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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

«Voluntary disclosure»: criticità (e soluzioni) secondo l'Assonime

Con la Circolare 19.5.2015, n. 16 l’Assonime approfondisce, anche alla luce delle indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, gli aspetti rilevanti della procedura di collaborazione volontaria per l’ emersione , tra l’altro, di capitali detenuti all’estero (cd. Voluntary disclosure ) e formula alcune soluzioni pratiche in merito alle numerose questioni che la nuova disciplina – introdotta con la L. 15.12.2014, n. 186 [CFF6971] – ha inevitabilmente sollevato tra gli operatori. In particolare, la Circolare fornisce alcuni chiarimenti sui soggetti coobbligati alla regolarizzazione, sugli effetti delle violazioni sugli obblighi antiriciclaggio e sulla compilazione del Quadro RW . Infine, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito internet il fac-simile del waiver con le relative istruzioni e, con Provv. 3.6.2015 , ha approvato le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi al modello per l’istanza di collaborazione volontaria per la richiesta di protocollazione della documentazione inviata a corredo.

COMMENTI

IVA

Semplificazioni Iva: Circolare Assonime n. 14/2015

La Circolare Assonime 7.5.2015, n. 14 , ha esaminato alcune novità introdotte dal D.Lgs. 21.11.2014, n. 175, come la detrazione forfetaria dell’ Iva per le prestazioni di sponsorizzazione rese dalle imprese in regime speciale, e l’ adeguamento della disciplina Iva degli omaggi a quella in tema di imposte sui redditi. Il documento è, poi, passato ad analizzare il diritto all’emissione della nota di variazione Iva derivante da un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato di cui all’ art. 182-bis, R.D. 16.3.1942, n. 267 , oppure da un piano attestato di risanamento pubblicato presso il Registro delle imprese ( art. 67, co. 3, lett. d), R.D. 267/1942 ): è stata, infine, esaminata la tematica dell’ aliquota Iva agevolata sui trasferimenti di immobili costituenti « prima casa ».

IVA

Crediti Iva

Ai sensi dell’ art. 38-bis, co. 10, D.P.R. 26.10.1972, n. 633 [CFF238a] , alcune categorie di contribuenti , individuate, in relazione all’attività esercitata e alle tipologie di operazioni effettuate, da specifici decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono ammesse all’ erogazione prioritaria del rimborso Iva , ossia entro 3 mesi dalla relativa richiesta . Con il D.M. 27.4.2015 (si veda « La Settimana fiscale » n° 23/2015, pag. 7) l’ambito soggettivo tale agevolazione è stato esteso agli operatori economici esercenti attività di proiezione cinematografica . Il decreto prevede, infatti, che l’erogazione prioritaria dei rimborsi dell’eccedenza di Iva detraibile si applichi, a decorrere dalla richiesta relativa al secondo trimestre del 2015 (da presentare entro il 31.7.2015 ), agli operatori economici con codice Ateco 2007 n. 59.14.00 (attività di proiezione cinematografica), fermo restando quanto previsto dall’ art. 2, D.M. 22.3.2007 [CFF1832j] e nel rispetto dei requisiti fissati dall’ art. 30, co. 2, lett. a), D.P.R. 633/1972 [CFF230] . L’ art. 13, D.Lgs. 21.11.2014, n. 175 , ha sostituito l’art. 38-bis, D.P.R. 633/1972, modificando , con effetto dal 13.12.2014, la disciplina relativa all’esecuzione dei rimborsi Iva (annuali e infrannuali), per semplificare e accelerare l’erogazione dei rimborsi Iva.

