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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Locazione immobiliare e cedolare secca

A decorrere dal periodo d’imposta 2011, in alternativa al regime ordinario di tassazione dei redditi fondiari di immobili abitativi locati è ammesso optare per il regime fiscale della «cedolare secca» introdotta dall’ art. 3, D.L.gs 14.3.2011, n. 23 [CFF6238] (recante disposizioni sul federalismo fiscale municipale). L’ imposta sostitutiva applicata (cd. cedolare secca) sostituisce l’Irpef, le addizionali regionale e comunale all’Irpef dovute sul reddito e l’imposta di registro e l’imposta di bollo dovute sul contratto concluso. Proprio l’effetto sostitutivo operato dalla cedolare secca impone, dopo la verifica dei requisiti per esercitare l’opzione, una serie di calcoli di convenienza rispetto al regime ordinario di tassazione. Lo scopo della cedolare secca è quella di contrastare l’evasione fiscale in relazione ai redditi derivanti dalla locazioni di immobili, incentivando la registrazione dei contratti e la conseguente indicazione dei redditi nella dichiarazione annuale. L’emanazione delle disposizioni attuative è avvenuta con il Provv. Agenzia Entrate 7.4.2011 (esercizio dell’opzione e versamento degli acconti) e il Provv. Agenzia Entrate 14.1.2014 che per l’esercizio dell’opzione ha istituito il Modello RLI (Richiesta di registrazione e adempimenti successivi – contratti di Locazione e affitto Immobili), sostituendo i precedenti Modelli Siria e Modello 69. I chiarimenti di prassi sono stati la R.M. 25.5.2011, n. 59/E (istituzione dei codici tributo) e le CC.MM. 1.6.2011, n. 26/E, 4.6.2012, n. 20/E e 20.12.2012, n. 47/E.

COMMENTI

Rivalutazione dei beni d'impresa

L’ art. 1, co. 889-895, L. 28.12.2015, n. 208 ha riproposto la possibilità di iscrivere maggiori valori civilistici sui beni d’impresa , ad eccezione degli immobili-merce, e delle partecipazioni di controllo e collegamento, iscritti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31.12.2014. La rivalutazione deve essere operata nel rendiconto del periodo amministrativo successivo, e comporta l’applicazione dell’imposta sostitutiva, diversificata tra beni ammortizzabili (16%) e non ammortizzabili (12%): il corrispondente importo deve essere versato entro il termine di pagamento a saldo dell’imposte sui redditi relative al periodo d’imposta per il quale è stato operata la rivalutazione. Gli effetti fiscali della stessa sono differiti al terzo periodo d’imposta successivo , per il calcolo degli ammortamenti, e al quarto per quanto riguarda la determinazione di plusvalenze e minusvalenze. È, inoltre, possibile procedere all’ affrancamento della relativa riserva da rivalutazione, previo pagamento del tributo sostitutivo del 10%, anch’esso in una sola rata.

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