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BILANCIO 2016

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RUBRICHE

L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Conservazione delle fatture elettroniche emesse al Gse

Dallo scorso 21 settembre 2015 sono state attivate le funzionalità relative alla fatturazione elettronica per le cessioni di energia al Gestore dei servizi energetici per il settore fotovoltaico (Fatture Energy), con riferimento ai seguenti regimi commerciali: certificati verdi e tariffa onnicomprensiva, ritiro dedicato, tariffa fissa onnicomprensiva, scambio sul posto, certificati bianchi e Fer elettriche. Dal 20 luglio 2015 era già in vigore l’obbligo di emettere la fattura elettronica per le cessioni di energia da fonti eoliche, idroelettriche, geotermiche, biomasse, biogas, bioliquidi ed oceaniche. Pertanto, non contemplando il meccanismo di fatturazione elettronica fatture emesse secondo modalità differenti, il fornitore che cede energia dovrà conservare nel medesimo formato elettronico (conservazione sostitutiva dei documenti contabili) i documenti emessi e rilasciati sul portale dal Gse, entro il termine ultimo del terzo mese successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi per il periodo di imposta nel quale sono emesse le fatture elettroniche (per le fatture emesse nel 2015, entro il termine ultimo del 31.12.2016).

COMMENTI

Direttiva madre-figlia: novità della Legge europea

L’art. 26, L. 7.7.2016 n. 122 (Legge europea 2015-2016) ha modificato l’art. 89, D.P.R. 917/1986 [CFF5189] in materia di dividendi in entrata e l’art. 27-bis, D.P.R. 600/1973 [CFF6327a] in relazione ai dividendi in uscita . Sono state inserite disposizioni di attuazione della Direttiva 2014/86/Ue e della Direttiva 2015/121/Ue concernenti il regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di Stati membri diversi . Lo scopo è quello di omogenizzare la vigente disciplina dei diversi Stati al fine di evitare vantaggi fiscali per i gruppi di società madri e figlie di Stati membri diversi , rispetto ai gruppi di società di uno stesso Stato membro, derivanti da incongruenze nel trattamento fiscale degli utili distribuiti nelle legislazioni degli Stati membri. L’art. 26, co. 2, D.P.R. 600/1973 [CFF6326] rende applicabile la clausola generale antiabuso contenuta nello Statuto del contribuente anche alla tassazione delle società madri e figlie . Il successivo co. 3 stabilisce che le nuove disposizioni si applicano alle remunerazioni corrisposte dall’ 1. 1.2016 .

Legge sul «Dopo di noi»: agevolazioni ai disabili

La L. 22.6.2016, n. 112 ( Legge sul « Dopo di noi ») ha introdotto alcune nuove agevolazioni a favore dei soggetti con disabilità grave . Al fine di favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità grave sono state previste delle misure tributarie volte ad agevolare la stipula di polizze di assicurazione , la costituzione di trust , di vincoli di destinazione e di fondi speciali in favore delle persone in esame, nonché le erogazioni da parte di soggetti privati nei confronti di detti trust e fondi speciali. Al fine, inoltre, di garantire il miglioramento dell’ assistenza , della cura e della protezione delle persone con disabilità grave è istituito uno specifico Fondo .

Riforma del Terzo settore: linee di indirizzo

Nella G.U. 18.6.2016, n. 141, è stata pubblicata la L. 6.6.2016, n. 106, dal titolo « Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale », in vigore dal 3.7.2016. Il percorso di tale riforma , molto complesso e durato circa due anni, ha come finalità quello di valorizzare e riorganizzare il mondo del non profit introducendo una nuova forma di impresa sociale che, se il Legislatore delegato confermerà nel dettaglio, potrà vantare su vantaggi fiscali e contabili che tengano in considerazione le finalità solidaristiche e di utilità sociale . La Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale si compone di 12 articoli. In particolare l’art. 1, individua e disciplina la finalità e le linee generali dell’intervento normativo, prevedendo che il Governo adotti, entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi in materia di riforma del Terzo settore, al fine di sostenere l’autonoma iniziativa dei cittadini che concorrono, anche in forma associata, a perseguire il bene comune e ad elevare i livelli di coesione e protezione sociale favorendo l’inclusione ed il pieno sviluppo della persona.

