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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

IMU

Seconda rata a saldo di Imu e Tasi entro il 16.12.2015

Ai sensi dell’art. 1, co. 639, L. 27.12.2013, n. 147 (Legge di Stabilità 2014), dall’ 1.1.2014 è istituita la nuova Imposta unica comunale (Iuc). Essa si basa su due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore e l’altro collegato all’erogazione e alla fruizione di servizi comunali. La Iuc si compone dell’ Imposta municipale propria ( Imu ) di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili escluse le abitazioni principali ad eccezione degli immobili di lusso, e di una componente riferita ai servizi che si articola nella Tassa per i servizi indivisibili ( Tasi ) a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile e nella Tassa sui rifiuti ( Tari ), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani , a carico dell’utilizzatore. Per il 2015 , in base a quanto disposto dall’art. 9, D.Lgs. 23/2011, i termini di versamento dell’ Imu sono il 16.6.2015 per l’ acconto ed il 16.12.2015 per il saldo . I termini di versamento della Tasi sono analoghi a quelli previsti per l’ Imu , ossia il 16.6.2015 per l’ acconto ed il 16.12.2015 per il saldo . La seconda rata a saldo Imu 2015 va calcolata in base alle aliquote e detrazion i che saranno deliberate entro i termini di approvazione del bilancio di previsione del 2015 , altrimenti varranno le aliquote e detrazioni deliberate dal Comune per l'anno 2014. Per quanto riguarda la Tasi la seconda rata a saldo per l’anno 2015 deve essere corrisposta sulla base delle delibere del Comune ove è ubicato l’immobile di riferimento, pubblicate sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze entro il 20.10.2015 , altrimenti varranno le aliquote e detrazioni deliberate dal Comune per l'anno 2014.

Libri e registri: obblighi di tenuta e stampa

Entro il prossimo 30.12.2015 la generalità delle imprese deve provvedere alla stampa dei registri contabili (libro giornale, libro mastro, registri Iva) relativi all’anno 2014, compresi il libro inventari e il registro dei beni ammortizzabili. Inoltre, il 31 dicembre rappresenta la data ultima di conservazione , anche tradizionale (o cartacea) dei documenti amministrativi : come vedremo, la scadenza prevista dalle norme civilistiche non corrisponde a quella stabilita dalle disposizioni fiscali. Nel prosieguo si descrivono le attività da svolgere per adempiere correttamente alla tenuta delle scritture contabili come previsto dalla normativa civilistica e fiscale. L’adempimento è da valutare con particolare attenzione, in quanto il mancato rispetto del termine e le modalità di assolvimento degli obblighi può comportare, oltre a sanzioni di natura amministrativa (e, nei casi più gravi, penale ) anche l’utilizzo – da parte dell’Amministrazione finanziaria, di tipologie di accertamenti particolarmente invasive (cd. induttivo; Cass. 23.3.2011, n. 6623 e 26.5.2003, n. 8273).

COMMENTI

IVA

Rimborsi Iva: modifiche delle istanze

Con la C.M. 27.10.2015, n. 35/E , l’Amministrazione finanziaria interviene sulla nuova disciplina dei rimborsi Iva introdotta dal D.Lgs. 21.11.2014, n. 175. Tra le varie questioni analizzate spicca quella relativa all’individuazione dei contribuenti a rischio e quella relativa alla modifica delle istanze già presentate . Nella C.M. 19.2.2015, n. 6/E , era stato individuato un termine per la modifica a seconda della causa sottostante. Con il documento di prassi in commento vengono unificati i termini per le «modifiche» delle richieste di rimborso, prevedendo la possibilità di presentare una dichiarazione integrativa entro il termine di presentazione della dichiarazione del periodo d’imposta successivo . Con riferimento alla richiesta di un maggior rimborso si devono, pertanto, intendere superate le indicazioni fornite con la C.M. 32/E/2014 e con la citata C.M. 6/E/2015, nelle quali era stato affermato che, laddove il contribuente avesse voluto chiedere a rimborso un ammontare più alto rispetto a quello originariamente richiesto, avrebbe dovuto presentare una dichiarazione integrativa , eventualmente munita di visto, entro i 90 giorni dalla scadenza della presentazione della dichiarazione.

Gestione dei debiti fiscali iscritti a ruolo

Con l’art. 10, D.Lgs. 24.9.2015, n. 159, pubblicato nel S.O. n. 55 alla G.U. 7.10.2015, n. 233 (detto anche decreto Riscossione) sono state apportate modificazioni all’art. 19, D.P.R. 602/1973 [CFF7219] che norma le richieste di dilazione presentate all’agente della riscossione dai contribuenti che versano in temporanea situazione di difficoltà economica . Per quanto riguarda le istanze di rateazione presentate a decorrere dal 22.10.2015, la decadenza si verificherà non più a seguito del mancato pagamento di 8 rate non consecutive ma di 5 rate . Inoltre, i piani di rateazione decaduti nei 24 mesi antecedenti il 22.10.2015 potranno essere ripartiti in un nuovo piano di rateazione fino ad un massimo di 72 rate mensili , da presentare obbligatoriamente entro il 23.11.2015 , a prescindere dall’ammontare del debito con istanza libera . Nel presente intervento si analizzano anche le modalità di compensazione dei ruoli scaduti con i crediti fiscali e con i crediti vantati verso la pubblica Amministrazione.

Amministratore- dipendente: profili critici

La situazione dell’amministratore che sia anche lavoratore dipendente della medesima società pone significativi dubbi interpretativi, che la Corte di Cassazione ha ritenuto di risolvere nel senso di escludere la legittimità del cumulo nell’ipotesi dell’ amministratore unico , invece, ammesso con riferimento al dipendente nominato amministratore delegato ovvero presidente dell’organo collegiale, qualora sia comunque sottoposto al potere di controllo del consiglio di amministrazione, e non disponga di autonomi poteri per la gestione straordinaria. L’ Inps ritiene, tuttavia, che, rispetto a queste tre posizioni, debba essere, in ogni caso, disconosciuto il rapporto di lavoro subordinato e, conseguentemente, il trattamento pensionistico: è fatta salva, in ogni caso, la restituzione dei contributi versati a tale titolo, oltre agli interessi.

Intrasmissibilità agli eredi delle sanzioni dovute dal de cuius

Vale senza eccezioni il principio generale secondo cui le sanzioni tributarie non sono trasmissibili agli eredi . L’Amministrazione finanziaria ha affrontato la questione peculiare della trasmissibilità o meno agli eredi delle sanzioni derivanti dal versamento rateale delle somme dovute in base all’applicazione degli istituti deflativi o di definizione del contenzioso tributario . Coerentemente con quanto sempre sostenuto sia dalla prassi sia dalla giurisprudenza, viene ribadito che non è consentito trasmettere agli eredi le sanzioni scaturenti dal pagamento in forma rateizzata di tali somme nemmeno nel caso di decesso del contribuente mentre è ancora in corso il pagamento del piano di rateazione ( C.M. 7.8.2015, n. 29/E ).

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