RUBRICHE

L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Acconto Tasi 2018

La Tassa sui Servizi indivisibili (TASI) è gestita dal Comune e, come è noto, viene utilizzata dal Comune per garantire la copertura dei cd. servizi indivisibili forniti dai Comuni all’intera collettività. Il 18 giugno 2018 (il 16 giugno cade di sabato) è il termine di scadenza per il pagamento dell’ acconto Tasi dovuto per l’anno 2018 . Il saldo deve essere versato entro il 17 dicembre 2018 (il 16 dicembre cade di domenica). È possibile pagare la Tasi anche in unica soluzione . La Provincia Autonoma di Bolzano, con la L.P. 23.4.2014, n. 3, ha istituito l’ Imi che dal 2014 sostituisce integralmente l’ Imu e la Tasi . La Provincia Autonoma di Trento, con la L.P. 30.12.2014, n. 14, ha istituito l’ Imis che dal 2015 sostituisce integralmente l ’Imu e la Tasi .

IVA

Split payment

L’Agenzia delle Entrate, con la C.M. 9.5.2018, n. 9/E interviene con le prime interpretazioni sulla versione 2018 dello split payment derivante dall’intervento di modifica operato dall’art. 3, D.L. 148/2017. Gli orientamenti ufficiali riguardano principalmente gli aspetti concernenti i nuovi soggetti rientranti nello speciale regime e l’approfondimento di alcune fattispecie di applicabilità dello split payment quali le società fiduciarie e i consulenti tecnici di ufficio . Rispetto alle sanzioni per compensare ritardi nell’adeguamento della disciplina, non manca l’ennesima sanatoria a tempo .

COMMENTI

Violazioni in tema di accise

In materia di accise , il soggetto obbligato d’imposta può incorrere in una serie di violazioni di carattere amministrativo nonché di natura penale . La normativa di riferimento è rappresentata, per le sanzioni penali ed amministrative, dal D.Lgs. 26.10.1995, n. 504 (cd. Testo unico accise), concernente le accise armonizzate e non, le cui disposizioni sanzionatorie sono differenziate in rapporto al tipo di prodotto interessato. Talvolta, occorre, tuttavia, prendere in considerazione anche le disposizioni di cui ai D.Lgs. nn. 472, 473 e, in particolare, 471 del 1997, relativamente alle sanzioni tributarie non penali. Taluni reati previsti dal D.Lgs. 504/1995, inoltre, sono stati recentemente oggetto di depenalizzazione , per cui gli stessi sono, ad oggi, soggetti soltanto alle sanzioni di natura amministrativa . In ordine alle accise, infine, è ora prevista la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso , anche nell’ipotesi in cui siano iniziati accessi, ispezioni e verifiche o altre attività da parte degli Uffici, sempre che non siano già stati notificati avvisi di pagamento o atti di accertamento.

Riforma del Terzo settore: regime transitorio

ll Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili e la Fondazione nazionale dei Commercialisti, nel documento del 18.4.2018 redatto congiuntamente e titolato « La riforma del Terzo settore: regime transitorio », forniscono i primi chiarimenti sulla decorrenza dei primi due provvedimenti attuativi che insieme alla Legge Delega hanno stravolto l’intero sistema del non profit . La riforma del Terzo settore è, infatti, partita con la L. 6.6.2016, n. 106 (cd. Legge Delega del 2016), cui sono poi seguiti i due citati Decreti attuativi, ovvero il D.Lgs. 3.7.2017, n. 112 (di riforma della disciplina dell’impresa sociale) ed il D.Lgs. 3.7.2017, n. 117 (che, come è noto, contiene il Codice del Terzo settore: Cts). Considerata la diversa efficacia temporale , infatti il primo provvedimento (quello sulle imprese sociali) è entrato in vigore il 20.7.2017 mentre il secondo (quello sul Cts) decorre dal 3.8.2017 , che ha causato delle incertezze operative, il gruppo di studio dei Commercialisti ha ritenuto utile fornire i propri chiarimenti sulla querelle . Il documento viene suddiviso in due sezioni: nella prima parte vengono illustrati gli aspetti civilistici , nella seconda quelli fiscali .

Pagamenti della pubblica Amministrazione

A seguito della Legge di Bilancio 2018 la soglia dei pagamenti rilevante per la verifica della regolarità prevista dall’art. 48-bis, D.P.R. 602/1973, è stata abbassata da € 10.000 a € 5.000 , nella prospettiva di migliorare la capacità di riscossione delle Amministrazioni pubbliche . Si tratta, in particolare, della disposizione che ha introdotto l’ obbligo di verificare « anche in via telematica, se il beneficiario è inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo », prevedendo la sospensione del pagamento e la conseguente segnalazione della circostanza all' agente della riscossione competente per territorio. In proposito, è stata predisposta ed emanata, da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, la Circolare 21.3.2018, n. 13 con l’obiettivo di fornire utili indicazioni operative , alla luce di un decennio di applicazione ed in funzione delle nuove casistiche e fattispecie emerse. Di particolare interesse si presentano le indicazioni riguardanti il perimetro soggettivo di applicazione, la corretta individuazione della soglia ed i possibili frazionamenti elusivi .

IVA

Prestazioni connesse con la pratica dello sport

A livello comunitario, il trattamento di esenzione Iva per le prestazioni di servizi strettamente connesse con l'esercizio dello sport rese da organismi senza fini di lucro (art. 132, par. 1, lett. m), Direttiva 2006/112/Ce) si applica a condizione che le attività svolte siano caratterizzate da una componente fisica non irrilevante ; ciò è stato affermato dalla Corte di Giustizia Ue nella Sentenza 26.10.2017, causa C-90/16. La nozione di sport , in ambito Iva, deve infatti intendersi come riferita al significato usuale del termine (tale da non includere attività come, ad esempio, il gioco del bridge che pertanto non beneficiano del regime di esenzione). Si rammenta anche che nel diritto interno italiano le attività di tipo sportivo dilettantistico non danno luogo a operazioni rilevanti ai fini dell’imposta alle condizioni stabilite dall’ art. 4, co. 4, D.P.R. 633/1972.

Riscossione coattiva

È preclusa all’Agenzia delle Entrate-Riscossione la possibilità di rateizzare il debito in favore del contribuente-istante senza la preventiva autorizzazione dell’ ente creditore . E’ quanto ha disposto la Corte di Cassazione nella Sentenza 11.1.2018, n. 440 in concomitanza della quale gli Ermellini hanno ritenuto imprescindibile l’applicazione della previsione normativa di cui all’art. 26, D.Lgs. 46/1999 in vigore dall’1.3.2008. In altre parole, il parere favorevole dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione ad una richiesta di dilazione di pagamento presentata dal contribuente è strettamente subordinato all’ assenso dell’ ente creditore a cui è riconducibile il credito tributario (o patrimoniale) per cui si procede in sede di riscossione coattiva .

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