenuto che la presenza della clausola di «non discriminazione» sia in grado di rendere inoperante la presunzione relativa di indeducibilità contenutanell’ art. 110, co. 10–12-bis, D.P.R. 917/1986, solo qualora nel Trattato contro le doppie imposizioni non sia presente alcuna clausola di salvaguardia antielusiva.

Rating di legalità

Il rating di legalità è stato introdotto dalla L. 24.3.2012, n. 27. I requisiti che attribuiscono detta qualifica sono fissati dall’ Autorità garante della concorrenza e del mercato (di seguito, Agcm o Autorità), con il Regolamento di attuazione 14.11.2012, n. 24075 . La disciplina in materia è stata aggiornata dal D.Lgs. 20.2.2014, n. 57 e dalla Delibera Antitrust 5.6.2014 . Si ritiene che sia importante per le imprese conoscere e sfruttare le opportunità connesse alla disciplina del rating , considerando con attenzione ipro ed i contro dell’ iter .

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