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GLI ADEMPIMENTI DELLA SETTIMANA

Immobilizzazioni, come calcolare gli ammortamenti

Gli ammortamenti civili e fiscali delle immobilizzazioni materiali e immateriali seguono regole bene distinte con ripercussioni su, rispettivamente, bilanci e dichiarazioni dei redditi. In particolare, nel bilancio dell'esercizio in corso al 15 agosto 2020 è possibile non effettuare fino al 100% dell'ammortamento. Tuttavia, a fronte della sospensione civilistica degli ammortamenti è ammessa la loro deducibilità fiscale ai fini Ires e Irap. Un dubbio ancora non risolto dalle Entrate riguarda la spettanza del super e dell'iperammortamento in caso di sospensione degli ammortamenti.

Rivalutazione dei beni, l'Oic chiarisce gli aspetti contabili

L'Oic, nel documento interpretativo n. 7, analizza, sotto il profilo tecnico-contabile, la disciplina della rivalutazione dei beni d'impresa e delle partecipazioni di cui al Dl 104/2020. In particolare, oltre a chiarire il limite massimo della rivalutazione e i metodi adottabili, con riferimento ai marchi e alla possibilità di superare in sede di rivalutazione il limite massimo "convenzionale" di 20 anni della vita utile, viene precisato che, nel caso in cui la rivalutazione venga effettuata negli ultimi anni di detta vita utile, dalla data della rivalutazione il limite può essere prolungato per ulteriori 20 anni nei limiti temporali di efficacia della tutela giuridica.

IVA

Corrispettivi telematici, sanzioni e rinvii

Recentemente Assonime, con al circolare 9/2021, ha riepilogato le novità che, a decorrere dal 2021, interessano la disciplina applicabile alla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi e alla lotteria degli scontrini. In particolare, accanto al quadro sanzionatorio ad hoc e ad una serie di proroghe, è previsto che la memorizzazione elettronica dei corrispettivi e la consegna ai clienti dei documenti di certificazione dell'operazione (cd. documenti commerciali) debbano essere effettuati non oltre il momento dell'ultimazione dell'operazione.

COMMENTI

Contributi previdenziali versati dai notai, deducibilità Irap

La Cassazione ha recentemente statuito che i contributi obbligatori che il notaio versa alla propria Cassa previdenziale sono deducibili dal reddito professionale in quanto incidono sulla determinazione sia del reddito ai fini Irpef sia del valore della produzione netta ai fini Irap.È così confermato l'orientamento giurisprudenziale (Cass. n. 321/2018 e n. 18395/2020) secondo cui «i contributi previdenziali obbligatori versati dai notai alla cassa nazionale del notariato sono deducibili dal reddito complessivo, in quanto sono da considerare spese inerenti all'attività professionale svolta, essendo il relativo esborso una conseguenza del reddito prodotto».

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