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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Bilancio d'esercizio

Con l’approssimarsi della scadenza per la redazione , l’ approvazione e il deposito del bilancio dell’esercizio 2014 per le imprese con esercizio solare , pare utile ricordare quali sono i documenti che lo compongono, i soggetti coinvolti nel processo di redazione del medesimo, nonché i termini da rispettare. Inoltre, con riferimento ai bilanci approvati a decorrere dal 3.3.2015, si ricorda che il redattore del bilancio deve necessariamente tener conto della nuova tassonomia Xbrl , versione 2014-1-17 , introdotta anche per il prospetto di Nota integrativa.

«Voluntary disclosure»: ambito soggettivo e oggettivo

La procedura di collaborazione volontaria – prevista dalla L. 15.12.2014, n. 186 – «incassa» i primi chiarimenti grazie alla C.M. 13.3.2015, n. 10/E, con la quale si delineano l’ambito soggettivo e oggettivo dell’istituto. L’Agenzia delle Entrate, in particolare, chiarisce il distinto ambito applicativo della procedura internazionale (da utilizzare quando ci sono redditi non dichiarati derivanti dalla violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale) e di quella nazionale , che vede una platea di soggetti molto più vasta.

COMMENTI

Visto di conformità

Per effetto delle novità introdotte ad opera dell’ art. 1, D.Lgs. 175/2014 (cd. Decreto Semplificazioni), il visto di conformità , ancora una volta a distanza di pochissimo tempo, torna ad assumere una particolare importanza sia al momento della predisposizione della dichiarazione e sia anche antecedentemente a tale fase. Il visto di conformità , infatti, per effetto della citata fonte normativa si pone quale passaggio obbligato nel caso in cui si proceda con la presentazione del Modello 730/2015 , in sostituzione del modello precompilato , mediante l’ausilio di un Caf o di un professionista abilitato. Alla luce di tale novità, l’Agenzia delle Entrate, con la C.M. 26.2.2015, n. 7/E, ha fornito una serie di chiarimenti in merito: all’ambito di applicazione delle sanzioni di cui all’art. 39, D.Lgs. 241/1997 [CFF6598] ; alle garanzie richieste di cui agli artt. 6 e 22, D.M. 164/1999 [CFF6660 e 6676] ; alle modalità di esecuzione dei controlli di cui all’art. 26, D.M. 164/1999 [CFF6680] .

IVA

Cessioni di beni connesse a operazioni internazionali

L’art. 8-bis, D.P.R. 633/1972 [CFF208a] prevede l’applicazione del trattamento di non imponibilità in ordine a talune operazioni dei settori navale e aeronautico, da considerarsi assimilate alle cessioni all’ esportazione . La non imponibilità di tali operazioni trova ragione nella circostanza che navi ed aerei possono essere utilizzati in ambito internazionale. Il trattamento di non imponibilità in questione si applica, inoltre, soltanto laddove, in relazione alle fattispecie elencate, non si configuri una cessione all’ esportazione secondo i canoni stabiliti dall’art. 8, D.P.R. 633/1972 [CFF208] . Ne consegue che l’operatore dovrà preliminarmente verificare l’esistenza dei presupposti di applicazione dell’art. 8, D.P.R. 633/1972 ed applicare il successivo art. 8-bis dello stesso decreto presidenziale soltanto nel caso in cui tali presupposti non sussistano. La non imponibilità si applica, infine, soltanto per le cessioni dirette (non è possibile, infatti, operare tramite commissionari od operazioni triangolari).

Jobs act

La L. 10.12.2014, n. 183, ha delegato il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per la riforma delle tutele in caso di disoccupazione, il riordino delle discipline contrattuali, nonché prevedendo, per le nuove assunzioni , il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’ anzianità di servizio , escludendo per i licenziamenti economici la reintegrazione, prevedendo un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio e limitando il diritto alla reintegra ai licenziamenti nulli e discriminatori e a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato , nonché prevedendo termini certi per l’impugnazione del licenziamento. Tale ultima norma è stata attuata con il D.Lgs. 4.3.2015, n. 23 (« La Settimana fiscale », n° 12/2015, pag. 8), entrato in vigore il 7.3.2015 .

Nessuna agevolazione in caso di operazioni elusive

La questione dell'elusione fiscale, che in epoca recente è confluita all'interno della nozione (estratta dalla giurisprudenza comunitaria) di abuso del diritto, circoscrive l'area di quei comportamenti che, pur ammessi dal diritto positivo, danno luogo a conseguenze fiscali vantaggiose per i loro autori pur non essendo indotti da apprezzabili motivazioni di tipo economico. Le operazioni elusive sono destinate a confluire in una normativa in itinere – di impostazione garantista – che dà attuazione alla legge delega per la riforma fiscale (L. 11.5.2014, n. 23). Secondo quanto è stato posto in luce dalla Corte di Cassazione ( ordinanza 11.11.2014, n. 24027) in presenza di operazioni elusive non spettano i benefici derivanti da agevolazioni fiscali, pur in presenza dei previsti requisiti di legge. Nello specifico la questione oggetto del contenzioso riguardava la spettanza dell'agevolazione prevista dall' art. 4, L. 18.10.2001, n. 383 [CFF5918] («Tremonti-bis»), che prevedeva una detassazione pari al 50% dell'ammontare dei nuovi investimenti eccedenti rispetto alla media del quinquennio precedente.

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