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DIGITALIZZAZIONE DELLA PROFESSIONE

Digitalizzazione: un processo al servizio della professione

La fatturazione elettronica e il connesso processo di digitalizzazione sono destinati a rivoluzionare il modo di lavorare dei professionisti. Alcune attività non verranno più svolte, altre continueranno ad essere espletate ma in modo totalmente diverso, altre ancora saranno completamente nuove. In ogni caso vanno acquisite nuove competenze e abilità , padroneggiati gli strumenti tecnologici , ma soprattutto va rivista la composizione dei servizi prestati.

L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

IVA

Gruppo Iva: nuovo Modello Agi/1

Con il Provv. Agenzia Entrate 19.9.2018, prot. 215450/2018 è stato approvato il nuovo Modello Agi/1 (Anagrafico gruppi Iva), con le relative istruzioni, che deve essere utilizzato per l’esercizio dell’ opzione ai fini della costituzione del Gruppo Iva . L’art. 1, co. 24, L. 232/2016 (Legge di Bilancio 2017), inserendo nel D.P.R. 633/1972 il nuovo Titolo V-bis, composto dagli artt. da 70-bis a 70-duodecies, ha previsto la possibilità per i soggetti passivi Iva stabiliti in Italia , esercenti attività d’impresa, arte o professione, per i quali ricorrono congiuntamente vincoli di ordine finanziario, economico e organizzativo, di esercitare l’opzione per divenire un unico soggetto passivo denominato appunto « Gruppo Iva ». Il successivo D.M. 6.4.2018 ha stabilito le disposizioni di attuazione della disciplina in tema di Gruppo Iva. Come accennato, il citato Provvedimento, emanato ai sensi dell’art. 70-duodecies, co. 5, D.P.R. 633/1972, approva il nuovo Modello Agi/1 , dichiarazione per la costituzione del Gruppo Iva, da utilizzare per presentare le dichiarazioni previste dal citato Titolo V-bis, con le relative istruzioni .

Oic 11 nuova versione

Con la nuova versione del Principio contabile nazionale Oic 11 si afferma in modo più ampio ed argomentato il principio di prevalenza della sostanza sulla forma , codificato nell’art. 2423-bis, co. 1, n. 1-bis), c.c., come inserito dall'art. 6, co. 3, lett. a) e b), D.Lgs. 18.8.2015, n. 139. Questo postulato ha riflessi anche in capo fiscale, in forza del principio di derivazione rafforzata , che prevede il riconoscimento dei criteri di qualificazione , imputazione temporale e classificazione in bilancio contenuti nei Principi contabili (art. 83, D.P.R. 917/1986, come inserito dall’art. 13-bis, L. 24.12.2007, n. 244).

COMMENTI

IVA

Prestazioni con «beni significativi»

La Circolare Assonime 24.7.2018, n. 18 passa in rassegna i molteplici chiarimenti forniti dalla C.M. 12.7.2018, n. 15/E, emanata a commento delle modifiche operate dalla Legge di Bilancio 2018 alla disciplina degli interventi (su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata) in cui sono compresi i cd. beni significativi . Al ricorrere di talune condizioni si applica l’ aliquota Iva del 10% . In relazione agli obblighi documentali è previsto che la fattura emessa evidenzi il valore attribuibile ai beni significativi , la cui dimostrazione – ricorda Assonime – ricade sul contribuente.

Codice del Terzo settore

Dopo la pubblicazione del Decreto correttivo in materia di impresa sociale , la riforma del Terzo settore si arricchisce di un ulteriore elemento. Nella Gazzetta Ufficiale 10.9.2018, n. 210 è stato pubblicato il D.Lgs. 3.8.2018, n. 105 recanti disposizioni integrative e correttive al D.Lgs. 3.7.2017, n. 117 ( Codice del Terzo settore ). Le principali novità riguardano il bilancio , la revisione legale dei conti , la personalità giuridica degli enti , alcuni aspetti fiscali degli Ets, la proroga al 3.8.2019 per adeguare gli statuti alla nuova legislazione , ecc. In generale, questi interventi sono stati accolti con favore dagli operatori del settore, che hanno apprezzato le modifiche e i chiarimenti apportati, anche se invocano ulteriori richieste di modifica . Complessivamente mancano ancora altri interventi per rendere operativa la riforma del Terzo settore , uno su tutti l’implementazione del Registro unico nazionale del Terzo settore , e non mancheranno le occasioni per intervenire nuovamente su una materia in fase di continua evoluzione, magari già nella Legge di Bilancio 2019.

