RUBRICHE

L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Obblighi e adempimenti antiriciclaggio

Gli adempimenti ed obblighi in materia di antiriciclaggio hanno, come noto, la propria fonte normativa nel D.Lgs. 21.11.2007, n. 231, emanato in attuazione dell’ art. 22, L. 25.1.2006, n. 29 (Legge comunitaria 2005) e della Direttiva 2005/60/CE (Terza Direttiva antiriciclaggio) relativa alla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio di proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo: con la Terza Direttiva, in particolare, è stato introdotto un nuovo approccio alla prevenzione e al contrasto del riciclaggio basato sulla « collaborazione attiva » di banche , intermediari , assicurazioni e professionisti . La disciplina in materia di antiriciclaggio è tuttora, in continua evoluzione: a fine dicembre 2014 il Consiglio europeo ha trovato un accordo sul testo definitivo della Quarta Direttiva, che introduce numerose e significative novità all’attuale disciplina.

COMMENTI

Pmi innovative

Riconosciuto il ruolo importante delle start-up nella produzione d’innovazione e di occupazione, con il D.L. 18.10.2012, n. 179 è stata introdotta nell'ordinamento del nostro Paese la definizione di start-up innovativa , predisponendo un quadro di riferimento che disciplina i principali aspetti della vita aziendale: i requisiti di accesso, le deroghe al diritto societario, le semplificazioni per le assunzioni, le agevolazioni fiscali e la gestione della crisi. Nella stessa direzione d’incentivazione dell’innovazione va inquadrato l’art. 4, D.L. 24.1.2015, n. 3 con il quale il Legislatore introduce la nuova tipologia societaria di piccole e medie imprese innovative ( Pmi I ) ed estende ad esse gran parte dei benefici, semplificazioni e agevolazioni in precedenza riservati alle start-up innovative. Lo stesso decreto apporta apprezzabili miglioramenti anche alla previgente normativa sulle start-up .

Diritto camerale per il 2015

L’ art. 18, co. 4, L. 29.12.1993, n. 580 dispone che la misura del diritto annuale dovuto ad ogni Camera di commercio da parte di ogni impresa iscritta o annotata è determinata dal Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentite Unioncamere e le organizzazioni di categoria più rappresentative a livello nazionale, in base ad un metodo che tiene conto del fabbisogno necessario per l’ erogazione dei servizi che le stesse Camere di commercio sono tenute a fornire. L’ art. 28, co. 1, D.L. 24.6.2014, n. 90 , conv. con modif. dalla L. 11.8.2014, n. 114 ha stabilito che, nelle more del riordino del sistema delle Camere di commercio, l’importo del diritto annuale, come determinato per il 2014, sia ridotto , per il 2015 , del 35% , per il 2016, del 40% e, a decorrere dal 2017, del 50%. Con riferimento alla riduzione del diritto annuale per il 2015 è stato emanato il D.M. Sviluppo economico 8.1.2015 , preceduto dalla C.M. Sviluppo economico 29.12.2014, prot. n. 0227775 , che fissa i nuovi importi dovuti per il corrente anno.

Svalutazione delle immobilizzazioni

Vengono messe sotto analisi le nuove regole di applicazione dell’ Oic 9 in relazione alla rilevazione contabile delle svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni tecniche. All’osservanza del nuovo principio contabile sono, peraltro, interessate le piccole e medie imprese . La Fondazione nazionale commercialisti (Fnc), con la Circolare 15.3.2015, ha esaminato la sfera applicativa del nuovo Oic 9 , « Svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali e immateriali », che, peraltro, costituisce uno dei principi che più ha subito modifiche tra quelli che di recente sono stati revisionati dall’Organismo italiano di contabilità. In particolare, l’Oic 9 prevede che il valore contabile sia messo in confronto con il valore recuperabile, inteso come il maggiore tra il fair value (o valore equo) ed il valore d’uso dell’ immobilizzazione . Dunque, le piccole e medie imprese possono quantificare il valore d’uso anche per mezzo della capacità di recupero dell’ ammortamento . Tale metodo rappresenta una semplificazione facoltativa rispetto all’attualizzazione dei flussi finanziari. Viene, infine, analizzata la fiscalità differita ai fini delle imposte dirette e dell’ Irap . Chiude, poi la trattazione sulle modalità di compilazione della Nota integrativa .

Cause di cessazione dalla carica di sindaco

I sindaci sono nominati per tre esercizi e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’ approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica, subordinatamente alla ricostituzione dell’organo di controllo ( prorogatio ). La rinuncia rappresenta una delle cause di cessazione anticipata dalla carica di sindaco, rispetto alla quale risulta determinante conoscere la decorrenza degli effetti , soprattutto qualora con i sindaci supplenti non sia possibile reintegrare il collegio sindacale . Effetti che, secondo l’orientamento ritenuto più corretto, si producono immediatamente , non trovando applicazione l’istituto della prorogatio . I sindaci cessati sono sostituiti in modo automatico dai supplenti , secondo criteri che tengono conto, fra l’altro, del fatto che il collegio sindacale sia incaricato anche della revisione legale dei conti, e delle disposizioni in materia di « genere meno rappresentato ».

Crisi d'impresa

Il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili ha pubblicato un’ esemplificazione di regolamento destinato all’organizzazione ed al funzionamento dell’ organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento costituito dai propri Ordini locali, ai sensi degli artt. 15, L. 27.1.2012, n. 3 , e 4, D.M. 24.9.2014, n. 202 . L’obiettivo del documento è fornire delle linee guida replicabili, compatibilmente con l’ organizzazione interna prescelta dall’Ordine, nell’ambito di ciascun Organismo di composizione, anche qualora sia costituito da differenti Ordini in associazione tra loro: le principali tematiche trattate sono le funzioni del referente e la nomina del gestore della crisi , nonché la disciplina dei compensi ed i profili di responsabilità .

S.r.l. a ristretta base societaria

Per le società di capitali a limitata base partecipativa è legittima la presunzione di attribuzione ai soci degli utili extracontabili accertati , a condizione che l’Ufficio dimostri la sussistenza di una ristretta base sociale . È questa una delle prime aperture della giurisprudenza di legittimità assunta con la sentenza 26.11.2014, n. 25115 , che sembrerebbe ricercare un punto di equilibrio tra le ragioni del Fisco, ampiamente avallate dall’orientamento dominante della stessa Corte di Cassazione, e la tutela delle legittime ragioni del contribuente. Maggiormente garantista è apparso, in questi anni, l’orientamento di alcune corti di merito che hanno censurato le automatiche imputazioni ai soci degli utili occulti conseguiti dalla società, sia nella confutazione dell’attribuzione delle rettifiche in misura proporzionale alle quote di partecipazione al capitale sociale, che per l’effettiva impossibilità da parte del contribuente di attestare la mancata percezione degli utili extra-bilancio.

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