RUBRICHE

L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Compensazione dei crediti verso la PA con cartelle di pagamento

La possibilità della compensazione di cartelle esattoriali a favore delle imprese e professionisti titolari di crediti non prescritti , certi , liquidi ed esigibili , nei confronti della pubblica Amministrazione , si applica anche nel 2016 per le cartelle esattoriali notificate entro il 31.12.2015 . Queste le disposizioni previste dal Decreto Mef 27.6.2016 che si applicano con le stesse modalità a suo tempo fissate dal precedente Decreto Mef 24.9.2014.

Compensazione dei debiti con i crediti per spese di giustizia nei confronti dello Stato

Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in vigore dal 27.7.2016, dà attuazione al disposto dell’ art. 1, co. da 778 a 780, L. 28.12.2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016). Le compensazioni , che andranno effettuate per via telematica attraverso il Mod. F24, richiedono un’unica procedura semplificata ed interamente automatizzata . Gli avvocati potranno compensare ogni imposta e tassa , anche l’ Iva , nonché procedere al pagamento dei contributi previdenziali per i dipendenti mediante cessione , anche parziale, dei crediti stessi. Le istruzioni operative per la compilazione del Mod. F24 telematico saranno impartite con risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, che dovrà anche stabilire i codici tributo di cui avvalersi. Limitatamente all’anno 2016 , l’ opzione può essere formulata nel periodo compreso tra il 17.10.2016 e il 20.11.2016 . Dal 2017 , l’ opzione potrà essere espressa dall’ 1.3 al 30.4 di ogni anno .

COMMENTI

Legge europea: redditi da risparmio sotto forma di interessi

La Legge europea 2015-2016, veicolata nella L. 7.7.2016, n. 122 ( G.U. 8.7.2016, n. 158) si compone di 37 articoli suddivisi in 9 capi, riferiti a specifiche materie; in particolare l’art. 28 della citata legge abroga, a decorrere dall’ 1.1.2016 , il D.Lgs. 18.4.2005, n. 84, col quale è stata attuata la Direttiva 2003/48/Ce, che intendeva assicurare che i redditi da risparmio , corrisposti sotto forma di interessi in uno Stato membro a beneficiari effettivi persone fisiche residenti in un altro Stato membro, fossero soggetti ad un’ imposizione effettiva secondo la legislazione nazionale di quest’ultimo Stato membro, per eliminare le distorsioni dei movimenti di capitali fra Stati membri incompatibili con il mercato interno. Continuano, invece, ad applicarsi le informazioni relative all’anno 2015 che obbligano i soggetti pagatori e più precisamente le banche, le società di intermediazione mobiliare, le Poste italiane S.p.a., le società di gestione del risparmio, le società finanziarie e le società fiduciarie, residenti nel territorio dello Stato, a comunicare all’ Amministrazione finanziaria alcuni elementi informativi , con le modalità ed i termini stabiliti dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 8.7.2005.

Ristrutturazioni edilizie

Per effetto della recente L. 76/2016 che regolamenta le unioni civili tra le persone dello stesso sesso e le convivenze di fatto ( more uxorio ), l’Agenzia delle Entrate con la R.M. 28.7.2016, n. 64/E riconosce che il quadro normativo è mutato e rivede le istruzioni fornite con la precedente prassi . In particolare, l’Agenzia chiarisce che il convivente more uxorio del possessore / detentore dell’ immobile oggetto dei lavori di recupero del patrimonio edilizio che sostiene effettivamente le spese degli interventi rientra tra i soggetti che possono fruire della detrazione per le ristrutturazioni edilizie ex art. 16-bis, D.P.R. 22.12.1986, n. 917 [CFF5116a] , alla stregua di quanto previsto per i familiari conviventi , e quindi a prescindere dalla stipulazione di eventuali contratti di comodato .

