RUBRICHE

L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Acconti di novembre 2016

Come ogni anno il mese di novembre vede la scadenza del versamento del secondo acconto delle varie imposte , facendo riferimento ai contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’ anno solare . L’acconto riguarda, come ben noto, il periodo d’imposta in corso e, quindi, il 2016 , sempre attenendoci ai periodi d’imposta che coincidono con l’anno solare. Il motivo della richiesta di anticipi già per l’anno in corso, senza attendere la conclusione del periodo fiscale, è da ricondurre solo a dei motivi prettamente di cassa. Con riferimento al 2016, è bene far presente che già nei mesi di giugno e luglio la generalità dei contribuenti tenuti alla compilazione della dichiarazione dei redditi e dell’eventuale dichiarazione Irap ha dovuto determinare e versare non solo l’eventuale saldo per il periodo d’imposta precedente, ossia per il 2015, ma, in presenza di determinate condizioni, anche il primo acconto 2016 . Sul lato del quantum da versare, è utile osservare che in presenza di redditi tassabili che si mantengono, in linea di massima, costanti nel tempo , il saldo risulta solitamente «coperto» dagli acconti versati in corso d’anno, e, quindi, il contribuente manterrà delle uscite finanziarie più o meno costanti. Viceversa, in presenza di redditi in aumento o in diminuzione , ci si trova di fronte, sempre in linea di massima, rispettivamente ad un esborso finanziario in aumento ovvero ad un credito d’imposta più o meno corposo.

COMMENTI

IVA

Nuovi adempimenti trimestrali per i soggetti Iva

In data 24.10.2016 è stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale , il D.L. 22.10.2016, n. 193 recante « Disposizioni urgenti in materia fiscale per il finanziamento di esigenze indifferibili ». Tra le misure più importanti si annoverano, tra le altre, l’introduzione di nuovi obblighi comunicativi trimestrali , aventi ad oggetto i dati delle fatture emesse e ricevute, nonché i risultati contabili delle liquidazioni periodiche , poiché gli adempimenti comunicativi (attualmente in uso) sono risultati non sufficientemente efficaci per supportare l’attività di controllo ed accertamento da parte dell’Amministrazione finanziaria. Il suddetto provvedimento è entrato in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale , ovvero in data 25.10.2016, ma dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 23.12.2016: non si escludono, quindi, modifiche alle disposizioni ivi contenute durante l’ iter di conversione.

Consolidato fiscale

L’Agenzia delle Entrate, con la C.M. 26.9.2016, n. 40/E , ha formulato diverse precisazioni in merito alla disciplina dettata dagli artt. 117 - 129 , D.P.R. 22.12.1986, n. 917 [CFF5217-5229] , così come attuata dal D.M. 9.6.2004 [CFF6041 – 6057] : in primo luogo, sono state esaminate alcune tematiche afferenti alle novità introdotte dal D.Lgs. 14.9.2015, n. 147 , come la stabile organizzazione del soggetto non residente, il consolidato tra « sorelle » e la regolamentazione delle opzioni in corso al 7.10.2015 . La seconda parte della C.M. 40/E/2016 è stata, invece, dedicata all’analisi di alcuni principi generali dell’istituto, come il requisito del controllo – con particolare riguardo ai casi di prosecuzione del consolidato, partecipazioni costituite in pegno e sottoposte a sequestro – e l’opzione in presenza di società neo acquisite , nonché la continuazione del consolidato a seguito della scissione parziale della consolidante a beneficio di una società di nuova costituzione.

Super ammortamento con coefficienti decisi dal D.M. 31.12.1988

Il super ammortamento introdotto dall’art. 1, co. 91 e segg., L. 28.12.2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016) non si applica ai beni materiali strumentali per i quali il D.M. 31.12.1988 stabilisce coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5% . L’Agenzia delle Entrate, nella R.M. 14.9.2016, n. 74 , ha chiarito che dal tenore letterale delle disposizioni introdotte anche l’ impresa che svolge l’attività di distribuzione di gas naturale e che applica i parametri di ammortamento previsti dall’art. 102-bis, D.P.R. 917/1986 [CFF5202a] al fine di individuare quali beni godono dell’agevolazione e le modalità di fruizione della maggiorazione, deve sempre prendere come riferimento i coefficienti stabiliti dal D.M. 31.12.1988. Tale principio si applica anche ai beni gratuitamente devolvibili , ex art. 104 D.P.R. 917/1986 [CFF5204] per i quali le quote di ammortamento deducibili sono determinate dividendo il costo dei beni per il numero degli anni di durata della concessione .

Lavoro dipendente e partita Iva

Secondo quanto è stato puntualizzato da una Sentenza della Corte di Cassazione ( Cass. 21.9.2016, n. 18447 ), va dichiarato illegittimo l' accertamento basato sugli studi di settore nei confronti di un artigiano che svolge l' attività in via marginale rispetto all'impiego come lavoratore dipendente a tempo pieno . Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, il lavoro subordinato veniva svolto a tempo pieno , il che ha fatto ritenere che l’ attività autonoma potesse essere svolta soltanto marginalmente, generando redditi molto modesti . La considerazione che il contribuente aveva in realtà affermato e dimostrato la sussistenza di un rapporto lavorativo con remunerazione in linea con quelle di mercato ha quindi indotto i giudici di legittimità a cassare la sentenza con rinvio alla Ctr per una diversa decisione sul merito.

Patent box

Con la R.M. 27.9.2016, n. 81/E l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sulla disciplina del Patent box . In particolare, è stato chiarito che il mancato perfezionamento della registrazione del marchio , causato dai procedimenti di opposizione promossi da entità terze, non compromette la validità delle domande di registrazione italiane e comunitarie presentate per l’ammissione al regime di tassazione agevolata in commento, a condizione che il richiedente esibisca le ricevute rilasciate dagli Uffici competenti con la relativa documentazione che attesta l’avvenuto deposito della domanda di registrazione del marchio .

Contributi consortili

Fatto salvo l’ onere probatorio da parte del consorziato , ex art. 2697, co. 1, c.c., previa perizia tecnica di parte in ordine all’ insussistenza del beneficio fondiario incombe sul Consorzio di bonifica l’ onere della prova contraria , ex art. 2697, co. 2, c.c., circa l’effettiva sussistenza di un beneficio specifico e diretto rinveniente dall’attività di bonificazione idraulica del terreno. Né può dirsi sufficiente per l’assolvimento di tale onere il mero richiamo ad « assunti generici » da parte del Consorzio di bonifica, assolutamente inidonei allo scopo poiché non incentrati sugli specifici profili di inidoneità lamentati dal consorziato in sede di perizia , bensì fondati sul mero richiamo ai piani di classifica ed ai regolamenti . Vale a dire, su elementi-quadro non contestati in quanto tali e pertanto evidentemente irrilevanti nonché insufficienti rispetto alle contestazioni specifiche mosse dal consorziato in sede probatoria . È quanto ha disposto la Suprema Corte di Cassazione, in concomitanza della pronuncia 17.6.2016 , n. 12576 evidenziando i Supremi Giudici un principio giurisprudenziale non di poco conto in termini probatori.

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