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Modello 730 precompilato

In attuazione della delega fiscale, il Consiglio dei Ministri ha adottato il D.Lgs. 21.11.2014, n. 175, diretto a semplificare il sistema degli adempimenti fiscali , attraverso la revisione delle funzioni dei sostituti d’imposta e di dichiarazione, dei centri di assistenza fiscale e degli intermediari fiscali, con potenziamento dell’utilizzo dei sistemi informatici. In particolare, è stata introdotta la previsione di consentire al contribuente l’accesso alla dichiarazione dei redditi precompilata a cura dell’Agenzia delle Entrate. La novità riguarda il Modello 730 , ed è applicata, in via sperimentale, già a partire dall’anno 2015, utilizzando i dati contenuti nelle certificazioni dei sostituti d’imposta, le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria e quelle trasmesse da soggetti terzi (banche, compagnie assicurative e fondi di previdenza complementare).

Contribuenti interessati alla dichiarazione precompilata

La predisposizione, da parte dell’Amministrazione finanziaria, del Modello 730 precompilato interessa circa 20 milioni di contribuenti, cui potrebbero aggiungersi altri 10 milioni di soggetti possessori di redditi di lavoro dipendente o assimilati, che non presentano la dichiarazione, ma che potrebbero essere interessati a farlo in futuro, in presenza di oneri deducibili o detraibili. I destinatari di tale dichiarazione dei redditi sono stati individuati dal Provvedimento Agenzia Entrate 23.2.2015, n. 25992 : si tratta, in termini generali, dei lavoratori dipendenti e pensionati che hanno presentato per il 2013 il Modello 730 o il Modello Unico (con le caratteristiche del 730), e per i quali il sostituto d’imposta ha trasmesso all’Agenzia delle Entrate, nei termini, la Certificazione Unica 2015 . La dichiarazione 730 precompilata viene predisposta anche per i contribuenti che per l’anno d’imposta 2013, oltre a presentare il Modello 730, hanno trasmesso il Modello Unico - Persone fisiche con i soli Quadri RM, RT o RW.

Contenuto della dichiarazione precompilata e presentazione

L’Agenzia delle Entrate, ai fini della predisposizione della dichiarazione precompilata, utilizza i dati estrapolati dalle certificazioni dei sostituti d’imposta , le informazioni già disponibili in Anagrafe tributaria e quelle trasmesse da soggetti terzi . Sono, inoltre, disciplinati gli obblighi di comunicazione al Sistema della Tessera Sanitaria delle prestazioni erogate nel 2015, al fine di inserire nei Modelli 730/2016 le relative spese sostenute. Per completare il quadro della raccolta dati, l’art. 3, co. 4, D.Lgs. 175/2014 ha altresì previsto che – con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze – dovranno essere individuati i termini e le modalità per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi alle altre spese deducibili o detraibili . È stato, inoltre, stabilito che il Modello 730 (ordinario o precompilato) deve essere trasmesso all’Agenzia delle Entrate entro il 7 luglio di ogni anno , indipendentemente dal canale utilizzato per la presentazione della dichiarazione (direttamente dal contribuente oppure tramite sostituto d’imposta, Caf o professionista abilitato).

Modalità di accesso alla dichiarazione precompilata

L ’art. 1, co. 3, D.Lgs. 175/2014 dispone che la dichiarazione precompilata è resa disponibile , in via telematica, previo accesso al sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, entro il 15 aprile di ciascun anno . Il contribuente può accedere alla propria dichiarazione dei redditi precompilata direttamente , oppure tramite il proprio sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, un Caf-dipendenti o un professionista iscritto nell’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili o dei Consulenti del lavoro, abilitato allo svolgimento dell’assistenza fiscale. Le modalità tecniche per consentire al contribuente o agli altri soggetti autorizzati di accedere alla dichiarazione precompilata, nonché gli eventuali sistemi alternativi per rendere disponibile al contribuente la propria dichiarazione precompilata, sono stati individuati dal Provv. Agenzia Entrate 25992/2015, dopo che il predetto provvedimento ha ottenuto, in data 19.2.2015, il parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali.

