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IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

RUBRICHE

Dichiarazione Iva 2020 e versamento del saldo 2019

Il Modello di dichiarazione annuale Iva 2020 ed il Modello di dichiarazione annuale Iva Base 2020 , per le dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2019, devono essere presentati in via telematica (direttamente o tramite un intermediario abilitato), solo in forma autonoma, entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento. Nella dichiarazione Iva 2020 sono presenti due nuovi quadri: il quadro VQ (Versamenti periodici omessi) da utilizzare per determinare il credito Iva maturato a seguito dei versamenti periodici non spontanei, e il quadro VP , riguardante le liquidazioni Iva periodiche del quarto trimestre 2019, utilizzabile da chi intende comunicare tali dati con la dichiarazione Iva 2020, da trasmettere on line entro il 2 marzo 2020. Il versamento del saldo Iva relativo all’anno precedente va effettuato entro il 16 marzo di ogni anno; è possibile differire il pagamento dell’Iva alla scadenza per le somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi (30 giugno, per gli esercizi solari) applicando lo 0,40% in più per mese o frazione di mese successivo al 16 marzo.

Tassa annuale sui libri sociali

Entro il prossimo 16 marzo le società di capitali sono tenute al versamento della tassa annuale sulle concessioni governative per la numerazione e bollatura dei libri e registri sociali . L’importo, dovuto in misura proporzionale all’ammontare del capitale sociale esistente al 1° gennaio 2020, dev’essere versato, per le società già esistenti a tale data, utilizzando il Modello F24 , esclusivamente in modalità telematica, mentre per quelle che si costituiscono dopo il 1° gennaio 2020, utilizzando il bollettino di c/c postale n. 6007 ( n. 210906 per la Sicilia), intestato ad agenzia delle Entrate – Centro operativo di Pescara – Bollatura e numerazione libri sociali. In caso di mancato versamento si applica la sanzione amministrativa dal 100% al 200% della stessa tassa, con un minimo di 103 euro. È comunque possibile regolarizzare tale violazione avvalendosi del ravvedimento operoso.

Commercialista- intermediario del Fisco

Commercialista quale intermediario del Fisco. Tanti i temi trattati dal Cndcec, nella Nota informativa n. 122 del 20 dicembre 2019 : all’impegno cumulativo alla trasmissione delle dichiarazioni, segue l’obbligo di sottoscrivere le dichiarazioni fiscali, per poi proseguire con il visto di conformità e, quindi, concludere con il termine di adesione al servizio di consultazione delle fatture elettroniche. Sono poi seguiti alcuni documenti di prassi emanati dall’agenzia delle Entrate, peraltro dietro richiesta dello stesso Cndcec. Di particolare rilievo è la Risposta Interpello n. 518 del 12 dicembre 2019, con la quale l’Agenzia delle entrate ha precisato che la dichiarazione fiscale , una volta trasmessa dal professionista incaricato, vada conservata firmata soltanto dal contribuente e non anche dall’intermediario. Viene infatti chiarito che la dichiarazione inviata on line all’agenzia delle Entrate può essere messa a disposizione del cliente (contribuente) su una piattaforma internet o semplicemente trasmessa al suo indirizzo di posta elettronica.

COMMENTI

Rivalutazione dei beni d'impresa

La legge di Bilancio ripropone la possibilità di rivalutare – a pagamento – i beni detenuti dalle imprese . Le aliquote dovute per l’imposta sostitutiva vengono ridotte rispetto al passato, e contemporaneamente si ammette il pagamento dilazionato. I benefici non si esauriscono con il miglioramento del patrimonio netto di bilancio , e quindi del rating bancario, ma potrebbe anche migliorare alcuni indici di bilancio e mettere al riparo l’azienda da squilibri patrimoniali che richiederebbero l’adozione delle misure previste dal Codice della crisi e dell’insolvenza (Dlgs 12 gennaio 2019, n.14).

IVA

Buoni acquisto («voucher» o «buoni-corrispettivo»)

I buoni-corrispettivo sono strumenti che contengono l’obbligo di essere accettati come corrispettivo (o parziale corrispettivo) di una cessione di beni o di una prestazione di servizi e si distinguono tra buoni monouso e multiuso. Nel caso dei buoni-corrispettivo monouso , la disciplina Iva applicabile alla cessione o alla prestazione cui i buoni danno diritto è già nota al momento della loro emissione , per cui l’operazione si considera effettuata in tale momento. Diversamente, la disciplina Iva applicabile ai buoni-corrispettivo multiuso non è nota al momento dell’ emissione , per cui la cessione o la prestazione cui i buoni danno diritto si considerano effettuate secondo le regole ordinarie. Con la risposta all’interpello n. 10 del 23 gennaio 2020, l’agenzia delle Entrate si è pronunciata in merito al trattamento Iva dei voucher emessi nell’ambito del welfare aziendale , precisando che questi sono soggetti , ai fini Iva, alla medesima disciplina prevista per i buoni-corrispettivo monouso .

Irap e impresa familiare

L’ ordinanza n. 22469/2019 della Corte di Cassazione si conforma all’interpretazione giurisprudenziale che valorizza l’ equazione « impresa familiare = impresa organizzata » senza permettere al contribuente di entrare nel merito dell’apporto effettivo del collaboratore. In base a tale ragionamento giuridico l’ impresa familiare è vista come entità generalmente organizzata , situazione che comporta sempre l’ assoggettamento all’ Irap del valore della produzione dove «la collaborazione dei partecipanti» integra « quel quid pluris dotato di attitudine a produrre una ricchezza ulteriore, o valore aggiunto, rispetto a quella conseguibile con il solo apporto lavorativo personale del titolare ». Questo filone interpretativo, seppur numericamente maggioritario, si pone in contrasto con i principi generali che la Cassazione ha delineato in questi anni, confermando che non si sono ancora formate « certezze » nella giurisprudenza della Suprema Corte in questo ambito.

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