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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

IVA

Iva: separazione delle attività

I soggetti Iva che svolgono contemporaneamente più attività hanno la possibilità e in taluni casi l’obbligo di applicare separatamente l’imposta per ciascuna di esse. La separazione delle attività evita che l’ indetraibilità connessa alle attività esenti incida negativamente sugli acquisti relativi a quelle imponibili attraverso il meccanismo del pro rata generale. Ai fini della separazione facoltativa non è tuttavia più richiesto che le tipologie di operazioni ricadano nello stesso codice attività . Inoltre, secondo quanto recentemente chiarito in via di prassi, sono rilevanti ai fini Iva esclusivamente i passaggi interni di beni o servizi diretti ad un’ attività soggetta a detrazione ridotta o forfetizzata , sebbene la normativa, in parte, preveda diversamente. Infine, nell’ambito di un Gruppo Iva, la separazione delle attività può avvenire sia aggregando in un’unica attività separata le medesime attività riferibili ai diversi soggetti partecipanti al Gruppo sia optando per una separazione che continui a riflettere le distinte entità giuridiche che operativamente esercitano l’attività.

COMMENTI

Regime forfetario: ingresso e permanenza

La L. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020) modifica , con decorrenza 1.1.2020, i requisiti di accesso e di permanenza nel regime forfetario , con l’introduzione del limite al sostenimento di spese per lavoratori e collaboratori di ammontare non superiore, nell’anno precedente, a 20.000 euro , e la previsione di una nuova causa ostativa all’accesso al regime agevolato, con l’introduzione del limite al possesso di redditi di lavoro dipendente (e a questi assimilati) di ammontare non superiore, nell’anno precedente, a 30.000 euro . Tra le altre novità apportate al regime forfetario si segnala la riduzione dei termini di accertamento in caso di adesione spontanea alla fatturazione elettronica (relativamente all’intero fatturato annuo), nonché il concorso del reddito soggetto ad imposta sostitutiva ai fini della valutazione dei requisiti reddituali per la fruibilità o la determinazione di deduzioni , detrazioni o altri benefici, anche di natura non fiscale.

Investimenti in beni strumentali: credito d'imposta

La Legge di Bilancio 2020 ( L. 27.12.2019, n. 160 ), al posto della proroga per il 2020 dell’agevolazione cd. superammortamento e iperammortamento per le imprese, introduce ( art. 1, co. 184-197 ) un nuovo credito d’imposta per le spese sostenute a titolo di investimento in beni strumentali nuovi . La novità riguarda tutte le imprese e, con riferimento ad alcuni investimenti , anche i professionisti . Il credito viene riconosciuto con aliquota differenziata secondo la tipologia di beni oggetto dell’investimento e copre gli investimenti in beni strumentali nuovi, compresi i beni immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0 . Le disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2020 chiariscono il regime transitorio applicabile ad alcuni investimenti in beni strumentali effettuati nel 2020, al fine di evitare la sovrapposizione dell’agevolazione introdotta con la disciplina di superammortamento e iperammortamento .

IMU

Unificazione Imu-Tasi e canone unico patrimoniale

La L . 27.12.2019 n. 160 (Legge di Bilancio 2020) contiene rilevanti novità in materia di fiscalità locale tra cui l’unificazione Imu-Tasi e la riforma della riscossione, mentre l’introduzione del canone patrimoniale unico (che dovrebbe sostituire l’intero comparto dei tributi «minori») è stata rinviata al 2021. Il 2020 si profila quindi un anno di rilevanti cambiamenti per gli addetti ai lavori , se si considerano le altre novità contenute nel Decreto «crescita» (D.L. 34/2019, conv. con modif. con L. 58/2019), nel Decreto «fiscale» (D.L. 124/2019, conv. con modif. con L. 157/2019) e il nuovo metodo tariffario Tari predisposto dall’Arera.

Interventi per il settore agricolo

La Legge di Bilancio 2020 ( L. 160/2019 ) prevede un pacchetto di misure destinate al settore agricolo . Sono diverse le novità e gli strumenti già utilizzati che hanno trovato spazio nel testo della Legge. La Manovra 2020, nello specifico, ha messo a disposizione del settore agricolo  600 milioni di euro nel triennio 2020-2022 con interventi che puntano a valorizzare la presenza dei giovani e delle donne , la competitività e l’ innovazione del settore e che prevedono anche agevolazioni fiscali.

IVA

Consorzi: prestazioni verso terzi

La Direttiva 2006/112/CE, come già la Sesta Direttiva del 1977, prevede l' esenzione Iva per i servizi resi , nei confronti dei propri membri, da associazioni autonome di persone che esercitano attività esenti o per le quali non hanno la qualità di soggetti passivi. Nel diritto nazionale, questa disposizione è recepita dall'art. 10, co. 2, del D.P.R. 633/1972, con esplicito riferimento alla figura, di diritto interno, del consorzio . In tale materia è intervenuta la Corte di Giustizia Ue con sentenza del 20.11.2019, relativa alla causa C-400/18 . Secondo la Corte, il regime di esenzione non può essere negato da una normativa nazionale per il fatto che le predette associazioni, oltre a fornire servizi agli affiliati (membri) in esenzione Iva, prestano servizi anche a terzi , in regime di imponibilità Iva.

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