Fiscalità delle locazioni turistiche

La Fondazione nazionale dei commercialisti, nel documento del 15.6.2016 incentrato su «La fiscalità delle locazioni turistiche», analizza le questioni fiscali connesse allo svolgimento di tale attività. È il D.Lgs. 23.5.2011, n. 79 (Codice del Turismo), oltre alle leggi regionali, che meglio individua gli esercizi di affittacamere, i Bed and Breakfast e le unità abitative ammobiliate ad uso turistico. In particolare, sono esercizi di affittacamere le strutture ricettive composte da camere ubicate in più appartamenti ammobiliati nello stesso stabile per i quali si forniscono alloggio ed eventualmente servizi complementari . Sono, invece, Bed and Breakfast le strutture ricettive a conduzione familiare gestite da privati in forma non imprenditoriale ove vengono forniti, nell’ambito della stessa abitazione utilizzata dai «gestori», alloggio e prima colazione . Infine, le unità abitative ammobiliate ad uso turistico sono costituite da strutture , case o appartamenti, arredati e dotati di servizi igienici e cucina autonomi . Il Tar del Lazio, con la Sentenza 13.6.2016, n. 6755, ha stabilito che a qualsiasi struttura ricettiva alberghiera (B&B, affittacamere, ecc.) non può essere imposto l’obbligo della chiusura per determinati giorni dell’anno o il rispetto di limiti dimensionali come il numero di camere.

Confisca illegittima se il debito erariale è oggetto di rateizzazione

L’accordo raggiunto con l’Amministrazione finanziaria sulla dilazione del debito ridimensiona la misura cautelare . È quanto emerge dall’ultimo arresto della Sezione III della Cassazione Penale, nella Sentenza depositata il 7.7.2016, n. 28225 (udienza del 9.2.2016), secondo cui, in virtù di quanto previsto dal nuovo testo del co. 2 dell’art. 12-bis, D.Lgs. 10.3.2000, n. 74 [CFF9527O] , è sufficiente l’ impegno a versare ratealmente le imposte dovute per escludere la confisca dei beni del contribuente (in caso di confisca diretta ) o dell’imputato, se diverso (in caso di confisca per equivalente ). La soluzione dei Giudici di Legittimità modifica, in senso favorevole al contribuente, una prima interpretazione della nuova normativa resa nota attraverso la Sentenza depositata l’11.2.2016 (udienza del 14.1.2016) n. 5728 , secondo cui in presenza di un piano rateale di versamento la confisca sarebbe stata legittima per gli importi non ancora corrisposti , escludendo dalla misura sanzionatoria la sola parte versata .

Falso in bilancio e false comunicazioni sociali

Con la L. 27.5.2015, n. 69 (cd. Legge anticorruzione), il Legislatore aveva introdotto nel nostro ordinamento le disposizioni in materia di delitti contro la pubblica Amministrazione , di associazione di tipo mafioso e di falso in bilancio , derivandone un significativo impatto all’art. 24-ter, D.Lgs. 231/2001, ed emendando di fatto la disciplina attinente le false comunicazioni sociali . L’intenzione sottesa era quella di affermare con vigore l’ efficacia preventiva della sanzione , rafforzando gli strumenti in capo alle Autorità preposte alla prevenzione delle fattispecie criminose e ponendo specifica attenzione alle casistiche delittuose . Nonostante la ratio della riforma fosse certamente il ripristino della punibilità del falso in bilancio , il Legislatore faceva però esplicito riferimento alla nozione di fatti materiali , soprassedendo così sulla realtà applicativa, secondo la quale la quasi totalità delle voci di bilancio si configurano quali aspetti meramente valutativi , e tendendo ad escludere tali informative dalle fattispecie materiali postulate all’interno della norma. Il 31.3.2016 la Cassazione a Sezioni Unite ha però sancito definitivamente come il falso valutativo in bilancio mantenga rilievo penale .

Responsabilità del funzionario dell'ente per i ritardati pagamenti

Il privato creditore nei confronti di una Pa ha a disposizione una gamma più ampia di strumenti, rispetto al passato, per responsabilizzare direttamente il funzionario incaricato del procedimento di spesa del mancato o ritardato pagamento del debito. Tali strumenti però non sono di facile conoscibilità e attuazione , con particolare riferimento alla richiesta di risarcimento del danno . La normativa ha stabilito precise sanzioni applicabili direttamente nei confronti del funzionario responsabile del pagamento, imputabile personalmente per danno erariale , e sanzioni pecuniarie per ogni giorno di ritardo . Al fine di ottenere il giusto risarcimento del fatto illecito del dipendente pubblico , autorevole giurisprudenza contempla la possibilità di proporre un' azione diretta nei confronti del funzionario presso la giurisdizione ordinaria , anche contestualmente ad analoga azione risarcitoria nei confronti dell' ente pubblico presso la giurisdizione amministrativa .

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