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COMMENTI

Azioni, Pmi quotate e Opa

In data 24.6.2014 è stato pubblicato nella G.U. - Serie Generale n. 144 – il D.L. 24.6.2014, n. 91 (cd. decreto «Sviluppo»; si veda « La Settimana fiscale» n° 27/2014, pag. 9), recante « Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea ». Il provvedimento, che è stato convertito nella L. 11.8.2014, n. 116 (pubblicata sul S.O. n. 72 alla G.U. 20.8.2014, n. 192; si veda « La Settimana fiscale » n° 32/2014, pag.14), apporta numerose innovazioni alla disciplina giuridica delle società non quotate (con modifiche al Codice civile), nonché all’ attuale assetto normativo delle società aventi titoli negoziati in mercati regolamentati ( società quotate ), con modifiche al D.Lgs. 24.2.1998, n. 58 (Testo Unico della Finanza - Tuf).

Contratto di «rent to buy» Disciplina fiscale

Con l’art. 23, D.L. 12.9.2014, n. 133, pubblicato sulla G.U. 12.9.2014, in attesa di conversione, il Legislatore ha dato disciplina al contratto di rent to buy . A mezzo di tale contratto, soggetto a trascrizione nei pubblici registri, il concedente dà in godimento un bene immobile al conduttore, il quale ha il diritto di acquistarlo entro un determinato termine imputando al corrispettivo del trasferimento la quota parte di canone indicata nel contratto. Ciò che è stata introdotta è la sola disciplina civile di tali tipi di contratti, e non anche quella fiscale. Numerosi erano gli interrogativi a riguardo, tanto che sia il Consiglio Nazionale del Notariato con il documento « prime note in tema di rent-to-buy », che l’Aidc di Milano con la Norma di comportamento n. 191, hanno cercato di chiarire le ripercussioni fiscali di questo nuovo istituto. Con l’art. 23, D.L. 12.9.2014, n. 133, pubblicato sulla G.U. 12.9.2014 e in attesa di conversione, il Legislatore ha dato disciplina al contratto di rent to buy . A mezzo di tale contratto, soggetto a trascrizione nei pubblici registri, il concedente dà in godimento un bene immobile al conduttore, il quale ha il diritto di acquistarlo entro un determinato termine imputando al corrispettivo del trasferimento la quota parte di canone indicata nel contratto. Ciò che è stata introdotta è la sola disciplina civilistica di contratti, e non anche quella fiscale. Numerosi erano gli interrogativi a riguardo, tanto che sia il Consiglio nazionale del Notariato con il documento « Prime note in tema di rent-to-buy », sia l’Aidc di Milano con la Norma di comportamento n. 191, hanno cercato di chiarire le ripercussioni fiscali di questo nuovo istituto.

Royalties e determinazione del valore doganale

Le royalties costituiscono corrispettivi per l’ uso di diritti, quali brevetti , modelli , progetti , know how , marchi commerciali e di fabbrica e diritti d’autore . Tali importi , in presenza di determinate condizioni, concorronoalla determinazione del valore doganale della merce anche se corrisposti separatamente dal prezzo dei prodotti importati o a soggetti diversi dal fornitore estero . La normativa di riferimento è costituita dall’ art. 32 , par. 1 , lett. c) , c.d.c. ( Regolamento 2913/1992 ), dagli artt. da 157 a 162 , d.a.c. ( Regolamento 2454/1993 ) e dall’ Allegato 23 , d.a.c. ( note interpretative all’ art. 32 , par. 1, lett. c), c.d.c.). Importanti spunti sull’argomento sono, poi, forniti dalla recente Circolare 30.11.2012 , n. 21/D , nella quale vengono riportate anche le linee guida formulate da organismi internazionali per quanto concerne la verifica del corretto calcolo del valore in dogana delle merci in importazione

Agevolazioni per l'acquisto della «prima casa»

Le agevolazioni fiscali per l'acquisto della« prima casa » sono disciplinate dalla Nota II-bis all' art. 1 , Tariffa , Parte Prima , D.P.R. 26.4.1986, n. 131 [CFF ❶ 2101] . L'agevolazione è stata istituita dall'art.1, L. 22.4.1982, n. 168, e successivamente prorogata e modificata da altre norme . Per effetto delle modifiche introdotte dall'art. 10, D.Lgs. 14.3.2011, n. 23, come a sua volta modificato dall'art. 26, co. 1, D.L. 12.9.2013, n. 104, conv. con modif. dalla L. 8.11.2013, n. 128, e dall'art. 1, co. 608, L. 27.12.2013, n. 147 (cd. Legge di Stabilità 2014), la tassazione, ai fini dell' imposta di registro , dei trasferimenti relativi all'abitazione avente i requisiti «prima casa» è stata ridotta dal 3% al 2% , a condizione che il trasferimento abbia per oggetto case di abitazione , ad eccezione di quelle, considerate di lusso , appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 . Il testo normativo risulta, però, non coordinato con la normativa Iva e quindi è rimasta invariata l' aliquota Iva al 4% , non avendo alcuna rilevanza la classificazione catastale . La C.M. 21.2.2014, n. 2/E, contiene, tra l'altro, i primi chiarimenti in merito all'applicazione delle nuove disposizioni fiscali riguardanti i benefici fiscali « prima casa ». L'Agenzia delle Entrate fornisce sul proprio sito www.agenziaentrate.gov.it informazioni utili in merito agli adempimenti , alle imposte e alle agevolazioni fiscali per l'acquisto della « prima casa ».

