RUBRICHE

L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Regimi doganali

L’ immissione in libera pratica e l’ esportazione rientrano, insieme ai regime speciali, tra i regimi doganali . Attraverso l’immissione in libera pratica, merce non unionale viene introdotta nel territorio doganale della Ue , acquisendo la posizione doganale di merce unionale . Il Codice doganale dell’Unione – CDU ( Regolamento Ue 952/2013 ) non utilizza, invece, il termine «importazione». In tale momento, vengono applicati i dazi eventualmente dovuti in relazione alla qualità, al valore, all’origine e alla destinazione finale dei beni, nonché le misure di politica commerciale , e vengono espletate tutte le formalità previste per l’introduzione delle merci nel territorio doganale della Ue. Il regime dell’esportazione, invece, si applica obbligatoriamente in tutti i casi in cui le merci unionali debbano lasciare il territorio doganale della Ue . Le «esportazioni doganali», inoltre, in linea generale identificano una nozione più ampia rispetto a quella di «cessione all’esportazione», rilevante ai fini dell’Iva.

COMMENTI

IVA

Distributori automatici: trasmissione telematica dei corrispettivi

La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, relativi ai distributori automatici , sta per diventare realtà: dall’ 1.1.2017 scatta l’ obbligo . Infatti, l’Agenzia delle Entrate, con il Provv. 30.6.2016, n. 102807/2016 , ha approvato, come demandato dal Legislatore, le regole tecniche e le tempistiche relative al percorso di « fiscalizzazione graduale ». Tale percorso è costituito da una soluzione transitoria, da utilizzare non oltre il 31.12.2022 , e da una soluzione «a regime» che verrà disciplinata con un successivo provvedimento. Il primo step , costituito dal censimento on line a livello territoriale, prevede la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati del gestore e dei dati del «sistema master ».

School bonus

È stato pubblicato nella G.U. 23.5.2016 il D.M. Istruzione, Università e Ricerca (Miur) 8.4.2016 che rende di fatto operativo il credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro effettuate a favore delle scuole (cd. school bonus) istituito a norma dell’art. 1, co. 145-150, L. 13.7.2015, n. 107. Il decreto è in vigore dal 24.5.2016 . Il credito d’imposta compete alle persone fisiche , agli enti non commerciali ed alle imprese , in relazione alle donazioni in denaro effettuate dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2015 in favore della scuola , specificamente destinate a investimenti per la realizzazione di nuove strutture scolastiche , la manutenzione ed il potenziamento di quelle esistenti ed il sostegno a interventi che migliorino l’ occupabilità degli studenti. Le istituzioni scolastiche beneficiarie di tali somme devono assolvere l’obbligo di pubblicità , nel proprio sito web, degli importi percepiti. Le modalità tassative di attuazione concreta del beneficio sono dettate dal D.M. Miur 8.4.2016, pubblicato nella G.U. 23.5.2016. Dovrà essere emanato un successivo D.M. Miur contenente lo schema di convenzione che ciascuna istituzione scolastica beneficiaria di erogazioni liberali per la realizzazione di nuove strutture scolastiche , la manutenzione ed il potenziamento di quelle esistenti deve stipulare con il relativo ente locale proprietario dell’ immobile oggetto dell’intervento.

Imposta di registro

Secondo l’ art. 5, co. 3, D.Lgs. 14.9.2015, n. 147 [CFF6272] in G.U. 22.9.2015, n. 220 in vigore dal 7.10.2015, gli artt. 58, 68, 85 e 86, D.P.R. 22.12.1986, n. 917 [CFF5158, 5168, 5185 e 5186] e gli artt. 5, 5-bis, 6 e 7, D.Lgs. 15.12.1997, n. 446 [CFF3980, 3981, 3982 e 3983] , si interpretano nel senso che per le cessioni di immobili e di aziende nonché per la costituzione e il trasferimento di diritti reali sugli stessi, l’esistenza di un maggior corrispettivo non è presumibile soltanto sulla base del valore anche se dichiarato, accertato o definito ai fini dell’imposta di registro di cui al D.P.R. 26.4.1986, n. 131, ovvero delle imposte ipotecaria e catastale di cui al D.Lgs. 31.10.1990, n. 347.

Revisori delle Regioni: questionari sul rendiconto 2015

L’ art. 1, D.L. 10.10.2012, n. 174 , conv. con modif. dalla L. 7.12.2012, n. 213, rafforza fortemente il controllo esercitato dalla Corte dei Conti sulla gestione finanziaria delle Regioni , imponendo altresì ulteriori adempimenti a carico di queste ultime. Il co. 3, in particolare, prevede, riprendendo le analoghe modalità già in uso nell’ambito degli enti locali , che le Sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti esaminino i bilanci preventivi ed i rendiconti consuntivi delle Regioni e degli enti che compongono il Servizio sanitario nazionale sulla base di apposite relazioni trasmesse dagli organi di revisione economico-finanziaria (questi ultimi istituiti nelle Regioni dal D.L. 13.8.2011, n. 138, conv. con modif. dalla L. 14.9.2011, n. 148). Con la Delibera 19/SEZAUT/2016/INPR, la Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti ha così definito le linee guida , con i connessi questionari , a cui devono fare riferimento i collegi dei revisori dei conti delle Regioni per trasmettere le relazioni sul rendiconto 2015 , proprio allo scopo di assicurare lo svolgimento del controllo previsto.

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