Nuova disciplina dell'impresa sociale

Il termine per l’ adeguamento dello statuto dell’ impresa sociale , inizialmente fissato al 20.7.2018, è passato al 20.1.2019 . Lo precisa il Consiglio nazionale del Notariato all’interno del documento di studio n. 91-2018/I pubblicato il 5.9.2018, incentrato sulla nuova disciplina dell’ impresa sociale , cui vi appartiene di diritto la cooperativa sociale . Sarà, invece, necessario l’intervento del notaio per il controllo sulla legittimità delle modifiche statutarie per le imprese sociali che dovranno conformare le proprie regole organizzative alle nuove disposizioni inderogabili ovvero ad adottare clausole volte a derogare a nuove disposizioni di carattere suppletivo , pur essendo previste delle maggioranze « semplificate » volte ad agevolare gli adeguamenti (necessari o facoltativi). Viene, inoltre, segnalata la norma transitoria che richiede, affinché il sistema divenga efficace ed operativo, l’istituzione del Consiglio nazionale del Terzo settore.

Trust e imposta di donazione

La disposizione di beni in trust sconta l’ imposta di donazione, tuttavia la norma non chiarisce se il prelievo debba avvenire nella fase iniziale del passaggio dal disponente al trustee o in quello finale dal trustee al beneficiario . La Corte di Cassazione è intervenuta a più riprese sul tema. Dopo una prima fase in cui la stessa riteneva che dovessero essere assoggettati a tassazione i beni nel momento in cui venivano segregati in trust , ha seguito un approccio diverso conforme ai dettami della migliore dottrina secondo cui il prelievo deve avvenire nella fase finale in quanto è solo in tale momento che si configura l’ effetto arricchitorio che costituisce il presupposto del tributo. Tra maggio e giugno sono uscite quattro sentenze che, pur con qualche sbavatura, confermano questo orientamento.

IVA

Vendita di oggetti contenenti metalli o pietre preziose

Il regime Iva del margine , previsto dalla normativa comunitaria, non si applica ai beni usati contenenti metalli preziosi o pietre preziose qualora se stessi beni non posseggono una funzionalità diversa da quella delle materie che li compongono, ovvero se, pur avendo svolto tale funzionalità , non sono più idonei a soddisfarla. Tale conclusione è raggiunta dalla Corte di Giustizia Ue (Sentenza 11.7.2018 - causa C-154/17) sulla base dell’interpretazione dell'art. 311, paragrafo 1, Direttiva 2006/112/Ce. In relazione alle cessioni di tali beni, non sussistendo il rischio di doppia imposizione che giustifica l'applicazione del regime speciale , il regime del margine non trova applicazione.

«Caffettometro»

Può sembrare curiosa l’idea di determinare (o meglio, rideterminare) gli incassi di un bar avvalendosi di uno strumento di lettura particolare, ossia il « caffettometro », ovvero della stima fatta sulla quantità di caffè necessaria per produrre una tazzina . Questa modalità, che potrebbe sembrare curiosa e priva di fondamento è, invece, una considerazione importante che interviene in maniera diretta su questioni relative al rapporto con il Fisco. È stata, infatti, la Corte di Cassazione (Ordinanza 21130/2018) a decretare come l’Amministrazione finanziaria possa di fatto avvalersi del sopra menzionato «caffettometro» per rideterminare in maniera più precisa e completa gli incassi realizzati di un bar , calcolando in 8 grammi la polvere di caffè necessaria per dar vita a una tazzina di caffè . Secondo la Corte gli elementi forniti dall’Ufficio rappresentano presunzioni gravi , precise e concordanti in ragione dei quali il ricorso in cassazione da parte della contribuente è stato rigettato, anche perché la stessa non aveva prodotto alcuna prova contraria circa la quantità di polvere di caffè reputata necessaria per preparare una tazzina.

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