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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Garanzie doganali

Nell’ambito doganale è richiesta la costituzione di una garanzia non solo con riferimento ad un’ obbligazione sorta (obbligazione esistente ) ma anche in ordine ad una che potrebbe sorgere (obbligazione potenziale ). La garanzia può essere, altresì, fornita per merci specifiche o dichiarazione specifica (garanzia cd. « isolata ») o due o più operazioni , dichiarazioni o regimi doganali (garanzia cd. « globale »). La possibilità di utilizzare la garanzia globale , in particolare, è soggetta a provvedimento autorizzatorio da parte dell’ autorità doganale , la quale, poi, nell’ambito dei principi e dei criteri fissati dalla normativa unionale, valuta anche circa l’esistenza delle condizioni per poter concedere l’ esonero e/o la riduzione di tale garanzia per obbligazioni doganali e altri oneri che potrebbero sorgere o che sono insorti. Inoltre, la garanzia deve essere costituita attraverso una delle diverse forme individuate dalla normativa doganale unionale. Con il Codice Doganale dell’Unione (CDU – Regolamento Ue 952/2013) sono state, infine, individuate garanzie utilizzabili in un solo Stato membro e garanzie spendibili in più Stati membri .

Istanza sulla rottamazione dei ruoli

La conversione del D.L. 22.10.2016, n. 193 (cd. decreto fiscale) ad opera della L. 1.12.2016, n. 225, definisce il quadro normativo che consente ai contribuenti di procedere alla presentazione delle istanze per la cd. « rottamazione delle cartelle di pagamento ». Anche le procedure operative e la modulistica sono disponibili , ma restano sul tappeto molti dubbi che dovrebbero essere chiariti per consentire ai contribuenti di applicare la definizione valutandone la convenienza e i limiti.

COMMENTI

Omessa presentazione del Mod. Unico

Le recenti statuizioni della Corte di Cassazione a Sezioni Unite dell’ 8.9.2016, nn. 17757 e 17758 hanno risolto un annoso contrasto giurisprudenziale relativamente al trattamento da riservare alle eccedenze Iva maturate in un’annualità in cui la dichiarazione annuale fosse stata omessa . Resta tuttavia aperta la questione interpretativa per quanto concerne la possibilità di riporto negli anni successivi delle perdite fiscali maturate in un periodo d’imposta in cui la denuncia è stata omessa . Per ragioni di uniformità e coerenza del sistema riteniamo che i principi elaborati dai Giudici del Supremo Collegio, nonché le precisazioni ufficiali espressi dall’Agenzia delle Entrate nella C.M. 25.6.2013, n. 21/E che ammettono, previo riscontro cartolare, la compensazione dei crediti Ires, Irap, Irpef emergenti da denunce non presentate possano applicarsi anche alle perdite pregresse . Ciò al fine di neutralizzare anche le eventuali rettifiche del reddito dichiarato che possano emergere a seguito dell’attività di accertamento.

Cessione del 100% delle quote e cessione d'azienda

In tema di interpretazione degli atti, l’ art. 20, D.P.R. 26.4.1986, n. 131 [CFF2020] – secondo cui l’imposta si applica « secondo la intrinseca natura e gli effetti giuridici degli atti presentati alla registrazione, anche se non vi corrisponda il titolo o la forma apparente » – impone di privilegiare la sostanza alla forma, così che la cessione totalitaria delle quote di una società ha la medesima funzione economica della cessione d’azienda.

IVA

Servizi degli avvocati

Le prestazioni rese dagli avvocati nei confronti di soggetti che non usufruiscono del gratuito patrocinio possono essere assoggettate ad Iva da parte di uno Stato membro, anche se in precedenza il medesimo Stato ha previsto un sistema di esenzione su tali prestazioni ; ciò è stato affermato dalla Corte di Giustizia Ue nella Sentenza 28.7.2016, in esito alla causa C-543/14 . Sebbene infatti i costi di un procedimento giudiziario , compresa l’Iva, possano incidere sulla decisione dell’individuo di ricorrere alle prestazioni di un legale, posto che gli avvocati usufruiscono della detrazione dell’ Iva sull’ acquisto di beni e servizi , è incerta la misura in cui gli stessi riverseranno l’onere dell’ imposta sui clienti , soprattutto se il sistema nazionale si fonda sulla libera negoziazione degli onorari e sulla libera concorrenza . La soppressione dell’ esenzione Iva è pertanto compatibile con il diritto ad un ricorso effettivo sancito dall’art. 47 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione, e non pregiudica neanche il principio della «parità delle armi di difesa». A tale riguardo, la Corte ha osservato che non è previsto un obbligo di assoluta parità tra le parti per i costi finanziari del processo.

Irap e professionisti

È oramai principio consolidato che la debenza dell’ Irap per un professionista / imprenditore individuale dipende da requisiti qualificativi e non anche quantitativi e che ogni automatismo lede l’art. 53 Cost. Inoltre, in ipotesi di istanza di rimborso dell’ Irap i motivi e le prove (che sono due aspetti differenti l’uno dall’altro) sono a carico del contribuente . La R.M. 28.9.2016, n. 82/E ha bocciato l’interpello di un medico convenzionato , «semplicemente» stabilendo che l’interpello non può ritenersi lo strumento idoneo per qualificare la debenza o meno dell’ Irap del professionista interpellante.

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