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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Rimborso delle accise

Allorché risulti indebitamente corrisposta l’ imposta nonché nell’ipotesi di recupero della differenza tra l’imposta originariamente pagata e quella agevolata, l’ accisa può essere oggetto di rimborso , qualora, naturalmente, venga accertato il diritto , da parte del soggetto interessato, alla restituzione delle somme domandate. Il rimborso deve essere richiesto, in denaro o mediante accredito , entro due anni dalla data del pagamento ovvero, per le agevolazioni accordate mediante restituzione o altra modalità, dalla data in cui il relativo diritto può essere esercitato. Una volta pervenuta la domanda , l’Ufficio delle Dogane verifica la regolarità formale della medesima nonché della documentazione allegata e la congruità del rimborso richiesto. Non viene, tuttavia, corrisposto il rimborso per somme inferiori o pari a € 30 , salvo che il credito derivi da una ripetuta violazione degli obblighi di versamento relativi ad un medesimo tributo. Particolari adempimenti , infine, sono previsti, in caso di prodotti assoggettati ad accisa immessi in consumo trasferiti in un altro Stato membro o esportati.

COMMENTI

Iper ammortamento

Il Ministero dello Sviluppo economico, con la Circolare 23.5.2018, n. 177355 , ha fornito alcune precisazioni in merito all’applicazione del beneficio riguardante gli investimenti in beni strumentali per la trasformazione tecnologica e digitale . In particolare, si è soffermato su specifici cespiti agevolabili , come le macchine mobili, gli impianti tecnici di servizio a quelli produttivi, i distributori automatici di prodotti finiti o per la somministrazione di alimenti e bevande. Sono state, inoltre, formulate delle osservazioni in ordine al requisito dell’ interconnessione , con peculiare riguardo all’integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica: è stato osservato che gli esempi formulati dalla C.M. 30.3.2017, n. 4/E non sono gli unici mediante i quali può ritenersi soddisfatta tale condizione. I chiarimenti forniti rilevano anche per gli investimenti effettuati durante l’ anno 2017 .

Società tra avvocati

Con la R.M. 35/E/2018 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i compensi percepiti dalle società tra avvocati , costituite ai sensi dell’art. 4-bis, L. 247/2012 (StA), configurano un reddito di impresa ; l’arresto è significativo perché chiarisce la natura del reddito prodotto dalle StA anche alla luce delle precedenti interpretazioni ministeriali e perché individua nel modello societario prescelto, nell’ambito delle tradizionali tipologie codicistiche, il riferimento assorbente per determinare la relativa disciplina fiscale.

Modello di convenzione Ocse 2017

L’Ocse ha diramato il 18.12.2017 il nuovo Modello di convenzione contro le doppie imposizioni corredato dal relativo commentario . Numerose sono le modifiche intervenute rispetto alla precedente versione del 2014. L’art. 1 contiene una norma antiabuso sugli strumenti ibridi . L’art. 3 aggiunge tra i soggetti cui trova applicazione la disciplina convenzionale anche i fondi pensioni . E’ stato modificato anche l’art. 4, par. 3, relativo alla residenza delle società superando l’unico criterio della sede dell’ amministrazione . A questo sono stati affiancati anche altri criteri alternativi. Modifiche sono intervenute anche nell’art. 5 relativo alla stabile organizzazione sia in tema di attività ausiliarie che di agente dipendente questo al fine di prevenire comportamenti abusivi da parte del contribuente. Infine, segnaliamo l’introduzione all’art. 29 di una clausola antiabuso sullo stile delle clausole limitation on benefits tipiche delle convenzioni stipulate con gli Stati Uniti.

Rinuncia del professionista ai compensi

La diffusa e sistematica rinuncia ai compensi per le prestazioni professionali , anche non di modico valore , resa sia dinanzi ai Giudici di Pace che al Tribunale, civile ed amministrativo, connota di gravità , precisione e concordanza le presunzioni di maggiori redditi accertati induttivamente dall’Amministrazione finanziaria, ex art. 39, co. 2, D.P.R. 600/1973, trattandosi di comportamento che, tenuto conto del modesto numero delle fatture emesse e dell’esiguità del reddito dichiarato, confligge con le elementari regole di ragionevolezza , non superabile dalle dichiarazioni rese da alcuni clienti , in quanto prive di intrinseca credibilità . Pertanto, è stato ritenuto legittimo l’ accertamento induttivo dell’ente impositore sulla base di semplici indizi consistiti nella rinuncia da parte del contribuente avvocato a compensi per prestazioni professionali. E’ quanto affermato dalla Corte di Cassazione con l’Ordinanza 6215/2018.

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