RUBRICHE

L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Modello 730/2018 a credito

Con il Provvedimento 25.6.2018, n. 127084 , l'Agenzia delle Entrate ha approvato i criteri per individuare gli elementi di incoerenza da utilizzare per effettuare i controlli preventivi dei Modelli 730/2018 che comportano un rimborso in capo al contribuente. In particolare, confermando i criteri già individuati in precedenza con il Provvedimento 9.6.2017, n. 108815, l’Agenzia delle Entrate ha da ultimo reso noto che saranno considerati elementi di incoerenza dei Modelli 730/2018 con esito a rimborso l’eventuale scostamento per importi significativi dei dati risultanti nei modelli di versamento , nelle Certificazioni Uniche e nelle dichiarazioni dell' anno precedente , nonché l’eventuale presenza di altri elementi di significativa incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterni o a quelli esposti nelle Certificazioni Uniche. Infine, anche la presenza di situazioni di rischio individuate in base alle irregolarità verificatesi negli anni precedenti sarà considerata come elemento di incoerenza dei Modelli 730/2018 con esito a rimborso .

COMMENTI

Studi di settore e parametri 2018

L’Agenzia delle Entrate ha emanato un corposo documento (C.M. 6.7.2018, n. 14/E) con il quale illustra le regole relative all’applicazione degli studi di settore e dei parametri per il periodo di imposta 2017 ; per tale periodo d'imposta va preliminarmente osservato che tutti i 193 studi di settore in vigore per il periodo d'imposta 2016 sono stati aggiornati , per consentirne una corretta applicazione anche al periodo d'imposta 2017 a seguito delle novità disposte dal Legislatore. I temi affrontati dalla Circolare riguardano, tra l’altro, anche gli interventi correttivi da applicare nei confronti delle imprese minori in contabilità semplificata , il regime premiale e le comunicazioni di anomalia. Da accogliere con favore è il passaggio contenuto nel documento delle Entrate che di fatto prende atto che per gli autotrasportatori in regime di cassa virtuale (art. 18, co. 5, D.P.R. 600/1973) lo slittamento delle registrazioni ai fini Iva può generare risultati anomali .

IVA

Cessioni intra-Ue

Con l’Ordinanza 19.4.2018, n. 9717, la Corte di Cassazione torna ad affrontare un tema delicato: la prova del trasporto dei beni all’estero nell’ambito di una cessione intracomunitaria . Nel caso di specie, il Collegio ha cassato la sentenza di secondo grado e si è pronunciato negando l’applicazione del regime di non imponibilità , poiché le cessioni erano sprovviste dei documenti di consegna CMR, pur essendo presenti i bonifici di pagamento e le dichiarazioni sottoscritte dai clienti di conferma della ricezione dei beni. La posizione sembra porsi in contrasto con l’orientamento più pragmatico accolto dall’Amministrazione finanziaria, come sintetizzato nel più recente intervento di prassi, la R.M. 24.7.2014, n. 71/E.

Fiscalità delle imprese Oic adopter

Ai temi già trattati dai Commercialisti nazionali nei due precedenti documenti di ricerca (si vedano La Settimana Fiscale n ° 37/2017 e La Settimana Fiscale n ° 48/2017) si aggiunge adesso la versione III del documento sulla fiscalità delle imprese Oic adopter , realizzato dagli esperti del Consiglio nazionale dei commercialisti (Cndcec) congiuntamente ai ricercatori della Fondazione nazionale dei commercialisti (Fnc), e messa a punto il 24.4.2018. I due precedenti lavori subiscono delle modifiche e delle aggiunte che adesso completano la dissertazione sugli adempimenti del bilancio d’esercizio e, quindi, sui nuovi obblighi civilistici legati ai Principi contabili nazionali rimodulati dall’Oic, con ripercussioni in materia fiscale. Tutto è partito dal D.Lgs. 18.8.2015, n. 139 (di modifica alle norme civilistiche), per proseguire con la L. 27.2.2017, n. 19 (di coordinamento della disciplina Ires e Irap con le nuove disposizioni civilistiche), per arrivare poi al D.M. 3.8.2017 (di attuazione della disciplina relativa alle ricadute fiscali delle nuove norme in materia di bilancio e dei nuovi principi Oic).

IVA

Consulenze su investimenti finanziari

Con la R.M. n. 38/E del 15.5.2018 , l’Agenzia delle Entrate, in linea con giurisprudenza e prassi comunitaria, conferma ulteriormente il precedente orientamento contenuto nella R.M. 343/E/2008 in merito al trattamento Iva dei servizi di consulenza in materia di investimenti finanziari . In risposta all’interpello n. 954-914/2017, l’Agenzia esamina il caso particolare in cui la consulenza non è prestata nell’ambito di un’attività di negoziazione . In particolare, secondo l’Amministrazione finanziaria, a tale tipologia di servizi torna applicabile il regime di imponibilità Iva .

Vademecum Irap 2018

Preliminarmente appare importante puntualizzare che la giurisprudenza, in particolare la Corte di Cassazione ha fatto enormi passi in avanti in riferimento alla nota querelle Irap professionisti/imprenditori individuali . Oramai sono «terminati» gli apodittici automatismi secondo i quali: l’imprenditore individuale deve l’Irap; l’attività di sindaco per un commercialista deve l’Irap; le marginali collaborazioni devono l’Irap. Secondo la Suprema Corte di Cassazione bisognerà, invece, investigare caso per caso secondo i principi indicati nelle sentenze/ordinanze di seguito specificate.

Accertamento con adesione

La norma contenuta nel co. 2 dell'art. 6, D.Lgs. 218/1997, ai fini reddituali ed Iva (ai fini delle imposte indirette diverse dall’Iva la norma è l’art. 12, co. 1, D.Lgs. 218/1997) consente al contribuente - in assenza di analoga iniziativa dell’Ufficio e successivamente alla notifica di avviso di accertamento o rettifica non preceduto da invito a comparire - di proporre autonomamente istanza di accertamento con adesione , chiedendo l’instaurazione del contraddittorio in ordine alle violazioni contestate con l’ atto notificato . L’istanza, redatta in carta libera, deve contenere il riferimento all’ atto avverso il quale è proposta e l’indicazione del recapito, anche telefonico del contribuente, e può essere indifferentemente consegnata o spedita all’Ufficio che ha emesso l’ atto impositivo .

Fondo patrimoniale

In tema di riscossione coattiva delle imposte , l’ iscrizione ipotecaria di cui all’ art. 77, D.P.R. 29.9.1973, n. 602 1 è ammissibile anche sui beni facenti parte di un fondo patrimoniale alle condizioni indicate dall’art. 170 c.c. nel caso in cui l’obbligazione tributaria sorta è comunque riconducibile all’esigenza di soddisfare i bisogni della famiglia o comunque, se il titolare del credito non ne conosceva l’estraneità a tali necessità. È quanto ha disposto la Corte di Cassazione con l’ Ordinanza 11.4.2018, n. 8881 in cui è fatta salva la possibilità da parte dell’Agente della riscossione di intaccare anche fondi patrimoniali costituiti ex ante rispetto all’insorgere del debito per cui si procede. Si tratta di un principio giurisprudenziale già palesato in altre pronunce 2 .

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