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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Privacy: regolamento Ue

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea (Guue) del Regolamento generale in materia di protezione dei dati personali si è aperto un bienno di particolare importanza per la privacy , in cui è richiesto contemporaneamente di mantenere la compliance alla normativa del Codice Privacy italiano e, al contempo, di pianificare ed attuare il passaggio alle regole europee . L’articolo si propone di illustrare le principali novità e di indicare a grandi linee le differenze tra il sistema di adempimenti del Codice Privacy italiano e quello europeo . Il cambio di disciplina è un’occasione importante per migliorare le procedure di tutela delle persone rispetto al trattamento dei loro dati e per realizzare un approccio innovativo su un tema sempre più strategico e centrale per il business.

COMMENTI

Controlled foreign companies black e white list

La C.M. 4.8.2016 n. 35/E ha fornito importanti chiarimenti in merito alla disciplina delle Controlled foreign companies black e white list di cui all’art. 167, D.P.R. 917/1986 [CFF5267] . In un precedente intervento sono state esaminate le modifiche connesse all’individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata , all’ abrogazione della Cfc da collegamento ed alla modifica dei criteri del determinazione del reddito disciplinati dal co. 6 dell’art. 167. Le novità del Legislatore hanno importanti implicazioni anche ai fini della tassazione degli utili provenienti dai regimi fiscali privilegiati comunemente definiti paradisi fiscali o tax heaven . La recente Circolare dedica il Paragrafo 3 alla tassazione degli utili provenienti dai regimi fiscali privilegiati . Interessanti novità riguardano anche l’ interpello Cfc e le garanzie concesse al contribuente in fase di accertamento. È previsto infine un nuovo obbligo di segnalazione in dichiarazione delle partecipazioni in soggetti « paradisiaci ».

Cooperative compliance

L’Agenzia delle Entrate ha emanato una corposa circolare, la C.M. 16.9.2016, n. 38/E , che fornisce diversi chiarimenti e soluzioni interpretative su quesiti e dubbi applicativi concernenti l'implementazione del nuovo regime di adempimento collaborativo , meglio conosciuto come cooperative compliance . Il regime introduce importanti elementi di innovazione nel rapporto tributario, prevedendo nuove modalità di interlocuzione costante e preventiva con l' Agenzia delle Entrate , con la possibilità di pervenire a una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali, prima della presentazione delle dichiarazioni fiscali o dell'assolvimento di altri obblighi tributari . Tale previsione offre l'opportunità di gestire le situazioni di incertezza attraverso un confronto preventivo su elementi di fatto che può ricomprendere anche l' anticipazione del controllo e si presta, pertanto, a prevenire e a risolvere anticipatamente le potenziali controversie fiscali .

Impresa familiare e autonoma organizzazione

Con la recente Ordinanza n. 17429/2016 la Corte di Cassazione applica per la prima volta all’ impresa familiare il nuovo principio di diritto sancito dalle Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza n. 9451/2016 , con la quale si sono fornite delle precisazioni concernenti la valutazione del « fattore umano » nell’ambito della definizione di « autonoma organizzazione ». Ai fini della sussistenza o meno di un’attività autonomamente organizzata, occorre valutare se le mansioni effettivamente svolte dai collaboratori familiari superino la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive .

IVA

Omessa dichiarazione Iva con imposta a credito

La Corte di Cassazione a SS.UU. con le Sentenze 8.9.2016, n. 17757 e 17758 ha fornito alcuni principi di diritto da applicarsi nel caso di omesso invio della dichiarazione Iva da cui emerge un credito e questo venga riportato nel modello dell’ anno successivo . Nell’affrontare la questione e le problematiche che ne derivano, il percorso della giurisprudenza e anche della prassi è andato nella direzione di dare rilevanza alla sostanza (l’esistenza del credito) piuttosto che alla forma (mancato invio del modello annuale Iva). Quindi, al sussistere dei requisiti sostanziali , il contribuente ha diritto di vedersi riconoscere dal giudice o dalla stessa Amministrazione finanziaria il credito Iva maturato nell’anno in cui la dichiarazione è stata omessa.

Jobs Act

A conclusione di una gestazione durata alcuni mesi – il provvedimento era stato infatti annunciato come imminente prima delle vacanze estive – è stato finalmente emanato il D.Lgs. 24.9.2016, n. 185, che contiene le disposizioni integrative e correttive dei DD.Lgs. 15.6.2015, n. 81, e 14.9.2015, nn. 148, 149, 150 e 151, ossia di ben cinque degli otto decreti legislativi che costituiscono quell’insieme di norme comunemente note come Jobs Act , emanati lo scorso anno in attuazione di quanto previsto dalla L. 10.12.2014, n. 183 (Legge Delega). Molte sono le novità che, già a partire da sabato 8.10.2016, interessano i datori di lavoro ed i loro consulenti : tra le principali segnaliamo le nuove regole per la comunicazione relativa al lavoro accessorio , l’aumento della sanzione in caso di mancata ottemperanza all’obbligo di assumere lavoratori disabili , il riconoscimento dei consulenti del lavoro nel novero dei soggetti abilitati a inviare il modulo contenente le dimissioni del lavoratore o la risoluzione consensuale del rapporto , nuove disposizioni in materia di Cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e molto altro ancora.

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