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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Saldo 2016 e acconti 2017

Come ogni anno, con l’avvicinarsi del mese di giugno si avvicina la scadenza probabilmente più significativa dell’intero periodo d’imposta. Si tratta delle scadenze collegate alla dichiarazione dei redditi e, visto il diretto collegamento proprio in termini di scadenze, alla dichiarazione Irap . I contribuenti, infatti, sono chiamati sostanzialmente ad autodichiarare i redditi percepiti nel corso del periodo d’imposta, determinando, sempre in modo autonomo, le imposte eventualmente a loro carico. Tale operazione avviene una volta all’anno e comporta la compilazione della cosiddetta dichiarazione dei redditi, che si compone, oramai, di un numero importante di quadri. Una delle poche eccezioni a tale meccanismo di autoliquidazione delle imposte è da ricercare nella tassazione separata di alcuni redditi, per i quali è la stessa Amministrazione finanziaria che, dopo aver ricevuto un acconto del 20% dal contribuente, provvede a liquidare l’ imposta applicando l’aliquota media, del contribuente stesso, degli ultimi 5 anni.

Modello Irap 2017

Con il Provv. Agenzia Entrate 31.1.2017, n. 22479 è stato approvato il Mod. Irap 2017 e le relative istruzioni . Le principali novità , che hanno interessato il Modello Irap di quest’anno, sono: l’ esenzione generale per i soggetti appartenenti al settore agricolo e della pesca; l’ incremento della deduzione forfettaria per i soggetti di minore dimensione, la cui entità è determinata sulla scorta degli scaglioni di valore della produzione; l’ estensione della deduzione , nella misura del 70 %, del costo residuo del personale per i dipendenti assunti con contratto di lavoro stagionale ; l’ integrale deducibilità delle rettifiche e delle riprese di valore dei crediti per le banche e assicurazioni , ed anche il recupero delle eccedenze relative all’anno 2015 e quelle iscritte in bilancio dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2013 .

COMMENTI

Trust

Da anni si dibatte tra gli operatori in merito all’applicazione delle imposte di donazione ed ipocatastali in caso di trust . L’Agenzia delle Entrate ha da sempre sostenuto che l’ imposta di donazione si applica nella fase iniziale del passaggio dei beni dal disponente al trustee e non, invece, nel passaggio finale dal trustee ai beneficiari , mentre le imposte ipotecaria e catastale trovano applicazione in misura proporzionale in entrambi i passaggi (CC.MM. 6.8.2007, n. 48/E e 22.1.2008, n. 3/E). La dottrina e la giurisprudenza di merito maggioritarie hanno, invece, da sempre sostenuto che l’ imposta di donazione e le imposte ipocatastali devono trovare applicazione in misura proporzionale solamente nella fase finale e non in quella iniziale in quanto l’attribuzione dei beni al trustee non comporta alcun effetto arricchitorio nei confronti di quest’ultimo. Manca, quindi, quella manifestazione di capacità contributiva che rappresenta in ogni caso il presupposto per l’imposizione in discorso. Questo orientamento è stato avallato dalle ultime pronunce sul tema della Corte di Cassazione .

Mancata allegazione del pvc

L' art. 42, D.P.R. 29.9.1973, n. 600 [CFF6342] , ai fini delle imposte dirette , prescrive, a pena di nullità , che gli avvisi di accertamento e rettifica debbano essere « portati a conoscenza dei contribuenti mediante la notificazione di avvisi sottoscritti dal capo dell’ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato » e che debbano recare, fra l’altro, la motivazione della pretesa e le ragioni giuridiche che li hanno determinati, in relazioni alle norme applicate, distintamente per i singoli redditi delle varie categorie, con la specifica indicazione « dei fatti e delle circostanze che giustificano il ricorso a metodi induttivi o sintetici e delle ragioni del mancato riconoscimento di deduzioni e detrazioni . Se la motivazione fa riferimento ad un altro atto non conosciuto né ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all’atto che lo richiama salvo che quest’ultimo non ne riproduca il contenuto essenziale ». Ai fini Iva, l’ art. 56, D.P.R. 26.10.1972, n. 633 [CFF256] , riproduce sostanzialmente le stesse indicazioni .

Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte ed espropriazione immobiliare

Con la sentenza 3011/2017, la III Sezione Penale della Cassazione ha affermato che il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (art. 11, D.Lgs. 10.3.2000, n. 74 [CFF9527n ] ), non ricorre ogni volta in cui la condotta distrattiva non è tale da rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva ovvero quando tale procedura non risulti azionabile per mancanza di presupposti normativi. Sicché, ove il trasferimento sia effettivo, la condotta non può integrare tale reato. Attraverso l’incriminazione della condotta de qua il Legislatore ha inteso evitare che il contribuente si sottragga al suo dovere di concorrere alle spese pubbliche creando una situazione di apparenza tale da consentirgli di rimanere nel possesso dei propri beni fraudolentemente sottratti alle ragioni dell’Erario. Peraltro, i concetti di « operazioni simulate oggettivamente e soggettivamente » e di « mezzi fraudolenti», non concorrono a definire la norma incriminatrice della sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, bensì quella della dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici.

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