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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Acconto Tasi 2016

Ai sensi dell’ art. 1, co. 639, L. 27.12.2013, n. 147 [CFF4189] , dall’1.1.2014 è stata istituita la nuova imposta unica comunale ( Iuc ). Essa si basa su due presupposti impositivi, uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore, e l’altro collegato all’ erogazione e alla fruizione di servizi comunali . La Iuc si compone dell’imposta municipale propria ( Imu ) di natura patrimoniale , dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali ad eccezione degli immobili di lusso, e di una componente riferita ai servizi , che si articola nella tassa per i servizi indivisibili ( Tasi ) a carico sia del possessore che dell’ utilizzatore dell’immobile e nella tassa sui rifiuti ( Tari ), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, a carico dell’ utilizzatore . Successivamente, la L. 28.12.2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016) ha introdotto ulteriori modifiche in materia di tributi locali con specifico riferimento all’ Imu e alla Tasi . Il 16.6.2016 è il termine di scadenza per il pagamento dell’ acconto dell’ Imu e della Tasi . A decorrere dal 2015 l’acconto Tasi è calcolato in base alle aliquote e ai regolamenti approvati da parte dei singoli Comuni per l’ anno precedente , mentre sarà il saldo ad essere determinato tenendo conto delle aliquote e regolamenti deliberati per l’ anno in corso . Pertanto, l’a cconto Tasi 2016 viene determinato in base alle aliquote approvate da parte dei singoli Comuni per l’ anno precedente 2015 , con conguaglio a sald o di quanto dovuto entro il 16.12.2016 qualora dovesse esserci la variazione delle nuove aliquote per l’ anno 2016 .

Regime di adempimento collaborativo

Con il Comunicato Stampa 14.4.2016, l’Agenzia delle Entrate ha reso nota la pubblicazione sul proprio sito del modello di adesione al regime di adempimento collaborativo approvato con il Provv. Agenzia entrate 14.4.2016, prot. n. 54237/2016. Tale provvedimento detta le prime disposizioni attuative del regime, i requisiti oggettivi e soggettivi di accesso , le modalità di presentazione della domanda, i documenti da allegare alla domanda e l’ istruttoria da parte dell’ufficio competente. In particolare, l’ istanza va presentata esclusivamente per via telematica alla casella Pec dc.acc.cooperative@pec.agenziaentrate.it ovvero, per i soggetti non residenti privi di Pec alla seguente casella di posta elettronica ordinaria dc.acc.ucc@agenziaentrate.it). Si tratta del modello con cui i contribuenti comunicano, ex art. 7, co. 2, D.Lgs. 128/2015 , l’esercizio dell’opzione di adesione al regime di adempimento collaborativo ovvero la volontà di non permanere nel regime stesso. Il regime si applica al periodo d’imposta nel corso del quale la richiesta di adesione è trasmessa all’Agenzia delle Entrate e si intende tacitamente rinnovato qualora non sia espressamente comunicata dal contribuente la volontà di non permanere nel regime stesso.

COMMENTI

Start-up innovative: nuovo decreto in Gazzetta Ufficiale

Con decreto interministeriale, del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico del 25.2.2016 , pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 11.4.2016, n. 84 , sono dettate nuove regole per incentivare gli investimenti ; in particolare, gli incentivi fiscali all’investimento in start-up innovative sono estesi a tutto il periodo di imposta 2016 ; nel decreto è aumentata da 2,5 a 15 milioni di euro la soglia massima degli investimenti ammissibili . Un’altra importante innovazione riguarda il periodo minimo di durata dell’ investimento , che passa da 2 a 3 anni, a pena di decadenza dell’ agevolazione . Le agevolazioni che di seguito analizzeremo si applicano: ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (di cui al Titolo I del D.P.R. 917/1986) e ai soggetti passivi dell’ imposta sul reddito delle società (di cui al Titolo II dello stesso D.P.R. 917/1986), che effettuano un investimento agevolato in una o più start-up innovative nei quattro periodi di imposta successivi a quello in corso al 31.12.2012 .

Agriturismo: ristrutturazione edilizia e detrazione Iva

L’agriturismo è una forma turistico-ricettiva che può essere svolta dagli imprenditori agricoli , rispettando specifiche norme che ne regolano la connessione con l’attività agricola (art. 2135, c.c.). Alla nuova legge-quadro statale (L. 20.2.2006, n. 96 ), che indica alle Regioni i principi generali di definizione dell’attività agrituristica, si affinacano le leggi regionali che indicano alle imprese criteri e limiti per l’esercizio dell’attività stessa. Al riguardo, dopo che l’ente impositore ha disconosciuto la detrazione Iva corrisposta su opere di ristrutturazione relative ad appartamenti destinati a case-vacanza di proprietà di un’azienda agricola, con la Sentenza 4606/2016, la Corte di Cassazione ha stabilito che è legittima la detrazione Iva per la ristrutturazione eseguita dall’agriturismo sugli appartamenti destinati all’attività di ricezione. Ciò in linea con la giurisprudenza di legittimità precedente, ove si registra un contrasto interpretativo.

Raddoppio dei termini per violazioni penali

Il raddoppio dei termini per l’ accertamento in presenza di violazioni che comportano l’obbligo di denuncia per reati tributari venne introdotto qualche anno fa al fine di rendere ancora esperibili le attività di rettifica degli uffici fiscali in presenza di vicende di tipo penale, soggette a un più ampio termine di prescrizione (6 ovvero 8 anni a seconda dei reati). Con il decreto «certezza del diritto» ( D.Lgs. 5.8.2015, n. 128 [CFF6974] ), attuativo della legge delega n. 23/2014, è stata modificata la disciplina del raddoppio dei termini, stabilendo che esso non opera se la denuncia viene presentata o trasmessa oltre la scadenza ordinaria dei termini . Questa previsione è stata surclassata dall’ulteriore modifica apportata dal Legislatore attraverso un emendamento al disegno di Legge di stabilità 2016 – recepito nel testo definitivo dell’ art. 1, co. 130 e segg., L. 28.12.2015, n. 208 – per effetto della quale il raddoppio dei termini è stato abrogato e sostituito con un allungamento «a regime» dei termini per l’accertamento.

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