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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

IVA

Modelli Intrastat

Con il Provvedimento dello scorso 25.9.2017, prot. 194409 , l’Agenzia delle Entrate ha attuato le semplificazioni dei Modd. Intrastat annunciate dall’ art. 13, co. 4-quater, D.L. 30.12.2016, n. 244, conv. con modif. dalla L. 27.2.2017, n. 19 , che si applicheranno agli elenchi riepilogativi con periodo di riferimento decorrente dall’1.1.2018 . Le semplificazioni in parola riguardano principalmente gli acquisti di beni e i servizi ricevuti in relazione ai quali è stata disposta l’ abolizione dei Modd. Intra trimestrali , la valenza esclusivamente statistica dei Modd. Intra mensili , nonché l’ innalzamento delle soglie concernenti l’ obbligo di presentazione degli elenchi riepilogativi in esame ai fini statistici . A fronte delle citate semplificazioni, si segnala che l’unico adempimento Intrastat che rimarrà in capo ai contribuenti che aderiscono al regime forfetario sarà soltanto quello relativo alle prestazioni di servizi generiche di cui all’art. 7-ter, D.P.R. 26.10.1972, n. 633 [CFF207b] rese a favore di soggetti passivi stabiliti nella Ue (Mod. Intra 1-quater). Quest’ultimo adempimento interessa anche i soggetti che aderiscono al regime dei minimi , in virtù di quanto implicitamente affermato dall’Amministrazione finanziaria nella R.M. 75/E/2015.

Regime Iri: aspetti pratici

Con il co. 547 dell’art. 1, L. 232/2016 il Legislatore ha introdotto, con l’art. 55-bis, D.P.R. 917/1986 [CFF5155a] , un nuovo regime di tassazione di natura opzionale denominato Iri ( Imposta sul reddito d’impresa ). Sotto il profilo sostanziale, il regime in commento consiste in una imposizione proporzionale e separata del reddito d'impresa della società , con aliquota allineata a quella stabilita in ambito Ires , pari al 24% . Da detto reddito d'impresa devono essere dedotti gli importi prelevati dai soci o dall' imprenditore , i quali confluiscono nel reddito complessivo di questi ultimi assoggettato alle ordinarie imposte sui redditi . A partire dall’ 1.1.2017 è quindi possibile applicare una tassazione identica tra società di capitali e imprese individuali o società di persone in contabilità ordinaria .

COMMENTI

Cessione dell'ecobonus condominiale

Con la Legge di Bilancio 2017 è stato previsto che i condòmini beneficiari della detrazione d’imposta per particolari interventi di riqualificazione energetica sulle parti comuni di edifici, possono cedere un credito d’imposta corrispondente alla detrazione per le spese sostenute dall’ 1.1.2017 al 31.12.2021 . Tali contribuenti potranno cedere il credito ai fornitori ed alle imprese che effettuano i lavori o ad altri soggetti privati, quali persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti ma non alle banche o agli intermediari finanziari . Il D.L. 50/2017 , conv. con modif. dalla L. 96/2017 ha stabilito che per gli interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni condominiali i beneficiari degli incentivi che si trovano nella no tax area in quanto possiedono redditi esclusi dall’imposizione Irpef per espressa previsione o perché l’imposta lorda è assorbita dalle detrazioni per redditi previste dal D.P.R. 917/1986 possono cedere le detrazioni anche alle banche e agli intermediari finanziari .

Tardiva proroga del contratto con cedolare secca

È possibile sanare l’ omessa o tardiva comunicazione relativa alla proroga del contratto di locazione in regime di cedolare secca attraverso il ravvedimento operoso : a dichiararlo espressamente è l’Agenzia delle Entrate con la R.M. 1.9.2017, n. 115/E , che ha precisato come le riduzioni previste dal ravvedimento operoso, graduate in funzione del differente ritardo nella regolarizzazione, siano applicabili sia alla sanzione piena di € 100 che a quella ridotta di € 50 , a seconda che la tardività della comunicazione sia superiore o inferiore a 30 giorni. Con il medesimo documento di prassi sono state anche fornite precisazioni in merito alle modalità per operare la rinuncia all’ aumento del canone , rappresentando quest’ultima una condizione indispensabile per l’ esercizio dell’opzione per la cedolare secca .

