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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Dichiarazione dei redditi prodotti all'estero

In base all’ art. 3, D.P.R. 22.12.1986, n. 917 [CFF5103] , le persone fisiche residenti fiscalmente in Italia sono tassate sui redditi ovunque prodotti (principio di tassazione su base mondiale ). La normativa interna, tuttavia, deve essere posta in relazione con quella convenzionale , la quale potrebbe riservare la potestà impositiva solamente al Paese estero, solamente all’Italia, oppure a entrambi i Paesi con l’onere per quello di residenza del soggetto di concedere un credito a fronte delle imposte pagate all’estero. Se la potestà impositiva è riservata esclusivamente all’ Italia , non è possibile scomputare le eventuali imposte subite all’estero. Nel presente intervento esamineremo gli adempimenti nel Mod. Unico connessi alla tassazione dei redditi da fabbricati, da lavoro dipendente, da pensione, nonché i principali redditi di natura finanziaria provenienti dall’estero.

COMMENTI

Bonus investimenti Sud

Dal 30 giugno scorso, le imprese interessate alla fruizione del credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno , introdotto dalla L. 28.12.2015, n. 208 (Legge di Stabilità per il 2016), sono chiamate alla presentazione della comunicazione propedeutica all’ autorizzazione al suo effettivo utilizzo . Intanto, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto opportuno pubblicare una circolare esplicativa, ovvero la C.M. 3.8.2016, n. 34/E , per fornire alcuni chiarimenti sulla corretta applicazione dell’incentivo. In buona sostanza, il nuovo documento di prassi richiama alcuni concetti ormai consolidati e già esplicitati in occasione delle precedenti edizioni dell’aiuto, rinviando pienamente, per quanto compatibile, alle istruzioni impartite con la C.M. 11.4.2008, n. 38/E, emanata, si ricorda, con riferimento al credito d’imposta investimenti di cui all’ art. 1, co. 271-279, L. 27.12.2006, n. 296 [CFF8451] . Il budget a disposizione per il sostegno degli investimenti produttivi attraverso il ricorso al bonus fiscale in commento è pari a € 617 milioni per ciascuno degli anni di applicazione dell’agevolazione (2016, 2017, 2018 e 2019). Una parte di tale stanziamento (€ 250 milioni annui) è a valere, relativamente alle agevolazioni concesse alle piccole e medie imprese , sulle risorse europee e di cofinanziamento nazionale previste nel Programma operativo nazionale «Imprese e competitività 2014-2020» FESR (PON) e nei programmi operativi 2014-2020 relativi al Fondo europeo di sviluppo regionale delle Regioni in cui si applica l'incentivo (POR). Pertanto, come sottolineato dalla recente circolare, le imprese ricadenti nell’ambito di ammissibilità di tali programmi operativi, per poter beneficiare dell’aiuto a valere sulle risorse loro specificamente dedicate, dovranno anche attenersi alle specifiche disposizioni attuative emanate dalle Amministrazioni titolari dei programmi stessi.

IVA

Cessione di terreno agricolo divenuto edificabile

Con Ordinanza 6.6.2016, n. 11600 , la Corte di Cassazione – aderendo all’orientamento prevalente – ha affermato, in tema di Iva , che la cessione da parte di un imprenditore agricolo di un terreno , divenuto edificabile per successiva modifica del piano regolatore, non rientra tra le operazioni imponibili di cui all’ art. 1, D.P.R. 26.10.1972, n. 633 [CFF201] , avendo il terreno perduto la qualità di bene strumentale , cioè di bene relativo all’impresa. L’imprenditore, togliendo il bene dalla sua organizzazione, ne ha di fatto eliminato in via definitiva il carattere di bene strumentale; conseguentemente, l’atto di cessione non deve essere assoggettato ad Iva , bensì all’ imposta ( proporzionale ) di registro . Secondo la prassi dell’Amministrazione finanziaria (da ultimo, C.M. 29.5.2013, n. 18/E ), invece, la cessione di un terreno edificabile appartenente ad un’impresa agricola deve essere assoggettata ad Iva , a condizione che il terreno sia stato precedentemente destinato alla produzione agricola .

Consorzi e ribaltamento di ricavi e costi

Con le sentenze n. 12190 e 12191 del 14.6.2016 la Corte di Cassazione a SS.UU. ha affermato alcuni principi di diritto in tema di consorzi, società consortili e rapporti con i consorziati. L’intervento nomofilattico si è reso necessario in quanto in tema di ribaltamento di ricavi e costi tra consorzio o società consortile e imprese consorziate è emerso un contrasto giurisprudenziale in seno alla Corte di Cassazione.

Società tra professionisti

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha approvato le linee guida riguardanti i profili giuridici e deontologici e gli obblighi disciplinari per la costituzione delle società tra professionisti, mettendo in relazione il dettato normativo con le regole interne alla professione. La costituzione di società tra professionisti per l’esercizio di professioni regolamentate in ordini professionali è espressamente disciplinata dall ’art. 10, L. 12.11.2011, n. 183 (Legge di Stabilità per il 2012) come modificato dalla L. 24.3.2012, n. 27, legge di conversione del D.L. 24.1.2012, n. 1, e dal decreto attuativo (decreto del Ministero della Giustizia 8.2.2013, n. 34, cd. Regolamento ). La riforma ha eliminato lo storico divieto di costituire società per l’esercizio di professioni protette (L. 23.11.1939, n. 1815, ora abrogata), che era stato a suo tempo introdotto per garantire un collegamento diretto tra la figura del professionista, obbligatoriamente iscritto agli ordini professionali, e l’esecuzione della prestazione. Il documento dei Consulenti del Lavoro fornisce, tra le molte questioni affrontate sul nuovo ruolo delle S.t.p., alcune interessanti analisi sulla particolare disciplina relative alle S.r.l. unipersonali , al ruolo centrale del professionista, sulla responsabilità disciplinare della società, sulle incompatibilità e sul conflitto di interesse .

Motivazione degli atti tributari

Il presente articolo prende le mosse dalla recente Ordinanza della Corte di Cassazione 30.5.2016, n. 11074 la quale, oltre a contraddistinguersi per la propria completezza ed esaustività, permette viepiù di sviluppare importanti argomentazioni in materia di motivazione dell’ avviso di accertamento . Dopo essersi soffermati sulla natura e sul (vero) significato della motivazione (anche alla luce di quanto emerge dallo Statuto dei Diritti del contribuente) verrà sviluppato analiticamente il contenuto dell’ordinanza, nonché ulteriori pronunce che hanno fatto da «apripista» alla stessa. Del resto – come noto – la Suprema Corte, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., si pronuncia con ordinanza in Camera di consiglio in espresse ipotesi, fra le quali – come quella in esame – in caso di accoglimento del ricorso principale (proposto dal contribuente) per manifesta fondatezza.

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