COMMENTI

Nuovo bilancio di esercizio dopo l'approvazione del D.Lgs. 139/2015

Il legislatore nazionale ha recepito le norma comunitarie e ha dato luogo ad un processo di armonizzazione dei bilanci di esercizio al fine di favorirne la comparabilità. Le modifiche normative riguardano sia lo Stato patrimoniale, ma anche il conto economico e si applicano con riferimenti ai bilanci relativi all'esercizio 2016. Tuttavia in sede di redazione del bilancio relativo al prossimo esercizio sarà necessario adattare i dati del 2015 ai nuovi schemi. La principale finalità delle disposizioni comunitarie consiste nella riduzione degli oneri amministrativi gravanti sulle piccole e medie imprese. Ciò anche al fine di agevolare l'incremento della produttività delle stesse. E' stata così dato avvio ad un processo di semplificazione per le imprese di minori dimensioni armonizzando con la prassi internazionale, contestualmente, le imprese di maggiori dimensioni. Le modalità di redazione del bilancio di esercizio sono variabili a seconda delle dimensioni dell'impresa. A tal fine il legislatore ha effettuato una distinzione tra micro imprese, piccole imprese e grandi imprese.

Modifiche allo stato patrimoniale e al conto economico

Numerose modifiche riguardano lo Stato patrimoniale e tra queste una delle più rilevanti è relativa all'indicazione delle spese pubblicitarie. Dal 1° gennaio 2016 non è più possibile capitalizzare i predetti oneri. I costi di pubblicità, se iscritti nell'attivo del bilancio (precedentemente capitalizzati) se soddisfano ora i requisiti ora stabiliti per la capitalizzazione dei costi di impianto e ampliamento, possono essere riclassificati nella voce relativa agli stessi. In buona sostanza, attraverso una mera operazione di riclassificazione della predetta voce dell'attivo, gli stessi oneri continueranno a concorrere alla formazione del risultato di esercizio in più anni. Deve trattasi, ad esempio, di costi sostenuti nella fase di start up o sostenuti con riferimento ad un nuovo ramo d'azienda, un nuovo centro commerciale un nuovo processo produttivo. Ulteriori novità riguardano i costi di ricerca e sviluppo e la separata indicazione dei crediti e dei debiti, sia a breve che a lungo termine, dei rapporti con imprese sottoposte al controllo delle controllanti, i derivati e gli acquisti di azioni proprie.

Rendiconto finanziario

Le imprese di più rilevanti dimensioni dovranno ora fornire un numero maggiore di informazioni rispetto al passato. In particolare, le novità riguardano l'indicazione dei flussi finanziari con l'obbligo di redazione del Rendiconto finanziario. A partire dal 1° gennaio 2016, con l'entrata in vigore del D.Lgs. 139/2015, l'adempimento sarà obbligatorio per tutte le società ad eccezione di quelle che redigono il bilancio in forma abbreviata e le micro imprese. Il rendiconto finanziario è un documento finanziario del bilancio d'esercizio, in cui una società riassume tutti i flussi di cassa che sono avvenuti in un determinato periodo. Il documento, in particolare, riassume le fonti che hanno incrementato i fondi liquidi disponibili per la società e gli impieghi che, al contrario, hanno comportato un decremento delle stesse liquidità.

Nota integrativa

Con riferimento alla nota integrativa, il D.Lgs. 139/2015 ha modificato anche l'art. 2427 del codice civile, variando e aumentando la quantità di informazioni che si devono fornire. Alcune di tali informazioni diventano molto importanti non solo ed unicamente per la migliore lettura del bilancio, che vedrà la confusione tra gestione caratteristica e straordinaria, ma anche per individuare eventuali "zone" di rischio. Ci si riferisce, nel caso specifico, ai conti d'ordine che transitano da una parte ideale del prospetto patrimoniale, quasi un suo "piè di lista", ad una parte della nota integrativa. Vengono, inoltre, incrementate in genere le informazioni richieste, come ad esempio quelle riferite ai prodotti finanziari derivati.

loader