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Fattura elettronica: novità di Legge di Bilancio 2019 e Decreto Collegato

Con il 1° gennaio è partita la tanto sofferta fatturazione elettronica per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti e stabiliti. Come è noto, il quadro normativo è stato rivisitato e aggiornato dal D.L. 23.10.2018, n. 119 , conv. con modif. dalla L. 17.12.2018, n. 136 (Decreto Collegato alla Legge di Bilancio 2019) e poi modificato dalla L. 30.12.2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019). Il presente intervento propone una sintesi delle principali modifiche all’impianto normativo in ambito di fatturazione elettronica proposte dai provvedimenti richiamati.

L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Definizione delle liti pendenti

La L. 136/2018 , pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 18.12.2018, in sede di conversione del D.L. 119/2018, ha apportato qualche modifica alla definizione delle liti fiscali pendenti pur mantenendo inalterato l’impianto generale dell’istituto: le novità concernono in particolare le riduzioni percentuali previste in caso di soccombenza dell’ Erario . Nel presente intervento si analizzeranno le (sole) novità approvate in sede di conversione rinviando, per il resto, alla trattazione già svolta anche in ordine alle criticità ivi segnalate 1 .

COMMENTI

Rideterminazione del valore di terreni e partecipazioni

Grazie alla L. 145/2018 (Legge di Bilancio 2019), art. 1, co. 1053 e 1054 , è nuovamente prorogata , ma con alcune rilevanti modifiche , la facoltà di rideterminare i valori delle partecipazioni in società non quotate e dei terreni (sia agricoli sia edificabili) posseduti, sulla base di una perizia giurata di stima , a condizione che il valore così rideterminato sia assoggettato a un' imposta sostitutiva . A differenza delle passate edizioni la novità consiste nel fatto delle aliquote : sono pari all' 11% per le partecipazioni qualificate alla data dell’ 1.1.2019 , ed al 10% per le partecipazioni non qualificate . Per quanto riguarda la rideterminazione dei terreni edificabili e con destinazione agricola , l' aliquota viene fissata al 10% . Le imposte sostitutive possono essere rateizzate fino ad un massimo di tre rate annuali di pari importo, a decorrere dalla data del 30.6.2019 . La redazione ed il giuramento della perizia devono essere effettuati entro la data del 30.6.2019 .

Bonus ricerca & sviluppo

La Legge di Bilancio 2019 ( L. 30.12.2018, n. 145 ) pubblicata nella G.U 31.12.2018, n. 302, dal co. 70 al co. 72 dell’art. 1 conferma il credito d’imposta per le spese di ricerca e sviluppo ma adduce alcune modifiche . Infatti, all’art. 3, D.L. 23.12.2013, n. 145, conv. con modif. dalla L. 21.2.2014, n. 9, riguardante il credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo , vengono apportate le seguenti modificazioni : la misura del credito d’imposta relativo agli investimenti passa dal 50 al 25% , l’ importo massimo annuo concedibile a ciascuna impresa scende da € 20 a € 10 milioni e vengono introdotti ulteriori adempimenti documentali per la spettanza e l’utilizzabilità del credito d’imposta.

Regolamentazione Ue e Gestione Separata Inps

Il Regolamento (CE) n. 883/2004 stabilisce il principio generale dell’ unicità della legislazione applicabile, secondo il quale, salvo accordi derogatori, si resta soggetti alla legislazione di un solo Stato membro, anche se si svolge attività lavorativa in più Stati. Il principio della territorialità prevede poi che il lavoratore sia soggetto alla legislazione dello Stato nel cui territorio svolge la propria attività. Con la Circolare n. 102/2018 , l’Inps spiega, anche con esempi pratici, come fare a ricondurre a una legislazione prevalente le attività svolte in più Stati membri. Il criterio è il seguente: lo svolgimento di attività lavorativa di natura subordinata in Italia determina l’attrazione nella sfera della normativa italiana anche con riferimento all’attività di lavoro autonomo prestata all’estero per la quale il lavoratore dovrà assolvere gli obblighi contributivi in Italia. Viceversa, se il lavoratore presta attività subordinata all’estero e attività autonoma in Italia i versamenti dovranno avvenire presso lo Stato estero e non in Italia.

IMU

Imu per gli enti non commerciali

La disciplina delle esenzioni Ici degli immobili posseduti e a vario titolo utilizzati dagli Enc, compresi Onlus ed enti ecclesiastici, nonché alcune categorie di enti pubblici, è stata interessata da controversie e accompagnata da mutamenti normativi , nonché da continui e spesso contraddittori interventi interpretativi e giurisprudenziali . La vicenda è ancora aperta con la sentenza della Corte di Giustizia 6.11.2018 per l’Ici pregressa. Con l’avvento dell’Imu, seppure in presenza di una disciplina maggiormente complessa in ordine ai profili di applicazione delle esenzioni, la discussione non si è placata e di recente si sono avuti significativi orientamenti da parte della giurisprudenza.

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