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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Applicazione della cedolare secca sugli affitti

La cd. « cedolare secca sugli affitti » è stata introdotta, a partire dal 7.4.2011 , dall’ art. 3, D.Lgs. 14.3.2011, n. 23 [CFF6238] , concernente «Disposizioni in materia di Federalismo Fiscale Municipale». Trattasi di un nuovo regime facoltativo di tassazione dei redditi derivanti dalla locazione per finalità abitative degli immobili ad uso abitativo e delle relative pertinenze . La possibilità di optare per il regime della cedolare secca è riservata al locatore , persona fisica , titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale godimento di unità immobiliari abitative locate, che non agisca nell’esercizio di un’attività di impresa o di arti o professioni. Essa consiste nell’applicare al canone di locazione un’ imposta fissa , in sostituzione dell’ Irpef e delle relative addizionali , dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo . L’imposta sostitutiva si applica sul totale del canone annuo di locazione, senza considerare le riduzioni forfetarie previste per il regime ordinario di tassazione. L’ art. 9, D.L. 28.3.2014, n. 47, conv. con modif. dalla L. 23.5.2014, n. 80 , prevede che per il quadriennio 2014-2017 l’aliquota prevista dall’art. 3, co. 2, quarto periodo, D.Lgs. 23/2011, come modificato dall’art. 4, D.L. 31.8.2013, n. 102, conv. con modif. dalla L. 28.10.2013, n. 124, è ridotta al 10% per determinati contratti di locazione.

COMMENTI

Premi di risultato e welfare aziendale

Al fine di ridurre l’ onere fiscale gravante sul lavoro subordinato , sia a favore dei dipendenti che dei datori di lavoro, la Legge di Stabilità 2016 (L. 28.12.2015, n. 208) all’art. 1, co. 182-190, ha introdotto misure fiscali agevolative per le retribuzioni premiali , anche in collegamento con la partecipazione dei dipendenti all’organizzazione del lavoro nonché per lo sviluppo del welfare aziendale . Le modalità applicative delle disposizioni sono state disciplinate dal Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, emanato in data 25.3.2016, nonché oggetto di chiarimenti da parte della C.M. 15.6.2016, n. 28/E. Nel presente articolo si ripercorrono le novità introdotte dalla normativa, nonché le disposizioni attuative delle stesse ed i chiarimenti forniti dell’Amministrazione finanziaria.

Interpello per l'adesione al regime di adempimento collaborativo

Il regime dell’ adempimento collaborativo tra Amministrazione finanziaria e contribuente, introdotto dal D.Lgs. 5.8.2015, n. 128 ed entrato in vigore il 2.9.2015, ha dato vita al progetto, in ossequio alle raccomandazioni emanate dall’Ocse, di un sistema fiscale più equo e trasparente , attraverso una nuova forma di comunicazione e cooperazione rafforzata e basata sulla fiducia reciproca e sulla trasparenza . Il D.M. 15.6.2016 ha definito le modalità di presentazione di un interpello preventivo da parte dei contribuenti che aderiscono a tale regime collaborativo . Si tratta di una procedura abbreviata di interpello preventivo riguardante l’applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti per i quali si ravvisano possibili rischi fiscali ed è fissato un termine ridotto a 45 giorni (contro i 90/120 giorni per l’interpello ordinario) entro cui l’Ufficio deve comunicare una risposta , scritta e motivata; trascorso tale termine vale il silenzio assenso .

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