Contratto di leasing: trattamento ai fini Iva

Varie sono le modalità attraverso le quali un’impresa o un soggetto esercente un’arte o una professione può acquisire un bene strumentale per la propria attività. Oltre ad un acquisto in contanti , ossia attraverso disponibilità liquide presenti al momento dell’effettuazione dell’operazione, è, infatti, possibile accedere a finanziamenti erogati dall’imprenditore o dai soci della società o, ancora, a finanziamenti concessi da terzi quali, ad esempio, le banche. Anche il leasing , contratto di carattere atipico , per quanto riguarda il risvolto civile, può essere uno strumento valido per acquisire beni aziendali o professionali . Solitamente la scelta tra un tipo di sistema e l’altro dipende da molteplici variabili come, ad esempio, il costo del denaro, nel caso in cui questo venga chiesto a terzi , nonché il rendimento del denaro proprio, eventualmente qualora il soggetto ne avesse disponibilità e l’avesse investito. Concentrando l’attenzione sui beni immobili , da un punto di vista dei risvolti Iva, come si vedrà nel prosieguo del presente approfondimento, le varie scelte finanziarie portano ad effetti diversi nel caso in cui venga posta in essere, successivamente, la cessione del bene stesso.

Trasformazione di attività per imposte anticipate

Ricorrendo determinate condizioni, le attività per imposte anticipate iscritte in bilancio ( Dta ) degli enti creditizi e finanziari possono essere convertite in crediti d’imposta . Le disposizioni normative di riferimento sono costituite dall'art. 2, co. da 55 a 58, D.L. 29.12.2010, n. 225, conv. con modif. dalla L. 26.2.2011, n. 10 [CFF6236] . Successive modificazioni ed integrazioni sono state apportate con l’art. 9, D.L. 6.12.2011, n. 201, conv. con modif. dalla L. 22.12.2011, n. 214. Per effetto dell’art. 1, co. da 167 a 171, L. 27.12.2013, n. 147 (legge di Stabilità 2014), l’ agevolazione è stata estesa anche all’ Irap . Con la R.M. 29.5.2015, n. 55, l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti precisando in particolare che le Dta relative ad affrancamenti plurimi (successivi al primo) di un medesimo avviamento, iscritte ex novo in bilancio a decorrere dall'1.1.2013, non rientrano tra le quelle trasformabili in crediti d’imposta; le Dta « multiple » (cioè connesse con gli affrancamenti successivi a quello iniziale) riferite ad un medesimo avviamento connesse con operazioni già realizzate al 31.12.2012, e rilevate sino all’esercizio chiuso o in corso alla medesima data, rientrano tra quelle trasformabili.

Resi di merce

La sentenza della Cassazione, 6.5.2015, n. 9080 ha approfondito il problema della competenza dei resi di merce . I giudici hanno sancito che concorrono a formare il reddito dell’esercizio di competenza anche i componenti la cui conoscenza sia sopravvenuta, per il contribuente, dopo la chiusura dell’esercizio (ma entro il termine impiegato per la redazione del bilancio ed entro il termine stabilito per la presentazione della dichiarazione), purché i requisiti di certezza e di obiettiva determinabilità dei componenti di reddito siano maturati entro la fine dell’esercizio, in modo che non sia rimessa alla mera volontà delle parti la scelta dell’esercizio cui il componente è imputato.

Pignoramento presso terzi di Equitalia senza notifica

La Corte di Cassazione, affrontando il caso di un’ opposizione proposta avverso il pignoramento presso terzi (per crediti di natura tributaria) effettuato da Equitalia, con la Sentenza 7.5.2015, n. 9246, ha formulato alcuni principi che novano i precedenti indirizzi giurisprudenziali, con particolare riferimento all’ipotesi in cui, alla fattispecie della nullità dell’ atto « successivo » per omessa notifica dell’ atto « presupposto », si accompagna la necessità di individuare correttamente la sede giurisdizionale attinente l’ impugnabilità dell’ atto di pignoramento presso terzi . La decisione, oltre a ribadire la correttezza dei modi e delle forme di notificazione delle cartelle adottate da Equitalia, ha appurato anche che nel giudizio di opposizione agli atti esecutivi , ai fini dell'applicazione del termine lungo di impugnazione della sentenza che lo ha concluso, modificato dalla L. 69/2009, rileva il momento del deposito del ricorso dinanzi al giudice dell'esecuzione e non quello riferibile all’ atto introduttivo del giudizio di merito .

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