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DIGITALIZZAZIONE DELLA PROFESSIONE

Fatture e corrispettivi elettronici

È stato pubblicato nella G.U. il cd. Decreto sulla pace fiscale , di cui al D.L. 23.10.2018, n. 119 contenente «Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria», che al Capo II e III, interviene anche in ambito di fatturazione elettronica , memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi . Di seguito una sintesi delle principali disposizioni.

L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

IVA

Invio telematico dei corrispettivi

Ai soggetti che espletano l’attività di commercio al minuto e attività assimilate di cui all’art. 22, D.P.R. 633/1972, è attribuita la facoltà di optare per la memorizzazione elettronica e la successiva trasmissione telematica dei  corrispettivi giornalieri , a fronte di alcune agevolazioni e semplificazioni (art. 2, D.Lgs. 5.8.2015, n. 127). Con il Provvedimento 28.10.2016, l’Agenzia delle Entrate ha definito le regole e le soluzioni tecniche , nonché i termini per l’ invio dei dati dei corrispettivi da parte dei soggetti passivi Iva che esercitano l’ opzione . La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi implica l’esonero dalla certificazione fiscale dei corrispettivi e l’ esenzione dalla registrazione dell’ ammontare complessivo dei corrispettivi e delle relative imposte . I soggetti intenzionati ad avvalersi della trasmissione telematica dei corrispettivi a partire dall’ 1.1.2019 sono tenuti a esprimere l’ opzione entro il 31.12.2018 . Da ultimo, l'art. 17, D.L. 23.10.2018, n. 119, che ha parzialmente modificato l'art. 2, D.Lgs. 127/2015 dispone che dall'1.1.2020 ( dall'1.7.2019 , qualora il volume d'affari superi la soglia di € 400.000), i soggetti che svolgono le attività di cui all'art. 22, D.P.R. 633/1972, devono memorizzare elettronicamente e inviare telematicamente i corrispettivi conseguiti giornalmente.

COMMENTI

Accertamento delle perdite fiscali

I termini che l’Agenzia delle Entrate ha per effettuare l’ accertamento delle perdite , per eventualmente ridurle, decorrono dal periodo di imposta di realizzo delle perdite stesse o dal periodo in cui tale perdita è utilizzata? Questa è la problematica qui analizzata. Mentre l’Agenzia delle Entrate è per un differimento sine die dei termini , ritenendo che questi decorrano dall’anno di utilizzo, dottrina e giurisprudenza sono per una tesi contraria : i termini per un eventuale accertamento decorrono dall’ anno delle dichiarazioni di tali perdite . Si pensi tra l’altro che, ove fosse sostenibile la tesi dell’Amministrazione finanziaria, le perdite potrebbero essere accertate anche dopo decenni dalla loro dichiarazione. Una assurdità, del tutto inapplicabile.

Progetti di spesa Ue

Come noto, più della metà delle provvidenze dell’Unione europea viene erogata attraverso cinque Fondi strutturali e d’investimento europei ( Fondi Sie ) che sono gestiti congiuntamente dalla Commissione europea e dai Paesi dell’Ue. Con il D.P.R. 5.2.2018, n. 22 , pubblicato in G.U . 26.3.2018, n. 71 è stato approvato il « Regolamento recante i criteri sull'ammissibilità delle spese per i programmi cofinanziati dai Fondi strutturali di investimento europei (Sie) per il periodo di programmazione 2014-2020 ». Il provvedimento, che introduce nuove norme ed adegua quelle già preesistenti, rende in sostanza esecutivo il Regolamento Ue 17.12.2013, n. 1303 recante la programmazione e l’uso dei Fondi strutturali e di investimento europei. In termini generali sono fissati i principi comuni , le norme e gli standard per l'attuazione dei cinque fondi strutturali e d'investimento europei (Fondi Sie) unitamente alla disciplina sui fondi medesimi e del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca per il periodo 2014-2020.

Operazioni oggettivamente inesistenti

La Corte di Cassazione, con la Sentenza 12.7.2018, n. 18390 è nuovamente intervenuta nella questione inerente alla ripartizione dell’ onere della prova , tra Amministrazione finanziaria e contribuente, nel caso in cui venga contestata l’esecuzione di operazioni oggettivamente inesistenti . Secondo i giudici della Suprema Corte per il contribuente non è sufficiente l’esibizione dell’ordinaria documentazione contabile – fatture, registri contabili e mezzi di pagamento utilizzati – per giustificare l’effettiva esecuzione di un’operazione. Oltre all’assolvimento dell’onere probatorio, la Corte di Cassazione ritorna sulla tematica della formazione del reddito imponibile per i ricavi derivanti da fatture false. A parere dei giudici, tali componenti non concorrono alla formazione del reddito dichiarato se direttamente afferenti a spese o altri componenti negativi parimenti fittizi.

Base informativa e valutazione aziendale

La Sentenza della Corte di Cassazione 17.7.2018, n. 18940 nel prevedere che in caso di cessione di una azienda affittata il valore di avviamento , determinato per quantificare la base imponibile dell’ imposta di registro , deve essere quantificato sulla base di ciò che effettivamente è ceduto (e non dell’azienda affittata), torna su un principio semplice ma spesso trascurato dal Fisco: ciò che si valuta è una specifica realtà aziendale ed è su quella realtà che vanno tarate base informativa di supporto e procedimento valutativo . Il presente lavoro si sofferma sulla base informativa a supporto delle valutazioni , presupposto indispensabile per una stima che faccia concretamente riferimento alla realtà aziendale oggetto di valutazione .

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