RUBRICHE

L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

IVA

Operazioni attive nei confronti di non residenti

Le cessioni di beni senza trasporto o spedizione e le prestazioni di servizi realizzate da operatori nazionali nei confronti di soggetti non residenti prevedono obblighi di fat­turazione differenziati in relazione alla loro rilevanza territoriale. In tale contesto, di particolare importanza è la previsione dell’ obbligatorietà dell’ emissione di fattura per tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi fuori campo Iva per carenza del requisito territoriale . Per talune operazioni, inoltre, il momento impositivo ai fini Iva, nonché il momento di emissione della fattura , vengono individuati in deroga alle regole generali previste in materia di Iva .

COMMENTI

Concordato preventivo, percentuali minime e proposte dei creditori

Il D.L. 27.6.2015, n. 83, conv. con modif. dalla L. 6.8.2015, n. 132, ha innovato significativamente la normativa riguardante il concordato preventivo , stabilendo che la proposta – salvo il caso del piano con continuità aziendale (art. 186-bis, R.D. 267/1942) – deve assicurare il pagamento di almeno il 20% dell’ammontare dei crediti chirografari , nonché indicare l’ utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente si obbliga a garantire a ciascun creditore . Sono stati, inoltre, meglio precisati gli effetti della sospensione e dello scioglimento dei contratti pendenti , regolando espressamente i rapporti di locazione finanziaria . È stata, pure, introdotta un’apposita disciplina per i piani di concordato preventivo fondati su un acquirente già individuato . È altresì prevista la facoltà dei creditori di formulare una proposta di concordato preventivo , se dall’ attestazione risulta che il piano del debitore non garantisce il pagamento di almeno il 40% dei crediti chirografari (30% nel caso di piano con continuità aziendale).

Attività per imposte anticipate

Come è noto, le attività per imposte anticipate iscritte in bilancio (Dta) delle imprese soggette all’ Ires possono essere convertite in crediti di imposta , in presenza di condizioni normativamente stabilite. Le disposizioni normative di riferimento sono costituite dall' art. 2, co. da 55 a 58, D.L. 29.12.2010, n. 225, conv. con modif. dalla L. 26. 2.2011, n. 10 [CFF ❷ 6236] . Successive modificazioni e integrazioni sono state apportate con l’art. 9, D.L. 6.12.2011, n. 201, conv. con modif. dalla L. 22.12.2011, n. 214. Per effetto dell’art. 1, co. da 167 a 171, L. 27.12.2013, n. 147 (Legge di stabilità 2014), l’agevolazione è stata estesa anche all’ Irap . Da ultimo è intervenuto il D.L. 27.6.2015, n. 83, conv. con modif. dalla L. 6.8.2015, n. 132, il cui art. 17 dispone che non sono più trasformabili in credito d'imposta le Dta relative al valore dell' avviamento e delle altre attività immateriali (mentre rimarrebbero convertibili le Dta relative a svalutazioni e a perdite su crediti non ancora dedotte). Questa disposizione si applicherà alle Dta iscritte per la prima volta a partire dai bilanci relativi all' esercizio in corso all’ entrata in vigore del decreto, e quindi, per i soggetti « solari », alle Dta iscritte per la prima volta nel bilancio 2015 .

Credito d'imposta sugli investimenti in ricerca

Il credito d’imposta sugli investimenti in ricerca delle imprese , introdotto dall’ art. 3, D.L. 23.12.2013, n. 145, conv. con modif. dalla L. 21.2.2014, n. 9 [CFF8489] , dopo l’emanazione del D.M. 27.5.2015 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, attuativo, diviene operativo ; le imprese interessate hanno poco tempo per sfruttare al massimo l’interessante agevolazione già dall’anno 2015 , ma non mancano le incertezze e al momento non sono ancora disponibili orientamenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate che confermino alcune significative indicazioni contenute nel Decreto e nella relazione.

