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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Acconti di novembre 2015

Al fine di «fare cassa», il Legislatore fiscale ha introdotto nel nostro ordinamento tributario il sistema degli acconti di imposta . Con riferimento al 2015 , negli scorsi mesi la generalità dei contribuenti tenuti all’ adempimento dichiarativo , hanno dovuto determinare e versare non solo l’eventuale saldo per il periodo d’imposta precedente ma, in presenza di determinate condizioni, anche il cd. primo anticipo per il 2015 , mentre il secondo anticipo scade proprio nel mese di novembre. Da un punto di vista finanziario in presenza di redditi tassabili più o meno costanti , essendo il saldo pressoché coperto dagli acconti dell’anno precedente, il contribuente manterrà un esborso più o meno altrettanto costante . In presenza, invece, di redditi in aumento , lo sforzo finanziario aumenta anch’esso notevolmente: ad accompagnare un saldo magari già di per sé elevato, proprio per il «balzo» in avanti del reddito , ci saranno acconti anche essi più elevati di quelli pagati nel corso del precedente periodo d’imposta.

Voluntary disclosure: proroga dei termini

È giunto l’atteso decreto di proroga – al 30.11.2015 – delle istanze di collaborazione volontaria , con possibilità di integrare le stesse e di inviare la relazione di accompagnamento entro il 30.12.2015 . L’Agenzia delle Entrate esaminerà le istanze presentate entro il 31.12.2016 , data entro cui è rinviata la decadenza degli atti scadenti nel 2015 . Nessuna proroga, invece, è intervenuta per l’invio di Unico 2015 per il periodo d’imposta 2014, escluso dalla procedura di regolarizzazione , per cui le consistenze all’estero ed i redditi ad esse relativi sono già stati indicati nella dichiarazione dei redditi; nel caso non si sia già provveduto in merito, occorrerà sanare l’ omissione entro il 29.12.2015 . Con le maggiori entrate derivanti dalle istanze di adesione che verranno presentate grazie alla proroga si scongiurano anche gli aumenti delle accise sui carburanti previsti come clausola di salvaguardia per la mancata autorizzazione da parte della Commissione europea al meccanismo del reverse charge per l’Iva nel settore della grande distribuzione.

COMMENTI

Riscossione: novità del D.Lgs. 159/2015

Numerose e di rilievo sono le novità apportate dal D.Lgs. 159/2015 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 7.10.2015 in materia di riscossione ed in vigore dal 22.10.2015. Tra le nuove misure che stanno destando maggiore interesse vi è certamente quella che riguarda la possibilità di accedere ad un’ ulteriore rateizzazione con Equitalia ai soggetti che nei 2 anni antecedenti non sono stati in grado di completare il pagamento di piani precedenti di dilazione , a condizione che l’apposita richiesta sia presentata entro il 21.11.2015. Inoltre, per i piani di dilazione concessi a decorrere dal 22.10.2015, si riduce il numero di rate non onorate che comporta la decadenza : il contribuente decadrà a seguito del mancato versamento di 5 rate , anche non consecutive, e non più 8. Tuttavia, nonostante la decadenza, il debito può, a differenza di quanto previsto finora, essere nuovamente rateizzato se, nel momento di presentazione della domanda, le rate scadute alla stessa data sono interamente pagate .

«Controlled foreign companies»: novità del D.Lgs. 147/2015

L’ art. 8 del decreto destinato alla crescita e alla internazionalizzazione delle imprese, D.Lgs. 14.9.2015, n. 147 , pubblicato in Gazzetta Ufficiale 22.9.2015, n. 220 modifica le disposizioni vigenti in tema di società controllate e collegate estere, contenute negli artt. 167 e 168, D.P.R. 22.12.1986, n. 917 (Tuir) [CFF5267 e 5268] , in attuazione della lett. b), co. 1, dell’art. 12 della legge delega (L. 11.3.2014, n. 23). Le nuove disposizioni in materia Cfc si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto. Il D.L. 147/2015 è entrato in vigore decorsi 15 giorni ( vacatio legis ) dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale , ovvero il 7.10.2015. Dunque, già dal periodo d’imposta 2015 bisognerà tener conto delle nuove regole Cfc . Tra le novità di maggior rilievo: abrogazione dell’art. 168, D.P.R. 917/1986 e dunque dell’applicazione della disciplina Cfc per le collegate estere residenti in un paradiso fiscale; sostituzione dell’«obbligo» con la «facoltà» di presentazione dell’interpello preventivo all’Amministrazione finanziaria, ai fini della disapplicazione della disciplina Cfc, in presenza di partecipazioni in imprese estere controllate; determinazione del reddito della partecipata estera tenendo conto delle norme del Tuir e anche extra Tuir.

Istanza cautelare ed effettiva tutela del diritto alla difesa

La Legge delega 23/2014, con la quale sono state conferite al Governo disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente ed orientato alla crescita, prevede espressamente un rafforzamento della tutela giurisdizionale del contribuente . Il D.Lgs. 24.9.2015, n. 156, all’art. 9, sulla revisione del contenzioso tributario ed in particolare sulle modifiche del D.Lgs. 546/1992, riguardante l’ istanza di sospensione cautelare , ex art. 47 [CFF4698] , non ha di certo raggiunto quello che era l’ obiettivo richiesto dal Legislatore; manca infatti un’effettiva tutela del diritto alla difesa per il soggetto che ha ricevuto un atto impositivo . Chi riceve un atto non è sufficientemente tutelato quando l’ istanza di sospensione non è valutata dalla Commissione tributaria nei termini espressamente richiesti dalla Legge. Questa lacuna legislativa può comportare un grave pregiudizio in caso di immediate azioni esecutive da parte dell’ agente della riscossione . In questi casi non ci resta che richiamare la Costituzione ed i Principi del Diritto europeo.

Il credito non ancora compensabile non è spettante

Ai fini penali, l’art. 35, co. 7, D.L. 4.7.2006, n. 223, conv. con modif. dalla L. 4.8.2006, n. 248, ha inserito, nell’ambito del D.Lgs. 74/2000, l’art.10-quater ( indebita compensazione ) [CFF9527M] , secondo cui la disposizione di cui all'art. 10-bis del medesimo D.Lgs. 74/2000 [CFF9527L] si applica, nei limiti ivi previsti, anche a chiunque utilizza in compensazione , ai sensi dell'art. 17, D.Lgs. 241/1997 [CFF7418] , crediti non spettanti o inesistenti . In pratica, per il richiamo operato, è prevista quale conseguenza dell’ indebita compensazione con crediti inesistenti o non spettanti la reclusione da 6 mesi a 2 anni per chiunque non versa le somme dovute, per un ammontare superiore a € 50.000 per ciascun periodo d'imposta.

Imprenditorialità giovanile e femminile

Sono operative le regole sull’ imprenditorialità giovanile e femminile nei settori della produzione dei beni e dell’ erogazione dei servizi : il D.M. 8.7.2015 del Ministero dello Sviluppo economico detta le regole per la concessione delle agevolazioni finalizzate a sostenere, su tutto il territorio nazionale, la nascita di micro e piccole imprese competitive, a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile e a sostenerne lo sviluppo attraverso migliori condizioni per l’accesso al credito. In particolare il decreto attuativo stabilisce, nell’individuare i soggetti beneficiare delle agevolazioni e le iniziative ammissibili, i criteri e le modalità per la concessione di mutui agevolati per gli investimenti , a un tasso pari a zero, della durata massima di 8 anni e di importo non superiore al 75% della spesa ammissibile.

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