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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Modello 730/2018

Il Provv. Agenzia Entrate 15.1.2018, prot. n. 10793 , ha approvato i Modd. 730 , 730-1 e 730-2 destinati al sostituto d’imposta , il Mod. 730-2 per il Caf e per il professionista abilitato, con le relative istruzioni, oltre alla bolla per la consegna del Mod. 730-1 . Si tratta della dichiarazione semplificata agli effetti dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche, che va presentata nell’anno 2018 da parte dei soggetti che si avvalgono dell’ assistenza fiscale . A sua volta, con il Provv. Agenzia Entrate 15.2.2017, prot. n. 38149, sono state approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nei Modd. 730 , nelle comunicazioni di cui ai Modd. 730-4 e 730-4 integrativo , nonché nella scheda contenente le scelte della destinazione dell’ 8 per mille , del 5 per mille e del 2 per mille dell’Irpef Modificazioni alle istruzioni del Mod. 730 ed alle relative istruzioni sono state oggetto del Provv. Agenzia Entrate 15.2.2018, prot. n. 38556 . Il contribuente, dipendente o pensionato, in possesso di determinati redditi, può scegliere, a sua discrezione, se utilizzare il Mod. 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati in suo possesso in alternativa alla modalità ordinaria . A partire dal 15.4.2018 , l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati il 730 precompilato nel sito www.agenziaentrate.gov.it . Il 730/2018 precompilato si presenta entro il 23.7.2018 (in caso di presentazione diretta all’Agenzia delle Entrate) o entro il 7.7.2018 (nel caso di presentazione al sostituto d’imposta oppure al Caf o al professionista), mentre il 730/2018 ordinario va presentato entro il 7.7.2018 al proprio sostituto d’imposta ovvero entro il 23.7.2018 al Caf o al professionista abilitato. Tra le novità presenti nel 730/2018 , si segnalano l’estensione anche ai contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fiscale prestata dai Caf e dai professionisti abilitati della facoltà di presentare il Modello 730/2018 entro il 23.7.2018 , il debutto del nuovo regime delle locazioni brevi , ex D.L. 50/2017 (Quadri B, D e F), le novità correlate allo speciale regime di favore previsto per i premi di risultato ed il welfare aziendale (Quadro C) e il cd. sisma-bonus (Quadro E).

Modello Eas

Con il Provv. 2.9.2009 è stato approvato il modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali relativi agli enti associativi ( Modello EAS ). L’ art. 30, co. 1, 2, 3 e 3-bis, D.L. 185/2008, conv. con modif. dalla L. 2/2009 , ha introdotto a carico degli enti associativi , che usufruiscono di una o più agevolazioni contenute nell’art. 148, D.P.R. 917/1986 e di quelle di cui art. 4, co. 4, secondo periodo e 6, D.P.R. 633/1972, l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate dati e notizie rilevanti a fini fiscali. In pratica, al fine di usufruire dei regimi agevolati, è ora necessario che gli enti associativi inviino all’Agenzia delle Entrate un apposito modello nel quale dichiarare il possesso delle condizioni per l’applicazione delle norme fiscali agevolative. Come dichiarato dell’Agenzia delle Entrate (C.M. 9.4.209, 12/E) il Modello EAS costituisce uno strumento antielusivo che mira ad « acquisire una più ampia informazione e conoscenza del mondo associativo e dei soggetti assimilati, sotto il profilo fiscale, con l’obiettivo primario di tutelare le vere forme associazionistiche incentivate dal legislatore e, conseguentemente, di isolare e contrastare l’uso distorto dello strumento associazionistico suscettibile di intralciare, tra l’altro, la libertà di concorrenza tra gli operatori commerciali ».

COMMENTI

IVA

Detrazione Iva: caos calmo

Con la C.M. 1/E/2018 sono giunti i chiarimenti (lungamente) attesi circa le modalità di esercizio del diritto alla detrazione Iva all’indomani delle profonde modifiche operate con la Manovra correttiva 2017 (D.L. 50/2017) che ha altresì modificato la disciplina della registrazione delle fatture . Il documento di prassi – pur partendo dall’analisi dei principi comunitari in materia - traccia una soluzione che non soddisfa pienamente e che non risolve tutte le difficoltà operative . Infatti, mentre risolve il problema della detrazione per le fatture a cavallo d’anno apre un problema per le liquidazioni in corso d’anno, giacché è stato ribadito con forza che la detrazione può essere operata solo se la fattura è stata ricevuta e registrata.

Gestione separata Inps

Ai sensi dell’art. 2, co. 26, L. 8.8.1995, n. 335, è tenuto ad iscriversi alla Gestione separata presso l’ Inps chi esercita per professione abituale (anche se non esclusiva), attività di lavoro autonomo , i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e gli incaricati alla vendita a domicilio . Non devono iscriversi gli assegnatari di borse di studio , limitatamente alla relativa attività. Il D.M. 281/1996 fissa modalità e termini per versare il contributo dovuto alla Gestione separata Inps da parte dei collaboratori coordinati e continuativi e dei venditori a domicilio, mentre i lavoratori autonomi privi di una Cassa di previdenza di categoria effettuano il versamento in base a quanto previsto dall’art. 1, co. da 212 e 214, L. 662/1996. Sono tenuti ad iscriversi alla Gestione separata Inps anche i soggetti che esercitano l’attività di lavoro autonomo occasionale qualora il reddito annuo derivante da tale attività superi l’importo di € 5.000 ; dal 2005 sono confluiti nella Gestione separata Inps gli associati in partecipazione . Per i soggetti iscritti in via esclusiva alla Gestione separata Inps, l’aliquota contributiva e di computo è elevata al 33% per l’anno 2018 , con l’ulteriore aliquota contributiva dello 0,72% . Per i titolari di partita Iva non iscritti presso altre forme previdenziali obbligatorie e non pensionati l’aliquota 2018 è pari al 25,72% . Invece per i soggetti già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie l’aliquota per il 2018 resta fissata al 24% . Le aliquote , il massimale e il minimale contributivi applicabili per il 2018 sono stati indicati dall’Inps nella Circolare 31.1.2018, n. 18.

Sanzioni per tardivo versamento in pendenza di giudizio

La Corte di Cassazione, Sez. civile, con Sentenza n. 23784 dell’11.10.2017 si è pronunciata in materia di applicazione delle sanzioni per tardivo od omesso versamento delle imposte dovute in pendenza di giudizio richiamando le disposizioni contenute nell’ art. 13, D.Lgs. 18.12.1997, n. 471 . Nella fattispecie, ha statuito che qualora il contribuente in pendenza di giudizio versi tardivamente le somme dovute secondo le modalità della riscossione frazionata è soggetto all’ ulteriore sanzione pari al 30% delle maggiori imposte accertate . 

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