L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Esecuzioni mobiliari su beni strumentali

Non di rado, i Concessionari di riscossione, in virtù di carichi iscritti a ruolo non onorati, attivano procedure esecutive mobiliari su beni strumentali indispensabili all’attività intestati a società senza preventiva ricerca e rivalsa su altri beni aziendali . A tal proposito s i ha notizia altresì che alcuni Tribunali non adottino i doverosi provvedimenti di sospensione , inaudita altera parte , dei pignoramenti in atto nel presupposto che la parziale impignorabilità degli strumenti necessari all’esercizio dell’ attività d’ impresa non si applichi ai debitori costituiti in forma societaria.  Ciò avviene in palese contrasto con le regole dettate dal co. 1 dell’art. 62, D.P.R. 29.9.1973, n. 600 . In sede di opposizione all’atto giudiziario spetterà comunque al contribuente fornire elementi probatori in grado di dimostrare l’insostituibilità del bene ed il funzionale utilizzo all’esercizio dell’ attività ed alla produzione dei relativi proventi .

RUBRICHE

DIGITALIZZAZIONE DELLA PROFESSIONE

Fattura elettronica e subappalti: ambito di applicazione

Con la Circolare 28.11.2018, n. 24, l’Assonime ha richiamato la disciplina in tema di fatturazione elettronica nell'ambito dei subappalti pubblici . Come è noto, per le prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese che operano nel quadro di un contratto di appalto con la pubblica Amministrazione, l' obbligo di emissione della fattura elettronica è entrato in vigore lo scorso 1.7.2018 . L’Assonime nel suo documento approfondisce in particolare l' ambito soggettivo di applicazione dell'obbligo precisando che, per individuare le pubbliche Amministrazioni committenti, è possibile fare riferimento tra l’altro agli enti individuati dalla C.M. 9.3.2015, n. 1 del Dipartimento delle Finanze. Sul punto viene anche precisato che sono esclusi dall' obbligo , almeno fino al 31.12.2018, sia i soggetti che non operano direttamente con il titolare del contratto di appalto stipulato con la P.A., sia i soggetti che cedono beni o prestano servizi all' appaltatore senza un diretto coinvolgimento nell' appalto principale , non conoscendo, dunque, l'utilizzo che verrà fatto dei beni o servizi forniti.

COMMENTI

Welfare aziendale

Molteplici sono i chiarimenti forniti dalla C.M. 29.3.2018, n. 5/E (che segue i primi chiarimenti forniti con la C.M. 15.6.2016, n. 28/E), diffusa dall’Agenzia delle Entrate, d’intesa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in merito alla disciplina fiscale dei premi di risultato (espressione da noi usata per includere anche le somme derivanti dalla partecipazione agli utili dell’impresa) e del welfare aziendale . Confindustria, con la Circolare 18.7.2018 ha commentato i chiarimenti resi con il citato documento di prassi, esaminando l’ambito oggettivo e soggettivo di applicazione, nonché i benefit opzionabili in caso di conversione dei premi in welfare . L'Assonime, nella Circolare 10.10.2018, n. 22 analizza, invece, le questioni interpretative ed applicative ancora aperte.

Redditi da partecipazioni qualificate

Con il presente intervento intendiamo illustrare documento congiunto curato dal Consiglio nazionale dei Commercialisti (Cndcec) e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti (Fnc) del 14.9.2018 titolato « La riforma della tassazione dei redditi derivanti dalle partecipazioni qualificate ». Il documento contiene in primo luogo il raffronto tra la vecchia e la nuova disciplina sulla tassazione dei redditi derivanti dalle partecipazioni qualificate , evidenzia tra le novità gli aspetti critici che derivano in taluni casi dalle modifiche arrecate al testo normativo con la L. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018), per poi proporre le possibili soluzioni alle nuove problematiche introdotte dal Legislatore volto a riformare il sistema fiscale dei dividendi e dei capital gain .

Quote di ammortamento

I commi 130 e 131, dell’art. 1, L. 208/2015, hanno sostanzialmente modificato i termini per l’ accertamento , intervenendo sull’ art. 57, D.P.R. 633/1972 e sull’ art. 43, D.P.R. 600/1973 . Per effetto delle modifiche apportate, sia ai fini reddituali che Iva, gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31.12 del 5° anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione l'avviso può essere notificato entro il 31.12 del 7° anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata. Nel caso di beni ammortizzabili e, più in generale, di costi che danno luogo a diritto a deduzione frazionata in più anni , occorre verificare come «giocano» detti termini di decadenza.

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