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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Modello Unico 2016 ENC: novità

Gli enti non commerciali sono soggetti ad Ires con aliquota proporzionale , tuttavia determinano la base imponibile con modalità simili a quelle delle persone fisiche , quale sommatoria delle diverse categorie reddituali. Tanto premesso, le novità tributarie che interessano le diverse categorie reddituali portano all’ integrazione ed alla modifica dei contenuti di modelli ed istruzioni dei dichiarativi degli enti non commerciali . Il modello di quest’anno non prevede rilevanti novità per gli enti non commerciali , quelle di maggior interesse possono essere ricondotte alle seguenti: individuazione di specifichi righi da impiegare per l’ applicazione della normativa in materia di agevolazione di redditi connessi a brevetti industriali ed elementi assimilati; l’inserimento di righi di dettaglio per la precisazioni di componenti economiche residuali positive e negative; la previsione di uno specifico prospetto per il calcolo degli interessi passivi indeducibili con riferimento ai redditi di enti non commerciali non residenti con stabile organizzazione in Italia; l’obbligo di separata indicazione delle spese derivanti da Paesi black-list ; l’individuazione di prospetti di dettaglio, come pure la specificazione di quelli esistenti, con riferimento a rivalutazione dei beni d’ impresa , perdite riportabili e soggetti non operativi .

COMMENTI

Usufrutto sugli immobili

L’ art. 48, D.P.R. 131/1986 [CFF2048] prevede le modalità per determinare il valore dell’ usufrutto , dell’ uso o dell’ abitazione ai fini dell’imposta di registro sono previste, mentre la disciplina civilistica dell’ usufrutto è contenuta negli artt. da 978 a 1020 c.c., e quella dell’ uso e dell’ abitazione negli artt. da 1021 a 1026 c.c. L’ art. 14, D.Lgs. 346/1990 [CFF3214] disciplina la modalità di calcolo della base imponibile ai fini dell’ imposta di successione e donazione , relativamente ai beni immobili compresi nell’ attivo ereditario , dei diritti di usufrutto , di uso e di abitazione . Inoltre, l’ art. 56, D.Lgs. 346/1990 [CFF3256] prevede che il valore dei diritti di usufrutto , di uso e di abitazione donati si determini in base a quanto previsto in caso di successione dall’ art. 14 . Il D.M. 11.12.2015 ha modificato la misura del tasso annuo degli interessi legali , riducendola dallo 0,5% (tasso in vigore fino al 31.12.2015) allo 0,2% annuo con effetto a decorrere dall’ 1.1.2016 . Conseguentemente, il D.M. 21.12.2015 ha adeguato le modalità di calcolo dei diritti di usufrutto a vita e delle rendite o pensioni in materia di imposta di registro e di imposta sulle successioni e donazioni ed è stato modificato il prospetto dei coefficienti da utilizzare per determinare il valore dei diritti di usufrutto a vita e delle rendite o pensioni vitalizie . Le modifiche si applicano agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati , alle scritture private autenticate e a quelle non autenticate presentate per la registrazione , alle successioni apertesi ed alle donazioni fatte a decorrere dall’ 1.1.2016 .

Nuova mediazione tributaria

Il D.Lgs. 156/2015 ha esteso anche ai tributi locali , a decorrere dal 2016 , la mediazione quale istituto preliminare al gravame innanzi le Corti di merito, secondo le stesse modalità procedurali e con la medesima soglia di valore stabilita per i tributi erariali. L’analisi della norma può comunque suscitare qualche interrogativo in merito alla sua concreta applicazione. Sarebbe innanzitutto auspicabile che le controversie riguardanti i tributi locali possano essere risolte velocemente senza l’ausilio del giudice tributario, attraverso la definizione del pagamento del tributo, se dovuto, con la riduzione parziale o totale delle sanzioni ed interessi a seconda dei casi. L’applicazione dell’istituto della mediazione anche ai tributi locali , nelle intenzioni del Legislatore, dovrebbe rappresentare un disincentivo alle richieste di autotutela amministrativa da parte dei contribuenti, considerato che la semplice richiesta di riesame dell’atto non può garantire le stesse tutele giurisdizionali di un reclamo / ricorso .

Aliquote Iva ordinarie Ue

La realizzazione di un’operazione che determini l’applicazione di una minore aliquota Iva derivante dal differente livello di tassazione esistente in due Stati membri dell'Unione non è di per sé un vantaggio fiscale qualificabile come abuso . Questo è il senso della recente Sentenza della Corte di Giustizia Ue del 17.12.2015, in causa C-419/14 . In particolare, la Corte ha ritenuto che la stipula di un contratto di licenza per la concessione di know-how concluso con una società soggetta ad aliquota Iva inferiore rispetto a quella dello Stato membro in cui ha sede la società titolare della licenza non può essere considerata come una pratica abusiva alla luce del diritto comunitario di libera prestazione di servizi.

Bonus Stradivari

La Legge di Stabilità per l’anno 2016 ( art. 1, co. 984, L. 28.12.2015, n. 208 ) prevede l’erogazione di un contributo una tantum per favorire l’acquisto di strumenti musicali da parte di studenti dei conservatori di musica e degli istituti musicali . Il contributo si applica in relazione agli acquisti effettuati nel periodo d’imposta 2016 sotto forma di sconto praticato dal produttore o dal rivenditore all’atto dell’acquisto dello strumento e non può essere superiore all’importo di € 1.000 . L’ammontare dello sconto non può eccedere il costo dello strumento . Con il Provv. 8.3.2016, prot. n. 36294, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito modalità e condizioni per l’applicazione dell’ agevolazione .

Privilegio artigiano nel fallimento

Il curatore fallimentare e il giudice delegato per decidere se concedere o meno il privilegio ad una impresa artigiana devono valutare i limiti dimensionali dell’impresa e svolgere un’attenta analisi sulla prevalenza del fattore lavoro su quella del capitale per comprendere se vi siano tutti i requisiti richiesti dal Legislatore. La sussistenza di tali requisiti – la cui prova non è certo agevole – assieme all’iscrizione della impresa all'albo delle imprese artigiane, pone la stessa nella condizione di poter beneficare del relativo privilegio.

Ricorso «per saltum» in Cassazione

Il D.Lgs. 24.9.2015, n. 156 ha apportato rilevanti modifiche ad alcune norme contenute nel D.Lgs. 546/1992, concernente la disciplina del processo tributario , oggetto di esame da parte dell’Agenzia delle Entrate, con la C.M. 29.12.2015, n. 38/E. In particolare, fra le novità introdotte, il nuovo art. 62, D.Lgs. 546/1992 [CFF4713] , che disciplina il ricorso per cassazione , prevede, nel caso in cui le parti siano d’accordo per omettere l’appello, che la sentenza della Ctp possa essere impugnata con ricorso per cassazione unicamente a norma dell’art. 360, co. 1, n. 3), c.p.c., cioè per violazione o falsa applicazione di norme di diritto.

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