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ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

IVA

Acconto Iva 2014: modalità di calcolo

Con la fine del mese di dicembre giunge, come ormai consuetudine, il termine per il versamento dell’ acconto dell’ Iva relativa all’ ultimo periodo , mese o trimestre , dell’anno. L’adempimento, che interessa, come vedremo, sia i contribuenti mensili che quelli trimestrali , scade quest’anno il 29 dicembre essendo il 27, scadenza naturale, un sabato. L’obbligo discende dall’ art. 6, L. 29.12.1990, n. 405 [CFF1090] , così come modificato dall’art. 15, D.L. 22.5.1993, n. 155, conv. con modif. dalla L. 19.7.1993, n. 243 [CFF1247] . La norma prevede che entro il 27 dicembre di ciascun anno i soggetti passivi tenuti agli obblighi di liquidazione e versamento di cui all’art. 27, D.P.R. 26.10.1972, n. 633 [CFF227] , provvedano al pagamento di un acconto commisurato al saldo dell’ ultimo periodo dell’ anno precedente . In alternativa, come si dirà più precisamente in seguito, sarà possibile effettuare il versamento sulla base di un’ apposita liquidazione analitica al 20 dicembre o prendendo a riferimento un dato di natura previsionale .

Trasparenza fiscale 2014-2016

Gli artt. 115 e 116, D.P.R. 917/1986 [CFF5215 e 5216] riconoscono alle società di capitali la possibilità di assoggettare ad imposizione diretta il reddito d’impresa in base al medesimo principio previsto per le società di persone ed associazioni , di cui all’ art. 5 , D.P.R. 917/1986 [CFF5105] , mediante imputazione ai soci . L’ accesso al regime è subordinato all’esercizio della relativa opzione , da esercitarsi, con riguardo al triennio 2014-2016 , entro la chiusura del primo periodo d’imposta di efficacia della trasparenza fiscale , utilizzando l’apposito modello . A partire dal 2015 , invece, tale volontà dovrà essere manifestata direttamente nella dichiarazione dei redditi presentata nel primo anno di efficacia del regime (Modello Unico 2015, per il triennio 2015-2017). Rimane, in ogni caso, ferma la possibilità di applicare l’istituto della remissione in bonis ( art. 2 , D.L. 2.3.2012 , n. 16 , conv. con modif. dalla L. 26.4.2012 , n. 44 [CFF6247] ), ovvero esercitare tardivamente l’ opzione , entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile .

COMMENTI

Acconti e caparre nelle compravendite

È possibile che, contestualmente alla stipula di un contratto di compravendita, venga previsto il versamento da parte dell’acquirente di una somma in denaro. Tale importo può essere qualificato ai fini fiscali e civilistici in modo diverso, a seconda dei casi, come acconto (anticipo) o come caparra . In particolare, nel settore della compravendita immobiliare , la dazione della caparra confirmatoria in sede di preliminare sconta l’imposta di registro dello 0,50% , mentre per l’ acconto , qualora la compravendita sia assoggettata a imposta di registro, si rende applicabile la più gravosa imposta proporzionale del 3% . Parimenti, la rilevazione in contabilità dell’acconto segue regole differenti rispetto a quelle valide per la caparra.

Obbligatorietà del contraddittorio tra Fisco e contribuente

La Corte di Cassazione , Sez. Un. , con la Sentenza 19667/2014 , ha statuito un importante principio , in perfetta linea con la giurisprudenza Ue, secondo il quale, in ogni caso, un atto lesivo della sfera giuridica del cittadino deve essere preceduto da un contraddittorio con il contribuente . Non solo, la straordinarietà della sentenza risiede anche nella fissazione , raggiunta in chiave sistematica, di un termine per effettuare delle memorie difensive che i Supremi giudici identificano in 30 giorni (anche in assenza di espressa previsione scritta). Giova chiedersi quali siano i «veri» articoli di legge che stanno alla base di questa importante sentenza ; gli stessi devono identificarsi principalmente negli artt. 97 Cost. , 2729 c.c. e 112 c.p.c.

Reati tributari

L’attenuante prevista dall’art. 13, D.Lgs. 10.3.2000, n. 74 [CFF9527o] , secondo cui le pene previste per i delitti sono diminuite fino ad 1/3 e non si applicano le pene accessorie indicate nell'art.12 del medesimo D.Lgs. 74/2000 [CFF9527N] , trova applicazione nei casi di pagamento integrale del debito tributario , non essendo sufficiente la mera ammissione al provvedimento di rateazione , intervenuta prima della dichiarazione di apertura del dibattimento , posto che il contribuente, una volta ammesso alla rateazione, potrebbe non procedere al pagamento delle singole rate. Di conseguenza, è esclusa l'applicazione dell'attenuante, se non è stato estinto integralmente quanto dovuto all’Amministrazione finanziaria, anche a seguito delle speciali procedure conciliative o di adesione all'accertamento previste dalle norme tributarie, in coerenza con la ratio della norma, che quella di apportare un beneficio in termini patrimoniali alla pubblica Amministrazione.

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