Cessione di energia da fonti rinnovabili agroforestali

L’Agenzia delle Entrate con la R.M. 18.7.2016, n. 54/E è intervenuta al fine di chiarire il corretto trattamento fiscale relativo alla cessione di energia da fonte rinnovabile agroforestale . L’analisi condotta dall’Amministrazione finanziaria mira ad individuare la soglia di kWh, ossia l’ammontare di energia, il cui controvalore economico rappresenta, al sussistere di tutti i requisiti richiesti, reddito di natura agraria . In particolare, con il citato documento di prassi l'Agenzia specifica che la produzione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali, sino a 2.400.000 kWh/anno, e fotovoltaiche, sino a 260.000 kWh/anno, costituiscono attività connesse a quella agricola e si considerano quindi produttive di reddito agrario, con la conseguente applicazione delle relative norme di carattere tributario.

Accertamento in base a parametri e studi di settore

Il contribuente che abbia ricevuto un accertamento sulla base dei parametri può eccepire di risultare congruo secondo i più recenti e raffinati studi di settore , in quanto l’accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri e degli studi di settore, ex art. 62-sexies, D.L. 30.8.1993, n. 331, conv. con modif. dalla L. 29.10.1993, n. 427 [CFF6502] , costituisce un sistema unitario , frutto di un progressivo affinamento degli strumenti di rilevazione della normale redditività per categorie omogenee di contribuenti, per cui si giustifica l’applicazione retroattiva dello strumento più recente , che prevale rispetto a quello precedente , in quanto più raffinato e più affidabile. È pertanto illegittima la rettifica reddituale operata in base ai parametri, nonostante la congruità dei ricavi dichiarati dal contribuente rispetto agli studi di settore successivamente introdotti . Ciò è quanto afferma la Corte di Cassazione con la Sentenza 14899/2016 , che conferma l’orientamento di legittimità assunto anche di recente (Sent. 8812/2016).

Trasformazione di società immobiliare in società semplice

La società immobiliare che intende fare a meno del regime di impresa deve valutare attentamente la convenienza della trasformazione agevolata . In particolare, le società commerciali entro il 30.9.2016 possono decidere di trasformarsi in società semplice , eliminando ogni problema in materia di enti di comodo e di utilizzo dei beni da parte dei soci. Proprio a tal fine è intervenuto il Consiglio Nazionale del Notariato con lo Studio n. 92-2016/T dell’8.7.2016, che si sofferma sulla trasformazione agevolata da società commerciale in società semplice, la quale è stata reintrodotta dalla L. 28.12.2015, n. 208 (Legge di stabilità 2016), per consentire alle società commerciali che svolgono l’attività di gestione di beni immobili non strumentali di risolvere contemporaneamente i problemi derivati dallo status di società di comodo e, quindi, di cessare l’ attività di impresa . Dunque, la trasformazione agevolata consente ai soci di evitare l’applicazione della maggiore imposta prevista per le società di comodo e allo stesso tempo di proseguire la gestione dell’attività, non di natura commerciale, in forma societaria mantenendo la proprietà dei beni in capo alla società. Tale opzione ha il vantaggio di lasciare separato il patrimonio societario dalla sfera personale dei soci . A tal fine, occorre che la compagine sociale sia composta dagli stessi soci presenti alla data del 30.9.2015.

Avviso di accertamento Ici

Nel procedimento tributario la motivazione dell’ avviso di accertamento assolve ad una pluralità di funzioni, tra cui vi è quella di garanzia del diritto di difesa del contribuente. Tale funzione è assolta di certo delimitando l’ambito delle ragioni deducibili dall’Ufficio nella successiva fase processuale contenziosa ma, anche consentendo l’esplicazione di una corretta dialettica processuale. Di talché, presuppone la salvaguardia anche dell’ onere del contribuente di enunciare motivi di ricorso specifici a pena d’ inammissibilità , mercè leggibili argomentazioni contrapposte a quelle fondanti la pretesa impositiva. Tanto rilevato in sede di principio deve considerarsi illegittimo un avviso di accertamento che richiama altri documenti non precisati né tanto meno allegati all’atto impositivo. È quanto ha disposto la Corte di Cassazione civile, Sez. V, in occasione della Sentenza 6.4.2016, n. 6636 . Il presente articolo, prendendo spunto dalla pronuncia sopra richiamata focalizza alcuni principi normativi fondamentali in chiave motivazionale a cui è strettamente subordinata la legittimità stessa dell’ atto impositivo emesso e notificato dall’ente impositore, a prescindere dalla fondatezza o meno della pretesa impositiva in questione.

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