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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Credito Iva trimestrale

I contribuenti interessati per i quali sussistano specifici requisiti possono recuperare il credito Iva trimestrale (o infrannuale) per ciascuno dei primi tre trimestri dell’anno alternativamente presentando la richiesta di rimborso con il Mod. Iva TR del credito Iva trimestrale o utilizzando in compensazione orizzontale il credito trimestrale nel Mod. F24. Il Mod. Iva TR da utilizzare è quello approvato, con le relative istruzioni, con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 4.7.2017, che ha sostituito quello approvato con il Provvedimento 28.3.2017. Il D.L. 193/2016, conv. con modif. dalla L. 225/2016 («Collegato alla Legge di Bilancio 2017»), in vigore dal 3.12.2016, ha modificato l’art. 38-bis, D.P.R. 633/1972 elevando da € 15.000 a € 30.000 il valore dei rimborsi Iva subordinati a prestazione di apposita garanzia da parte del beneficiario. Altre modifiche riguardo alla compensazione di crediti per importi oltre € 5.000 annui sono state apportate dal D.L. 50/2017, conv. con modif. dalla L. 96/2017.

COMMENTI

Consolidato fiscale

Il D.M. 1.3.2018 ha soppresso il D.M. 9.6.2004, alla luce di quanto stabilito dall’art. 7-quater, co. 27 e 28, D.L. 22.10.2016, n. 193, conv. con modif. dalla L. 1.12.2016, n. 225, riguardante il regime Ires dell’imposizione di gruppo. Le principali novità riguardano i presupposti applicativi , l’esercizio dell’ opzione , le modalità di rinnovo e revoca , nonché gli obblighi delle controllate e gli adempimenti dichiarativi . È stata, inoltre, introdotta una disposizione di natura interpretativa, diretta a chiarire l’applicazione dell’art. 9, co. 4, lett. b), D.M. 28.11.2017, in materia di Patent Box ; in particolare, è stato equiparato il calcolo del cd. nexus ratio dei soggetti perfettamente integrati all’interno del Consolidato nazionale a quello dei soggetti non legati da rapporti partecipativi che svolgono attività di ricerca e sviluppo preordinata alla realizzazione ed all’utilizzo dei beni immateriali agevolabili .

Cessione d'azienda

Nelle cessione d’azienda la base imponibile , ai fini dell’imposta di registro, è costituita dal valore della stessa azienda al momento del trasferimento , ossia al verificarsi dell’effetto traslativo. Sotto il profilo normativo, tale regola generale trova riscontro nel contenuto di cui agli artt. 43 e 51, D.P.R. 131/1986 . Tuttavia, è concessa all’Amministrazione finanziaria la possibilità di rettificare il valore indicato nell’atto di trasferimento d’azienda, nelle ipotesi in cui ritenga che il valore in comune commercio della medesima sia superiore alla base imponibile assunta a riferimento ai fini della tassazione. Con lo Studio 99/2017 il Notariato è intervento analizzando l’ipotesi di cessione d’azienda con accollo di passività da parte del soggetto acquirente, al fine di valutare se e come esse possano incidere sull’applicazione della disciplina della determinazione della base imponibile agli effetti dell’ imposta di registro .

Convivente di fatto e imputazione degli utili d'impresa

La questione oggetto della R.M. 26.10.2017, n. 134/E riguarda la nuova disciplina della convivenza ed i diritti del convivente more uxorio , di cui all’art. 230-ter c.c. aggiunto dall’art. 1, co. 46, L. 20.5.2016, n. 76 (cd. Legge Cirinnà). In particolare l’oggetto dell’interpello ha riguardato la validità dell’ impresa familiare , come risultante dalla modifica apportata con scrittura privata autenticata , a seguito dell’inserimento della convivente del titolare dell’impresa e la conseguente « possibilità di conferire (…) in applicazione dell’istituto di cui all’art. 230-ter c.c., una parte di utili alla sig.ra… » (convivente) nell’esistente impresa familiare , con conseguente imputazione e tassazione degli utili secondo lo stesso regime, dettato dall’art. 5, co. 4, D.P.R. 917/1986, dei redditi delle imprese familiari .

Il conto cassa con saldo negativo legittima l'accertamento

Con Ordinanza 25289/2017, la Corte di Cassazione ha stabilito che il conto di cassa in rosso reiterato per qualche anno legittima , da solo, l' accertamento per ricavi in nero , in quanto la «cassa in rosso» è un elemento sintomatico delle gravi anomalie della contabilità . In effetti, poiché la chiusura «in rosso» di un conto di cassa significa, senza possibilità di dubbio, che le voci di spesa sono di entità superiore a quella dei ricavi registrati, non si può fare a meno di ravvisare, senza alcuna forzatura logica, l'esistenza di altri ricavi , non registrati , in misura almeno pari al disavanzo. In tal caso il Fisco è legittimato a procedere all’ accertamento analitico-induttivo , ancorché in presenza di una contabilità formalmente regolare . Spetta al contribuente fornire la prova contraria . La posizione della Cassazione risulta oramai consolidata in ordine alla conferma dell’equazione in base alla quale nel momento in cui la cassa presenti un valore negativo, tale evenienza vada necessariamente ricondotta a ricavi non contabilizzati .

Sanzioni all'amministratore di fatto

Con l’art. 7, D.L. 30.9.2003, n. 269, conv. con modif. dalla L. 24.11.2003, n. 326, è stato ribaltato il principio della diretta sanzionabilità dell’ autore della violazione , con riferimento alle società e agli enti con personalità giuridica; in luogo del manager viene quindi colpita la società , in quanto presumibile beneficiaria dall’illecito fiscale commesso. Secondo tale disposizione normativa, che si è ritenuta applicabile anche alla figura dell’ amministratore di fatto , « le sanzioni amministrative relative al rapporto fiscale proprio di società o enti con personalità giuridica sono esclusivamente a carico della persona giuridica ». In particolare, la Corte di Cassazione (Ordinanza n. 25284 del 25.10.2017) ha osservato che l' illegittimità delle sanzioni amministrative tributarie nei confronti dell'amministratore è assoluta , e non può quindi farsi richiamo al concorso di persone ex art. 9, D.Lgs. 18.12.1997, n. 472.

Reati fiscali

Il co. 3 dell’ art.13-bis, D.Lgs. 74/2000 , come riformulato dal D.Lgs. 158/2015, prevede una circostanza aggravante ad effetto speciale – aumento della pena fino alla metà – nei confronti di professionisti o intermediari bancari o finanziari che concorrono nei reati attraverso l’ elaborazione o la commercializzazione di modelli di evasione fiscale , così contemplando una punizione rafforzata in presenza di un contributo concorsuale « qualificato » determinante per la commissione del reato fiscale . 

Resto al Sud

È stata pubblicata nella  Gazzetta Ufficiale la Circolare attuativa della misura « Resto al Sud». Il Provvedimento, emanato dal Dipartimento per le Politiche di Coesione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, spiega le modalità di  funzionamento degli incentivi rivolti ai giovani fino a 35 anni  che vogliono avviare un'attività imprenditoriale nelle Regioni  Abruzzo , Basilicata , Calabria , Campania , Molise , Puglia , Sardegna e Sicilia . Le agevolazioni coprono il  100%  delle spese sostenute. L’invio delle domande è possibile dalle ore 12.00 del  15.1.2018 . La dotazione finanziaria complessiva è di €  1.250 milioni .

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