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«Reverse charge» e «split payment»

Al fine di contrastare fenomeni di frodi Iva, il sistema tributario nazionale ha istituito, per particolari operazioni effettuate in settori ad alto rischio di evasione, il meccanismo del «reverse charge» in virtù del quale, in deroga alle regole ordinarie del sistema dell’Iva, l’imposta è assolta dal cessionario o committente in luogo del cedente o del prestatore. Sempre con finalità antielusive, l’art. 1, co. 629, lett. b), L. 23.12.2014, n. 190, ha previsto che per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti degli enti pubblici, l’Iva addebitata dal fornitore nelle corrispondenti fatture deve essere versata dall’ente cessionario o committente direttamente all’Erario (cd. meccanismo dello «split Payment»). L’applicazione dei suddetti meccanismi antielusivi prevede, in virtù delle loro peculiarità, tutta una serie di specifici obblighi e adempimenti - diversi da quelli ordinari a cui sono tenuti gli operatori economici – nonché delle agevolazioni in materia di rimborsi Iva (annuali ed infrannuali), al fine di scongiurare gli effetti finanziari negativi che potrebbero derivare dal venir meno del diritto di rivalsa in capo al cedente o al prestatore.

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