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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Controllo degli accessi in azienda

Arrivare al lavoro e timbrare il cartellino ... una prassi ormai ben diffusa e consolidata per la rilevazione delle presenze , un’operazione che le persone oramai effettuano in modo quasi automatico più volte nell’arco della giornata. Il progresso tecnologico ha consentito di automatizzare questa operazione eliminando così l’utilizzo di registri cartacei e fogli presenza che il personale aveva l’onere di compilare accertandosi della correttezza dei dati inseriti ai fini del computo mensile. Tale documentazione veniva poi inviata a chi occupava dell’elaborazione dei cedolini. Il cartellino (o badge se si preferisce una terminologia di derivazione straniera) si è pertanto dimostrato uno strumento utile (ora diremmo molto smart ) che ha semplificato le operazioni di rilievo della presenza senza porre aggravi al lavoratore ma con una finalità maggiormente garantista rispetto alla rilevazione cartacea magari effettuata non direttamente dal lavoratore ma da un soggetto terzo ad esempio un responsabile che, in quanto essere umano, è suscettibile di errore (lasciando volutamente da parte eventuali comportamenti dolosi). Naturalmente ogni progresso tecnologico , indipendentemente dal campo di applicazione, è foriero da una parte di vantaggi tangibili che possono evidenziarsi in miglioramenti nei processi di lavoro in termini di minor tempo, minor utilizzo di risorse ecc. ma anche e inevitabilmente di problematiche normative, ed etiche. Il tema della biometria non fa eccezione.

COMMENTI

Assegnazioni dei beni ai soci e imposte indirette

La C.M. 1.6.2016, n. 26/E ha fornito diversi chiarimenti in merito agli effetti dell’ assegnazione e della cessione agevolata dei beni ai soci e della trasformazione in società semplice , ai fini dell’Iva, dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale. In particolare, sono stati indicati i criteri di determinazione della base imponibile Iva , rappresentata dal prezzo di acquisto del bene attualizzato al momento dell’assegnazione o della trasformazione, ovvero dal corrispettivo nell’ipotesi di cessione. È stata, inoltre, esaminata la disciplina della rettifica dell’ Iva detratta , con peculiare riguardo ai beni riscattati a seguito di operazioni di leasing. Infine, è stata precisata la misura delle imposte d’atto dovute, a seconda del regime Iva dell’operazione di trasferimento dei beni.

Regime fiscale dei lavoratori impatriati

Nell’ambito dei processi di internazionalizzazione, la capacità di uno Stato di incentivare stabilmente persone con capacità e competenze altamente qualificate rappresenta un’indubbia opportunità. Al fine di attirare in Italia persone in grado di contribuire alla crescita ed allo sviluppo economico del Paese mediante la valorizzazione delle esperienze umane, culturali e professionali, sono stati introdotti incentivi di natura fiscale che, caratterizzandosi per una minore tassazione dei redditi prodotti, incentivano la stabile permanenza di tali soggetti nel territorio italiano. Le agevolazioni si applicano indipendentemente dalla nazionalità dei soggetti passivi i quali, tuttavia, devono trasferire la residenza nel territorio nazionale. L’ art. 16, D.Lgs. 14.9.2015, n. 147 [CFF6272e] , avente ad oggetto «Disposizioni recanti misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese», introduce agevolazioni fiscali a favore dei soggetti « impatriati », cioè persone straniere che, attirate da un regime fiscale di favore, scelgono di prestare la propria attività lavorativa nel territorio italiano , demandando ad apposito decreto ministeriale la definizione dei requisiti oggettivi e soggettivi necessari al fine di beneficiare delle suddette agevolazioni ( D.M. 26.5.2016 ).

Falso in bilancio

Nel nuovo falso in bilancio, così come modificato dalla L. 69/2015, il riferimento ai fatti materiali oggetto di falsa rappresentazione e l’eliminazione dell’inciso « ancorché oggetto di valutazioni » non valgono a escludere la rilevanza penale delle mere valutazioni . La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, con una lunghissima Sentenza, la n. 22474 del 27.5.2016, ha affermato che non conta che la L. 69/2015 abbia eliminato dall’art. 2621 c.c. tale inciso, perché il reato di false comunicazioni sociali continua a sussistere quando la stima effettuata nel documento contabile si discosta senza motivazione dai criteri di valutazione , fissati dalla legge o dagli standard della tecnica ragionieristica comunemente accettati, in modo da poter indurre in errore chi deve consultare i conti della società . Le norme che stabiliscono i criteri di redazione del bilancio sono contenute nel Codice civile e nelle direttive comunitarie, mentre i criteri tecnici generalmente accettati sono ufficializzati dai soggetti «certificatori» che sono l’Organismo italiano di contabilità (Oic) e, a livello internazionale, l’ International financial reporting standard (Ifrs).

Compensi del professionista percepiti dopo la cessazione dell'attività

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la Sentenza 8059/2016, si esprimono sulla questione della tassabilità o meno ai fini Iva dei compensi riscossi successivamente alla cessazione dell’ attività professionale e relativi a prestazioni di servizi rese prima di tale cessazione . Ma nonostante l’ inammissibilità del ricorso per cassazione per vizi di procedura , la rilevanza della questione immanente al merito della controversia e la sua problematicità, hanno indotto le Sezioni Unite a pronunciarsi al riguardo, e a tal fine hanno stabilito che sono soggetti all’applicazione dell’ Iva i compensi riscossi dopo la cessazione dell’ attività professionale e relativi a «vecchie» prestazioni di servizi ; ciò per assicurare il compiuto rispetto del principio della neutralità fiscale dell’Iva , in forza del quale il tributo è esclusivamente destinato a gravare sul consumatore finale e non può risolversi né in svantaggio né in vantaggio per gli operatori economici che intervengano nei passaggi intermedi del ciclo produttivo / distributivo .

Agevolazioni «prima casa»

Le agevolazioni «prima casa», introdotte dalla L. 22.4.1982, n. 168 , sono state oggetto di diversi e significativi interventi legislativi, volti a rendere sempre più appetibile il beneficio, al fine di incentivare il mercato immobiliare. Da ultimo, la L. 28.12.2015, n. 208 (Legge di stabilità 2016), ha ulteriormente previsto l’applicazione dell’ aliquota agevolata nel caso in cui si proceda all’ acquisto di un’ altra abitazione , a condizione che il vecchio immobile sia alienato entro un anno dalla data del nuovo acquisto agevolato. A fronte di un complesso e articolato quadro normativo, la giurisprudenza non è univoca, riconoscendo, a sentenze alterne, la causa di forza maggiore quale esimente del mancato trasferimento .

Credito al consumo denominato in valuta estera

Il contratto « future » prevede l’obbligazione delle parti rispettivamente a vendere e ad acquistare un «sottostante» ad un prezzo predeterminato , con regolazione a scadenza, di norma, solo per differenziale di valore, senza la consegna fisica del sottostante. Rispetto a questo schema contrattuale, la Corte di Giustizia Ue – con la Sentenza del 3.12.2015, in esito alla causa C-312/14 – ha fornito precisazioni affermando che non vi rientra il credito al consumo erogato da una banca , denominato in valuta estera . Tale diverso contratto, infatti, ha una finalità reale , non speculativa , nel senso di effettivo acquisto di un bene materiale, e il valore di scambio non è predeterminato come nei futures .

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