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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Rivalutazione del Tfr: imposta sostitutiva

L’ art. 11, co. 3 e 4, D.Lgs. 18.2.2000, n. 47 [CFF5810] , prevede che sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dei fondi Tfr maturati in ciascun anno sia applicata, dai soggetti di cui agli art. 23 e 29, D.P.R. 29.9.1973, n. 600 [CFF6323 e 6329] , un’ imposta sostitutiva , la cui aliquota è stata elevata, con decorrenza 1.1.2015 , dall’11% al 17% , per effetto delle modifiche introdotte dall’ art. 1, co. 623, L. 23.12.2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015). L’imposta, imputata a riduzione del fondo, prevede il versamento di un acconto entro il 16.12.2015 e di un saldo entro il 16.2.2016 , da determinarsi scegliendo tra due modalità alternative: il metodo storico e quello presuntivo . Qualora il Tfr sia corrisposto da un soggetto diverso, l’imposta è liquidata dal percettore nella dichiarazione dei redditi. Nel caso in cui il Tfr sia trasferito all’ Inps , la base di calcolo dell’imposta non cambia. Disposizioni particolari valgono per i soggetti costituiti nel 2014 e nel 2015 che, rispettivamente, possono versare direttamente il saldo entro il 16.2.2016 e che non devono versare l’imposta; per le operazioni straordinarie con e senza estinzione dei soggetti preesistenti; per gli enti pubblici che non devono effettuare alcun adempimento.

COMMENTI

Revisione del sistema sanzionatorio

Sono entrate in vigore il 22.10.2015 le modifiche al sistema penale tributario adottate in attuazione della delega contenuta nella L. 11.3.2014, n. 23. È stato, infatti, pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 55 della Gazzetta Ufficiale n. 233 del 7.10.2015 il D.Lgs. 24.9.2015, n. 158 (si veda « La Settimana fiscale » n. 39/2015, pagg. 8 e 9) che interviene sulla revisione del sistema sanzionatorio nel suo complesso al fine di realizzare un sistema fiscale più equo e trasparente . In generale la revisione ha diminuito il carico sanzionatorio, fatta eccezione per le casistiche fraudolente . Una delle modifiche più attese riguarda la riforma del diritto penale tributario di cui al D.Lgs. 10.3.2000, n. 74, e i DD.Lgs. 18.12.1997, nn. 471 e 472 per le sanzioni amministrative. Le disposizioni diventeranno operative a partire da due distinti termini: le norme penali sono efficaci sin dal 22.10.2015 , mentre quelle che rivedono il sistema delle sanzioni amministrative dovranno attendere fino all’ 1.1.2017 .

Processo tributario: restyling dal 2016

L’1.1.2016 segnerà la data di inizio del processo tributario così come modificato dal D.Lgs. 156/2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7.10.2015, n. 233. Il nuovo testo del D.Lgs. 546/1992 presenta, accanto a vere e proprie novità , molte codificazioni di orientamenti giurisprudenziali che in passato avevano, inizialmente, aperto il dibattito sulla dubbia applicabilità, parziale o totale, di alcuni istituti del processo civile nel rito tributario . L’impressione è che - oltre ad identificare vari strumenti utili, almeno nelle intenzioni del Legislatore, alla deflazione del contenzioso tributario - si sia cercato di diminuire taluni squilibri processuali tra il ricorrente e la parte pubblica. Le radicali modifiche del processo tributario sono quindi rimandate, se non accantonate. Lo scritto ripercorre sinteticamente le novità di maggiore interesse che riguarderanno giudici e parti, a far data dal 2016.

Associazioni sportive

La tracciabilità delle operazioni che avvengono per contanti ha da sempre rappresentato nel mondo sportivo dilettantistico una specifica esigenza di contrasto all’evasione, anche in considerazione delle numerose agevolazioni concesse per tale settore. Fin dal 1999 il Legislatore, nel dettare disposizioni premiali per il comparto sportivo, si è infatti preoccupato di individuare specifiche soglie di tracciabilità delle movimentazioni finanziarie , ricollegando alle eventuali violazioni commesse conseguenze in termini di decadenza di agevolazioni tipiche del settore sportivo dilettantistico . Sul tema si rinvengono interventi recenti sia da parte dell’Agenzia delle Entrate (RR.MM. 102/E/2014 e 45/E/2015) che dal Legislatore (Legge di Stabilità 2015 e D.Lgs. 24.9.2015, n. 158, di riforma del sistema sanzionatorio); in particolare l’art. 19 di tale ultima disposizione ha eliminato – seppur con una particolare decorrenza – la previsione della decadenza dal regime della L. 398/1991 quale conseguenza delle violazione dei predetti obblighi di tracciabilità . Nel presente contributo, quindi, vediamo di ripercorrere la disciplina fin dalla sua origine per poi arrivare ad esaminare le disposizioni normative recenti.

Plusvalenza da cessione di un'impresa familiare

La tassazione della plusvalenza derivante dalla cessione a titolo oneroso di un' impresa familiare deve avvenire unicamente in capo al titolare e non anche, pro quota , in capo ai collaboratori . Ne deriva che la cessione di azienda familiare riverbera i suoi effetti fiscali solo sul titolare . Tale conclusione emerge dalle più recenti interpretazioni di prassi fornite dall’Agenzia delle Entrate tra le quali si segnala la R.M. 31.8.2015, n. 78/E, che si è espressa con maggior completezza ed efficacia argomentativa rispetto a precedenti pronunciamenti in relazione al tema della cessione a terzi di un’ azienda familiare ricevuta in donazione dal coniuge ed assunta gli stessi valori fiscali riconosciuti nei confronti del dante causa. Con la stessa risoluzione, l’Amministrazione finanziaria ha asserito recisamente che le somme introitate dai collaboratori familiari non assumono alcuna rilevanza.

Bonifici bancari e addebiti

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del D.Lgs. 18.8.2015, n. 135 sono entrati in vigore i nuovi requisiti tecnici e commerciali per i bonifici e gli addebiti diretti in euro , e contestualmente, le nuove sanzioni per le violazioni del Regolamento (Ce) n. 924/2009 relativo ai pagamenti transfrontalieri nella Comunità, in attuazione dell’art. 11, Regolamento (Ue) n. 260/2012. Il Legislatore europeo ha voluto facilitare l’ automazione dei pagamenti (attribuzione di Iban a ciascun cliente), rendere omogenee le commissioni e coordinare le modalità tecniche di esecuzione delle operazioni . Con il D.Lgs. 3/2011, il Legislatore italiano aveva già predisposto un regime sanzionatorio affidando particolari poteri alla Banca d’Italia. Il decreto legislativo in commento aggiorna le disposizioni al Regolamento del 2012 e, contestualmente, abroga il D.Lgs. 3/2011.

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