Valutazione delle partecipazioni in caso di recesso

La riforma del diritto societario , introdotta con D.Lgs. 17.1.2003, n. 6 , ha modificato , per tutelare i diritti del socio uscente , la disciplina della stima del valore delle partecipazioni in caso di recesso , introducendo una valutazione basata su valori economici . Nello specifico la disciplina per le S.p.a. è prevista dall’ art. 2437-ter, c.c. , che per le non quotate , al co. 2 , prevede di tener conto nella stima della consistenza patrimoniale , delle prospettive reddituali e dell’eventuale valore di mercato delle azioni . Per le S.p.a. quotate si fa riferimento, invece, alle quotazioni offerte dai mercati ( co. 3 ). Per le S.r.l. , infine, il riferimento è l’ art. 2473, co. 3, c.c. , che richiama il concetto di valore di mercato del patrimonio sociale al momento della dichiarazione di recesso. La disciplina legale va integrata dalle disposizioni statutarie , che possono modificare anche in maniera significativa – più per le S.p.a. che per le S.r.l. – i criteri per stimare il valore delle partecipazioni . Il presente lavoro , senza addentrarsi nella disciplina del recesso e prendendo anche spunto da una recente sentenza del Tribunale di Milano in materia ( Sent. 27.6.2014 , n. 8639 ), affronta specificatamente la valutazione delle partecipazioni del socio in ipotesi di recesso , con riferimento alle società di capitali .

Dichiarazioni di terzi rilasciate al difensore

L’ art. 257-ter c.p.c. ,come introdotto dal D.L. 132/2014 , prevede la possibilità di produrre in giudizio dichiarazioni da parte di terzi capaci di testimoniare, purché le stesse siano rilasciate ad un difensore abilitato che ne attesta l’ autenticità . L’ art. 7, D.Lgs. 546/1992 [CFF ❶ 4658] (Poteri delle Commissioni tributarie) sancisce al co. 4 l’ inammissibilità nel processo tributario della prova testimoniale e del giuramento . L’ art. 51, D.P.R. 633/1972 [CFF ❶ 251] , prescrive che gli uffici accertatori , in corso di verifica , possono invitare qualsiasi soggetto a fornire dati , notizie e chiarimenti rilevanti ai fini dell’ accertamento in corso. L’ art. 32, D.P.R. 600/1973 [CFF ❷ 6332] pone in capo all’Ufficio il potere di invitare «i contribuenti , indicandone il motivo , a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’ accertamento nei loro confronti» . L’ art. 257-ter c.p.c. ,come introdotto dal D.L. 132/2014 , prevede la possibilità di produrre in giudizio dichiarazioni da parte di terzi capaci di testimoniare, purché le stesse siano rilasciate ad un difensore abilitato che ne attesta l’ autenticità . L’ art. 7, D.Lgs. 546/1992 [CFF ❶ 4658] (Poteri delle Commissioni tributarie) sancisce al co. 4 l’ inammissibilità nel processo tributario della prova testimoniale e del giuramento . L’ art. 51, D.P.R. 633/1972 [CFF ❶ 251] , prescrive che gli uffici accertatori , in corso di verifica , possono invitare qualsiasi soggetto a fornire dati , notizie e chiarimenti rilevanti ai fini dell’ accertamento in corso. L’ art. 32, D.P.R. 600/1973 [CFF ❷ 6332] pone in capo all’Ufficio il potere di invitare «i contribuenti , indicandone il motivo , a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’ accertamento nei loro confronti» .

Modello «231» e misure interdittive

Al fine della messa in atto delle sanzioni interdittive , ex art. 13 , co. 1 , D.Lgs. 231/2001 , è necessario il ricorso da parte dell’ ente ad un profitto di rilevante entità , ovvero alla reiterazione dei reati . La Corte di Cassazione lo ribadisce mediante la Sentenza 37712/2014 , ove ricorda che la nozione di « profitto di rilevante entità » ha un’accezione tangibilmente più marcata del semplice « utile netto ».

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