Cartelle di pagamento e avvisi notificati via Pec

Con riferimento esclusivamente alle persone fisiche e ai soggetti diversi dalle persone fisiche (come fondazioni, condomini, associazioni, enti non commerciali) che non sono obbligati per legge a dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata ( Pec ), l’Agenzia delle Entrate, con il Provv. prot. n. 120768 del 28 giugno scorso, descrive le modalità di comunicazione , attraverso i propri servizi telematici , dei dati relativi all’ indirizzo di posta elettronica certificata presso cui ricevere la notifica degli atti della stessa Agenzia e dell’ Agente della riscossione . La modalità di notifica tramite Pec si applica alle notificazioni degli avvisi , delle cartelle di pagamento e degli atti della procedura di riscossione coattiva mediante ruolo effettuate a decorrere dall’ 1.7.2017 . Tale modalità di notifica costituisce prova legale dell’avvenuta ricezione del messaggio da parte del destinatario e del momento di ricevimento.

Illegittimo accertamento

Sarà più complesso per l’Agenzia delle Entrate d’ora in avanti entrare nel merito della gestione dell’impresa. Se certamente può rientrare nei poteri dell’Amministrazione finanziaria la valutazione di congruità dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e la rettifica di queste ultime, anche se non ricorrano irregolarità nella tenuta delle scritture contabili, è più complesso in sede di accertamento negare la deducibilità di un costo sostenuto non proporzionato ai ricavi o all’ oggetto dell’ impresa ; rispetto a precedenti orientamenti giurisprudenziali del passato che hanno visto la Cassazione legittimare il comportamento dell’Amministrazione finanziaria che non ha riconosciuto dei costi dell’azienda accertata perché troppo elevati, i giudici di legittimità hanno chiarito che un siffatto sindacato non può spingersi , come prospettato dall’Agenzia delle Entrate con l’emissione di un accertamento, che si basa sulla verifica oggettiva circa la necessità, o quantomeno circa la opportunità di tali costi rispetto all’oggetto dell’attività. Tale controllo, osserva la Corte di Cassazione, attingerebbe altrimenti alla valutazione di strategia commerciale riservate all’imprenditore.

Cartelle di pagamento e avvisi notificati via Pec

Con riferimento esclusivamente alle persone fisiche e ai soggetti diversi dalle persone fisiche (come fondazioni, condomini, associazioni, enti non commerciali) che non sono obbligati per legge a dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata ( Pec ), l’Agenzia delle Entrate, con il Provv. prot. n. 120768 del 28 giugno scorso, descrive le modalità di comunicazione , attraverso i propri servizi telematici , dei dati relativi all’ indirizzo di posta elettronica certificata presso cui ricevere la notifica degli atti della stessa Agenzia e dell’ Agente della riscossione . La modalità di notifica tramite Pec si applica alle notificazioni degli avvisi , delle cartelle di pagamento e degli atti della procedura di riscossione coattiva mediante ruolo effettuate a decorrere dall’ 1.7.2017 . Tale modalità di notifica costituisce prova legale dell’avvenuta ricezione del messaggio da parte del destinatario e del momento di ricevimento.

Agevolazioni «prima casa»

Le agevolazioni previste ai fini dell’ imposta di registro per l’acquisto della prima casa trovano applicazione nell’ipotesi di acquisto a titolo oneroso successivo ad altro acquisto a titolo gratuito (successione o donazione) per il quale si è beneficiato delle medesime agevolazioni ma non nel caso inverso. Qualora, infatti, successivamente all’acquisto a titolo oneroso di immobile per il quale si è usufruito delle agevolazioni prima casa si acquisti per donazione o successione altro immobile non è possibile richiedere l’applicazione delle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa .

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