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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Imposta sostitutiva sui finanziamenti

Gli artt. 15 e segg., D.P.R. 601/1973 [CFF8015 e segg.] disciplinano l’ imposta opzionale sostitutiva delle imposte ordinarie applicabili a tutta una vasta categoria di operazioni di credito . L’ operazione di credito più nota che può essere soggetta a tale imposta sostitutiva è sicuramente il finanziamento bancario 1 , a medio e lungo termine, con durata contrattuale superiore ai 18 mesi (co. 3 dell’art. 15, D.P.R. 601/1973). L’imposta in oggetto è sempre stata versata mediante il Mod. F23 . In un’ottica di razionalizzazione delle modalità di pagamento, è stato esteso l’ utilizzo del Mod. F24 unificato anche all’imposta sostitutiva sui finanziamenti. Questo passaggio, secondo il Comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate 20.4.2017, « garantisce una maggiore efficienza nella gestione dei tributi e rappresenta un ulteriore progresso in termini di semplificazione degli adempimenti ». L’art. 7-quater, co. 33 – 35, D.L. 22.10.2016 n. 193, conv. con modif. dalla L. 1.12.2016, n. 225 [CFF6998c] , ha introdotto nuove modalità di presentazione della dichiarazione ed il versamento del saldo e dell’ acconto .

IVA

Detrazione Iva per acquisti di abitazioni

L’ art. 1, co. 56, L. 28.12.2015, n. 208 (cd. «Legge di Stabilità 2016») [CFF6277] ha introdotto la detrazione dall’ Irpef lorda del 50% corrisposto per il pagamento dell’ Iva relativa agli acquisti , effettuati entro il 31.12.2017 (così prorogata dal D.L. 30.12.2016, n. 244, conv. con modif. dalla L. 27.2.2017, n. 19), di unità immobiliari residenziali , di classe energetica A o B , cedute dalle imprese costruttrici delle stesse. Al fine di indicare tale detrazione nel Modello Redditi PF 2017 , nella sezione III C del Quadro RP è stato inserito il nuovo rigo RP59 , composto di tre colonne dove indicare: il numero di rata che si porta in detrazione per il 2016; l’importo dell’Iva pagata all’impresa da cui è stato acquistato l’immobile; l’importo di ciascuna rata.

IVA

Estrazione di beni extra-Ue dal deposito Iva

Il recente D.M. 23.2.2017 , pubblicato nella Gazzetta Ufficiale in data 17.3.2017, ha definito le regole da applicare per procedere all’ estrazione , dal deposito Iva , di beni di provenienza extra-Ue (immessi in libera pratica nel territorio dello Stato) in relazioni ai quali, a decorrere dall’ 1.4.2017 , l’ imposta deve essere assolta mediante il meccanismo del reverse charge con l’obbligo, per taluni operatori, di prestare adeguata garanzia patrimoniale , in assenza di particolari requisiti di affidabilità . A completamento di tale nuova disciplina, sono stati successivamente pubblicati due provvedimenti direttoriali dell’Agenzia delle Entrate con i quali sono stati approvati il modello per attestare i requisiti di affidabilità degli operatori esonerati dalla presentazione della garanzia (Provv. 24.3.2017, n. 57215), nonché i modelli per la prestazione della garanzia in parola (Provv. 28.3.2017, n. 59277).

COMMENTI

Diritto camerale per il 2017

L’ art. 18, co. 4, L. 29.12.1993, n. 580 , come modificato dall’art. 1, D.Lgs. 25.11.2016, n. 219, dispone che la misura del diritto annuale dovuto ad ogni Camera di commercio da parte di ogni impresa iscritta o annotata è determinata dal Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentite Unioncamere e le organizzazioni di categoria più rappresentative a livello nazionale, in base ad un metodo che tiene conto, tra le altre cose, del fabbisogno necessario per l’ erogazione dei servizi che le stesse Camere di commercio sono tenute a fornire. L’ art. 28, co. 1, D.L. 24.6.2014, n. 90 , conv. con modif. dalla L. 11.8.2014, n. 114 ha stabilito che, nelle more del riordino del sistema delle Camere di commercio, l’importo del diritto annuale, come determinato per il 2014, sia ridotto , per il 2015, del 35%, per il 2016, del 40% e, a decorrere dal 2017 , del 50% . Con riferimento alla riduzione del diritto annuale per il 2017 la C.M. Sviluppo economico 15.11.2016, prot. n. 359584 fissa i nuovi importi dovuti per il corrente anno.

Reclamo e mediazione tributaria

Il Governo modifica i limiti per l’applicazione del procedimento di reclamo e tentativo di mediazione obbligatoria sulle liti tributarie . La disposizione, inserita nel D.L. 24.4.2017, n. 50 (cd. «manovra correttiva» della Legge di Bilancio 2017), unitamente alla rottamazione delle liti pendenti, mira a tagliare il contenzioso tributario e a creare contemporaneamente gettito per l’erario. Le nuove regole e i nuovi limiti si applicheranno agli atti impositivi notificati dal 2018 .

Documentazione sigillata e utilizzo successivo

L’ art. 52, co. 5, D.P.R. 26.10.1972, n. 633 [CFF252] prescrive che « i libri, registri, scritture e documenti di cui è rifiutata l' esibizione non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente ai fini dell'accertamento in sede amministrativa o contenziosa. Per rifiuto di esibizione si intendono anche la dichiarazione di non possedere i libri, registri, documenti e scritture e la sottrazione di essi alla ispezione ». In materia di imposte dirette l’ art. 33, co. 1, D.P.R. 29.9.1973, n. 600 [CFF6333] , dispone che « per l’esecuzione di accessi, ispezioni e verifiche si applicano le disposizioni dell’art. 52 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 ». Analizziamo, quindi, gli orientamenti formatisi, e la particolarità del caso sottoposto alla Corte di Cassazione nella Sentenza n. 5914 dell’8.3.2017 .

Aumento del patrimonio e operatività dell'impresa

Accogliendo il ricorso erariale, la Corte di Cassazione ha affermato – con la Sentenza 6195/2017 – che l'erogazione del rimborso Iva in « conto fiscale » da parte dell'agente della riscossione , non preclude all'Amministrazione finanziaria il successivo accertamento dello status di società di comodo ed il conseguente recupero delle somme indebitamente rimborsate . A tal fine, un’operazione di mero incremento del patrimonio (nella specie, l'acquisizione del capannone) è̀ di per sé́ irrilevante come prova contraria , in quanto il test di operatività e la presunzione di inoperatività agiscono sul diverso piano del reddito , nei termini del confronto tra i ricavi effettivi a Conto economico ed i ricavi figurativi proiettati dagli asset . Il solo incremento patrimoniale non esprime redditività societaria e quindi non vale a sconfessare la natura fittizia dell’ ente anzi, secondo la pronuncia, conferisce una maggiore dimostrazione dell’inoperatività dell’impresa. Sicché, secondo la Cassazione, l’acquisto di beni strumentali non fa venire meno la natura di società fittizia , se manca un disegno imprenditoriale sottostante.

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