Iva all'importazione – Detrazione (negata) per il trasportatore

Con la Sentenza della Corte di giustizia Ue 25.6.2015, in causa C-187/14, avente ad oggetto principale l'insorgenza dell' obbligazione doganale in un caso di transito comunitario irregolare , i giudici comunitari chiariscono che l’ art. 168, lett. e), Direttiva 2006/112/Ce , deve essere interpretato nel senso che esso non osta ad una normativa nazionale che escluda la detrazione dell’Iva all’ importazione gravante sul trasportatore che non sia né l’importatore né il proprietario delle merci in oggetto, ma che ne abbia soltanto assicurato il trasporto, poichè non sussiste il presupposto dell'inerenza con la sua attività economica. A tale riguardo, la Corte ricorda che, secondo giurisprudenza costante in materia di diritto alla detrazione dell’Iva gravante sull’acquisizione di beni o di servizi, tale condizione è soddisfatta unicamente qualora il costo delle prestazioni a monte sia incorporato nel prezzo delle operazioni specifiche a valle o nel prezzo dei beni o dei servizi forniti dal soggetto passivo nel contesto delle sue attività economiche.

Prestito vitalizio ipotecario

Lo studio della Fondazione nazionale dei commercialisti del 30.6.2015 , dal titolo « Il prestito vitalizio ipotecario: inquadramento civilistico e tributario» analizza le principali modifiche introdotte dalla L. 2.4.2015, n. 44, soffermandosi sulle particolarità del contratto , sulle modalità di rimborso del prestito per poi approfondire le implicazioni di natura tributaria, con particolare riferimento all’ imposta sostitutiva sui finanziamenti prevista dal D.P.R.  29.9.1973, n. 601 [CFF8001] .  Va, infatti, ricordato che in considerazione della forte crisi che in questi anni colpisce il settore immobiliare e delle maggiori difficoltà ad avere finanziamenti sono state introdotte, nel nostro ordinamento, diverse formule contrattuali tra cui il contratto di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili (cd. rent to buy ) ed il nuovo contratto di prestito vitalizio . Con il presente commento si evidenzierà, in particolare, l’aspetto della tassazione del prestito vitalizio ipotecario ai fini delle imposte indirette.  

Prelievi non giustificati e presunzione di reddito

Con sentenza n. 12021/2015 , la Corte di Cassazione, sulla base della pronuncia n. 228/2014 della Corte Costituzionale, ha annullato la parte di accertamento di maggior reddito fondato sulle indagini bancarie che aveva desunto compensi non dichiarati dai prelevamenti non giustificati , nei confronti di un possessore di reddito di lavoro autonomo (si trattava di soggetto esercente l’attività di amministratore di condominio). L’ art. 32, D.P.R. 29.9.1973, n. 600 [CFF6332] , per effetto della sentenza n. 228/2014, è stato dichiarato incostituzionale nella parte cui consente l’operatività delle presunzioni legali in caso di prelevamenti non giustificati ad opera dei possessori di reddito di lavoro autonomo, in quanto, nella menzionata fattispecie, il meccanismo presuntivo è privo di logica giuridica. La sentenza, salvo il limite dei rapporti giuridici «esauriti», ha effetto retroattivo . Pertanto, nella versione dell’art. 32 oggi vigente non esiste più la presunzione per cui i prelievi ingiustificati dei lavoratori autonomi sono presunti generatori di reddito non dichiarato.

Autotutela

L’esercizio del potere di autotutela da parte dell’Amministrazione finanziaria (A.F.) richiede, da una parte, la valutazione dell’esistenza di un interesse pubblico concreto all’ annullamento , non identificabile nel mero ripristino della legalità violata e, dall’altra parte, la comparazione dell’onere per la stessa Amministrazione alla ricostituzione della situazione legittima con gli interessi privati eventualmente sacrificati, in relazione, in particolare, al tempo trascorso dall’adozione dell’atto viziato. Avverso gli atti di rifiuto dell’esercizio del potere di autotutela da parte dell’A.F. non esiste alcun diritto del contribuente, e il giudice non può sostituirsi all’Amministrazione in valutazioni discrezionali o nell’adozione dell’atto di autotutela, ma può solo limitarsi a verificare la legittimità del rifiuto.

loader