RUBRICHE

L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Dichiarazione precompilata

La disciplina riguardante la dichiarazione dei redditi precompilata relativa all’ anno 2016 presenta alcune significative innovazioni , che interessano la Certificazione Unica, i corrispondenti termini di consegna al contribuente e trasmissione all’Agenzia delle Entrate. Sono stati, inoltre, introdotti specifici obblighi di comunicazione per gli amministratori di condominio in merito alle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali. Il DL 22.12.2016, n. 193, conv. con modif. dalla L. 1.12.2016, n. 225, ha altresì differito i termini per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei Modd. 730 ed esteso , sotto il profilo temporale, la possibilità di regolarizzare il visto di conformità infedele rilasciato sui Modd. 730 da parte del responsabile dell’assistenza fiscale del Caf-dipendenti o del professionista che presta assistenza fiscale.

Modello Consolidato Nazionale e Mondiale 2017

Con il Provv. Agenzia Entrate 31.1.2017, p rot. 22470 , è stato approvato il Mod. Consolidato nazionale e mondiale 2017 con le relative istruzioni . Tale modello è utilizzato ai fini della dichiarazione dei redditi prodotti nell’anno 2016 dai soggetti che hanno optato per la tassazione di gruppo ( controllate residenti ) e dai soggetti ammessi alla determinazione dell’ unica base imponibile ( imprese non residenti ). Con il consolidato nazionale la controllante , associando il proprio imponibile con gli imponibili delle controllate (compensandoli integralmente e indipendentemente dalla percentuale di possesso), addiviene alla formazione di un reddito complessivo globale . Con il consolidato mondiale alla controllante italiana vengono imputati per trasparenza i redditi (o le perdite ) delle controllate estere in proporzione alla quota di partecipazione agli utili, e indipendentemente dalla loro percezione.

IVA

Trasmissione telematica dei dati delle fatture

L’ art. 9, co. 1, lett. d), L. 11.3.2014, n. 23 ha delegato il Governo ad adottare misure volte a incentivare, in materia di Iva , l’utilizzo della fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi con l’obiettivo di ridurre il numero di adempimenti amministrativi e contabili gravanti sui contribuenti. A tal fine, è stata introdotta la possibilità per i soggetti passivi Iva di optare (con riguardo alle operazioni effettuate dall’ 1.1.2017 ) per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati di tutte le fatture , emesse e ricevute, e delle relative variazioni ( art. 3, co. 1, D.Lgs. 127/2015 [CFF1870b] ). Inoltre, l’Agenzia delle Entrate può acquisire gli stessi dati anche nel caso in cui il soggetto trasmetta o riceva fatture elettroniche mediante il Sistema di interscambio ( Sid ), di cui all’ art. 1, co. 211 e 212, L. 24.12.2007, n. 244 [CFF1840] , formate secondo quanto previsto dal D.M. 3.4.2013, n. 55 .

COMMENTI

Bonus mobili: proroga per il 2017

La Legge di Stabilità 2017 prevede la proroga del cd. bonus mobili per l’anno in corso. Il bonus mobili, originariamente previsto dal cd. «Decreto Energia», riconosce ai contribuenti che fruiscono delle detrazioni fiscali per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio una detrazione , nella misura del 50% su una spesa massima di € 10.000 , delle ulteriori spese documentate ed effettuate per l’ acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ , nonché A per i forni , per le apparecchiature per le quali sia prevista l’ etichetta energetica , finalizzati all’arredo dell’ immobile oggetto di ristrutturazione . La proroga per il 2017 dell’agevolazione crea, tuttavia, un « doppio binario » rispetto al termine iniziale dal quale computare i lavori di ristrutturazione cui agganciare il bonus mobili . Infatti, per le spese dei mobili e/o elettrodomestici sostenute nel 2017 è riconosciuta la detrazione limitatamente ai « collegati » interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati a decorrere dall’ 1.1.2016 .

«Nuova» transazione fiscale

Dallo scorso 2 gennaio , è entrato in vigore il nuovo testo dell’art. 182-ter, R.D. 16.3.1942, n. 267, così come novato dalla Legge di Bilancio 2017, in materia di « Transazione fiscale» nell’ambito delle procedure di concordato preventivo e di accordi di ristrutturazione dei debiti . La L. 11.12.2016, n. 232 (art. 1, co. 81 ) ha riformato l’istituto disciplinato dall’art. 182-ter, R.D. 267/1942 estendendo l’uso delle transazioni fiscali anche ai debiti tributari aventi per oggetto l’ Iva o ritenute qualora il piano proposto dal debitore ne preveda una soddisfazione «in misura non inferiore a quella realizzabile dal ricavato in caso di liquidazione , avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione indicato nella relazione di un professionista in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d) della Legge fallimentare».

Patto di famiglia

L’art. 2, L. 55/2006, mediante l’inserimento degli artt. da 768-bis a 768-octies nel Codice civile, ha dato l’avvio al Patto di famiglia . A 10 anni esatti dalla sua introduzione, la Fondazione nazionale dei Commercialisti con il documento del 31.10.2016 ricostruisce l’ interpretazione civilistica dell’istituto, proponendone al contempo un modello di tassazione del Patto di famiglia che viene sostanzialmente assimilato a quello della donazione modale . La Fnc si sofferma principalmente sulla cessione gratuita d’ azienda e partecipazioni , per quanto riguarda l’imposizione diretta, e sull’ alternatività tra imposta di registro / Iva e imposta sulle donazioni , per quanto concerne quella indiretta, e questo in relazione all’assegnazione dell’attività d’impresa. Con il Patto di famiglia sono state superate alcune difficoltà legate al precedente inquadramento per l’imprenditore che, gioco forza, era costretto ad utilizzare altri istituti quali la vendita d’ azienda o, perfino, il trust ma non ritenuti adatti al « raggiungimento dello scopo ». La soluzione al problema, con l’introduzione del Patto di famiglia , era stata fortemente consigliata dalla Commissione europea (n. 94/1069), che richiedeva « l’adozione di misure idonee a facilitare il passaggio generazionale nelle piccole e medie imprese ». Dopo alcuni precedenti tentativi (fatti nel 1997 e poi nel 2003) non andati a buon fine, finalmente con la L. 55/2006, è stato introdotto in Italia il Patto di famiglia.

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