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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

IVA

Liquidazione Iva di gruppo: opzione entro il 16.2.2016

L’ art. 73, co. 3, D.P.R. 26.10.1972, n. 633 [CFF273] , così come attuato dal D.M. 13.12.1979 [CFF865 – 871] , consente alla controllante , non necessariamente la capogruppo ( C.M. 28.2.1986, n. 16 ), di optare – entro il 16 febbraio dell’anno di riferimento – per la liquidazione dell’ Iva unitamente a quella delle proprie controllate , provvedendo, poi, ai corrispondenti versamenti, nonché alla presentazione delle relative dichiarazioni. Tale termine non è, tuttavia, perentorio , in quanto l’ art. 2, co. 1, D.L. 2.3.2012, n. 16 , conv. con modif. dalla L. 26.4.2012, n. 44 [CFF6945] , consente di comunicare l’opzione tardivamente , entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile – ovvero il 30.9.2016 , secondo l’orientamento dell’Agenzia delle Entrate ( C.M. 28.9.2012, n. 38/E ) – purché non siano iniziate attività di controllo afferenti l’Iva e il contribuente provveda al contestuale versamento dell’importo di € 258.

COMMENTI

Consolidato fiscale

Con Provv. Agenzia Entrate 6.11.2015 è stata data attuazione alle disposizioni contenute nel decreto per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese (D.Lgs. 147/2015), che ha esteso la possibilità di esercitare l’ opzione per il regime di tassazione di gruppo anche alle società estere prive di una stabile organizzazione in Italia , purché residenti in Stati appartenenti all’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo con cui l’Italia ha stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio di informazioni. Il citato Provvedimento approva la modulistica che permette ai soggetti esteri privi di una stabile organizzazione in Italia, di designare una controllata ad esercitare l’opzione per il consolidato e ad assumere così la qualità di società consolidante . Il Provvedimento chiarisce che la controllante non residente può designare una sola controllata e che la designazione mantiene la propria validità anche nelle ipotesi di rinnovo dell’opzione per la tassazione di gruppo. La controllata designata però non può consolidare società da cui sia essa stessa controllata.

Fringe benefit per i dipendenti

Secondo la regola generale, è imponibile il valore normale dei beni ceduti e dei servizi prestati se di importo superiore nel periodo d’imposta a € 258,23 (art. 51, co. 3, D.P.R. 917/1986 [CFF5151] ). Sono dettate regole particolari per le auto ed i fabbricati concessi in uso al dipendente, oltre che per i prestiti, per i quali si assume il valore convenzionale ex art. 51, co. 4, D.P.R. 917/1986. La recente R.M. 30.10.2015, n. 92/E , ha chiarito che, in caso di trasferta fuori dalla sede di servizio del dipendente, autorizzato all’utilizzo della propria autovettura per gli spostamenti connessi con le esigenze di lavoro , se la distanza percorsa dalla residenza alla località di missione è maggiore rispetto a quella computata dalla sede di servizio, è tassabile l’ eccedenza del rimborso chilometrico erogato secondo le Tabelle Aci vigenti al lavoratore rispetto a quello spettante dalla sede di servizio. Vale, in generale, il principio di correlazione secondo il quale tutte le somme che costituiscono reddito di lavoro dipendente sono deducibili in capo al datore di lavoro .

Donazione d'azienda

Tra i vari strumenti volti a pianificare il passaggio generazionale d’azienda , sicuramente l’istituto della donazione rappresenta una valida soluzione, soprattutto per i vantaggi che, dal punto di vista fiscale potrebbe comportare, sia ai fini delle imposte dirette che indirette . Per quanto riguarda le imposte dirette , infatti, l’art. 58, D.P.R. 917/1986 [CFF5158] stabilisce che il trasferimento d’azienda per causa di morte o per atto gratuito non costituisce realizzo di plusvalenze , purché l'azienda sia assunta ai medesimi valori fiscalmente riconosciuti nei confronti del dante causa. Allo stesso modo, il trasferimento a favore dei discendenti e del coniuge , di aziende o rami di esse, non sono soggetti all' imposta sulle donazioni , a condizione che gli aventi causa proseguano l'esercizio dell'attività d'impresa per un periodo non inferiore a 5 anni . Gli stessi benefici fiscali non sono invece accordati nel caso in cui la donazione avvenga a favore di una società commerciale .

IVA

Operazioni soggettivamente inesistenti

Il diritto a detrarre l’Iva assolta sugli acquisti dal cessionario non può essere sindacato dall’Amministrazione per il solo fatto che la fattura ricevuta sia stata emessa da un soggetto inesistente (o che risulta impossibile da identificare), a meno che non venga dimostrato che il cessionario sapeva (o avrebbe dovuto sapere) che la cessione «contestata» dall’Ufficio si iscriveva nell’ambito di una serie di operazioni «soggettivamente inesistenti » messe in atto dal fornitore: spetta, infatti, soltanto all'Amministrazione tributaria l’ onere di provare , sulla base di elementi oggettivi, che il cessionario era consapevole di essere coinvolto nella frode, senza però esigere che quest’ultimo effettui delle verifiche (che non gli competono) in riferimento al fornitore,  vale a dire se quest’ultimo aveva tenuto una regolare contabilità ed eseguito gli adempimenti fiscali , ovvero disponeva della proprietà dei beni ceduti. Questo è, in estrema sintesi, quanto recentemente precisato dalla Corte di Giustizia Ue (Sentenza 22.10.2015, n. C-277/14).

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