RUBRICHE

L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

IVA

Dichiarazioni di intento

Il D.L. 30.4.2019 n. 34 , conv. con modif. dalla L. 28.6.2019 n. 58 (cd. decreto «crescita») ha introdotto alcune semplificazioni in materia di dichiarazioni di intento ma ha altresì inasprito il regime sanzionatorio . Il cliente non sarà più tenuto a consegnare al proprio fornitore la dichiarazione di intento e la ricevuta di presentazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate. Verrà, inoltre, meno l’obbligo, sia per gli esportatori abituali che per i rispettivi fornitori, di numerare progressivamente le dichiarazioni di intento e di annotarle in appositi registri e conservarle ai sensi dell’art. 39 del D.P.R. 26.10.1972, n. 633. I fornitori non saranno più tenuti ad esporre i dati delle lettere di intento ricevute nella dichiarazione Iva annuale ( Quadro VI ). Infine, la dichiarazione potrà riguardare anche più operazioni senza che le stesse debbano avvenire necessariamente tra le stesse parti. La Nota Agenzia Dogane 12.7.2019, prot. n. 69283/RU fornisce una sintesi delle nuove previsioni.

COMMENTI

Regime fiscale dei fondi di investimento europei

Il Decreto «crescita» (D.L. 34/2019, conv. con modif. dalla L. 58/2019) introduce un regime fiscale speciale per gli investimenti in fondi di investimento europei a lungo termine (ELTIF - European Long Term Investments Fund), subordinatamente al rispetto di alcune specifiche condizioni. Gli European Long Term Investments Fund sono fondi chiusi che prevedono, cioè, il rimborso del capitale a scadenze definite, introdotti dal Regolamento europeo 2015/760 , per incentivare l'investimento a lungo termine in progetti infrastrutturali, in società non quotate e in piccole e medie imprese (PMI) che hanno bisogno di stabili fonti di finanziamento. Si tratta di strumenti di investimento difficilmente vendibili sul mercato prima della scadenza, che sono caratterizzati quindi da un basso livello di liquidità , ma che possono offrire un flusso di proventi e una rivalutazione a scadenza del capitale investito. L'orizzonte temporale del rimborso è a medio lungo termine , coerentemente con la tipologia delle attività che si intende finanziare.

Incentivi per la crescita del Mezzogiorno

Ricompare in versione ampiamente rinnovata il cd. bonus aggregazioni a seguito dell’approvazione dell’ a rt. 44-bis, D.L. 30.4.2019, n. 34 , conv. con modif. dalla L. 28.6.2019, n. 58 , in vigore dal 29.6.2019, che mira a favorire lo sviluppo dimensionale delle imprese dell’Italia meridionale ed insulare. Destinatarie del beneficio sono le aggregazioni di imprese aventi sede legale alla data dell’ 1.1.2019 nel Mezzogiorno di Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), a condizione che in capo alle medesime non sia stato accertato lo stato di dissesto ovvero il rischio di dissesto o ancora lo stato di insolvenza. Sono ammesse all’agevolazione le operazioni di natura straordinaria quali la fusione, la scissione o il conferimento di azienda o di rami di azienda concernenti più società, che siano adottate dall’assemblea dei soci entro 18 mesi dall’entrata in vigore della legge e, quindi, entro la data ultima del 31.12.2020. La misura non è immediatamente operativa in quanto è richiesta la comunicazione ovvero l’autorizzazione da parte della Commissione europea.

IMU

Imu e Tasi per gli enti non commerciali

Rebus dei nuovi termini dichiarativi per la dichiarazione Imu – Tasi degli enti non commerciali dopo la conversione del Decreto «crescita» 2019. Lo spostamento del termine per la presentazione della dichiarazione relativa al 2018 al 31.12.2019 non parrebbe contemplare le speciali dichiarazioni degli Enc. In attesa di un chiarimento resta da valutare la disciplina delle esenzioni Ici degli immobili posseduti e a vario titolo utilizzati dagli Enc che i giudici della Corte di Cassazione con la recente ordinanza n. 10124 del 2019 hanno ritenuto estensibili anche all’Imu senza tenere conto della positiva valutazione sulla normativa di attuazione Imu da parte della Commissione europea .

Scioglimento di società di persone

Con lo Studio n. 203-2018/I , reso disponibile dal mese di aprile 2019, rubricato « Società di persone - il regime legale conseguente al prodursi della causa di scioglimento e le condizioni per l’omissione della fase di liquidazione », il Consiglio Nazionale del Notariato, si sofferma sulla possibilità , concessa dalla nostra legislazione per le società di persone, di potere omettere la fase di liquidazione , peraltro regolata dalle norme di cui agli artt. 2275 e seguenti del c.c. Vengono, a tal fine, analizzate le singole cause di scioglimento previste dalla legge per tali società e su come potere operare. Non manca poi l’inquadramento della fattispecie dal lato dei soci, ovvero se intendano derogare al procedimento legale di liquidazione (chiudendo, così, la società immediatamente), nonché la natura del consenso che gli stessi sono tenuti a manifestare.

Royalties estere e Patent box

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato quattro principi di diritto in tema di rapporti con l’estero. In particolare, con il principio di diritto n. 15 del 29.5.2019  ha affrontato il tema della corretta determinazione del credito d’imposta estero , sulla base delle disposizioni contenute nella Convenzione contro le doppie imposizioni Italia-Stati Uniti , relativamente ad un flusso di royalties detassate per effetto dell’esercizio dell’opzione per il regime del Patent box . Una società ha chiesto di sapere se deve calcolare il credito d’imposta per redditi prodotti all’estero in base alle disposizioni contenute nella Convenzione contro le doppie imposizioni Italia - Stati Uniti, senza applicare la limitazione di cui all’ art. 165, co. 10, D.P.R. 917/1986 , in base al quale « nel caso in cui il reddito prodotto all’estero concorra parzialmente alla formazione del reddito complessivo, anche l’imposta estera va ridotta in misura corrispondente ». Per completezza si ricorda che l’ art. 4, D.L. 34/2019 , conv. con modif. dalla L. 58/2019, ha apportato delle semplificazioni per la procedura del Patent box.

ICI

Riscossione coattiva dell'Ici

In tema di Ici e con riferimento alle modalità di riscossione coattiva del tributo, il termine previsto dall’art. 12, co. 1, seconda parte, del previgente D.Lgs. 504/1992 ratione temporis (anteriore alle modifiche introdotte dall’art.1 co. 173, lett. e), della L. 296/2006) entro il quale il ruolo deve essere formato e reso esecutivo , ha natura decadenziale potendosi pertanto ricavare il carattere di perentorietà dalla locuzione «non oltre» contenuta nella norma richiamata. È quanto ha disposto la Cassazione, Sezione Tributaria, Sentenza 22.3.2019, n. 8189 . Si tratta di un principio giurisprudenziale riconducibile al previgente D.Lgs. 504/1992 e, in particolare, alla previsione dell’art. 12 ratione temporis in cui è disposto espressamente il termine ultimo entro cui è fatta salva per l’ente impositore la possibilità di dare inizio alla riscossione coattiva del tributo; la perentorietà del termine nella casistica posta al vaglio dei Giudici di legittimità è stata messa in discussione dallo jus superveniens rappresentato dall’art.1, co. 163 e 173, lett. e), della L. 296/2006 (Legge Finanziaria 2007).

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