Controllo formale della dichiarazione

L’art. 5, D.Lgs. 175/2014 prevede una innovativa disciplina in relazione ai poteri di controllo dell’Agenzia delle Entrate, a seguito della presentazione della dichiarazione precompilata ; in particolare, nel caso di trasmissione senza modifiche, direttamente da parte del contribuente o tramite il sostituto d’imposta, non saranno effettuati i controlli documentali di cui all’art. 36-ter, D.P.R. 600/1973 [CFF6336b] sugli oneri detraibili e deducibili (interessi passivi, premi assicurativi e contributi previdenziali). Al ricorrere di tale ipotesi, non vengono eseguite neppure le verifiche preventive contemplate dall’art. 1, co. 586, L. 147/2013 [CFF6956] . Diversamente, se il 730 precompilato viene presentato, con o senza modifiche, al Caf o al professionista abilitato, i controlli documentali saranno effettuati nei confronti del Caf o del professionista avuto riguardo degli oneri comunicati dai soggetti che erogano mutui fondiari e agrari, dalle imprese di assicurazione e dagli enti previdenziali. Resta fermo il diritto dell’Amministrazione finanziaria di richiedere in ogni momento al contribuente la documentazione necessaria per verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi per fruire di queste agevolazioni.

Nuove responsabilità del Caf o del professionista

A seguito dell’introduzione del Modello 730 precompilato , l’art. 6, co. 1, D.Lgs. 175/2014 ha apportato rilevanti modifiche all’art. 39, D.Lgs. 241/1997 [CFF6598] , con riferimento al regime sanzionatorio previsto in caso di rilascio del visto di conformità infedele . In particolare, è previsto che, in relazione ai Modelli 730, i Caf e i professionisti che rilasciano il visto di conformità infedele non sono più soggetti alla sanzione amministrativa da € 258 a € 2.582 ma diventano tenuti al pagamento, nei confronti dello Stato, di una somma pari all’importo dell’ imposta , delle sanzioni e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente ai sensi dell’art. 36-ter, D.P.R. 600/1973 [CFF6336b] (controllo formale delle dichiarazioni). La suddetta responsabilità del Caf o del professionista non ricorre qualora il visto infedele sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente.

Visto di conformità e polizza assicurativa

L’art. 6, D.Lgs. 175/2014, a fronte del profilo di responsabilità posto a carico degli intermediari nel caso di visto di conformità infedele sulla dichiarazione , ha previsto l’innalzamento a € 3.000.000 del massimale minimo della polizza assicurativa obbligatoria, da stipularsi a cura del Caf o del professionista, al fine di garantire ai propri clienti il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’ attività prestata e al bilancio dello Stato o del diverso ente impositore l’incasso delle suddette somme. La C.M. 7/E/2015 ha precisato che i professionisti che non intendono apporre il visto di conformità sui Modelli 730 ma rilasciano visti di conformità solo in relazione ai Modelli Unico , Irap ed Iva , per la compensazione nel Modello F24 dei crediti tributari di importo superiore a € 15.000, ovvero per il rimborso dei crediti Iva annuali o trimestrali superiori a tale soglia, non sono obbligati ad adeguare la polizza per coprire anche i nuovi rischi riguardanti solo i Modelli 730. Sono, invece, tenuti ad adeguare il massimale della polizza al nuovo importo minimo tutti i soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità, e che intendono prestare questo tipo di assistenza fiscale.

Compensi spettanti a Caf e professionisti abilitati

L’art. 7, D.Lgs. 175/2014 ha disposto, a seguito dell’introduzione della dichiarazione dei redditi precompilata , la rimodulazione dei compensi spettanti ai Caf e professionisti abilitati già con riferimento al Modello 730/2015 relativo al 2014, al fine di diversificarli in funzione del diverso livello di responsabilità dei Caf/professionisti abilitati nel nuovo processo di assistenza fiscale . La rimodulazione dei compensi sarebbe dovuta avvenire tramite l’emanazione di un apposito D.M. entro il 30.11.2014, pubblicato nella G.U. soltanto in data 23.1.2015. È stata, inoltre, stabilita la soppressione del compenso spettante per ogni dichiarazione elaborata e trasmessa, a decorrere dall’assistenza fiscale prestata nel 2015; pertanto, il sostituto d’imposta non riceverà più, dalla campagna redditi in corso, il compenso che fino all’anno 2014 era stabilito nella misura di € 13,03 per ciascuna dichiarazione trasmessa.

Requisiti dei Caf per lo svolgimento dell'attività di assistenza fiscale

L’art. 35, D.Lgs. 175/2014 ha modificato i requisiti necessari per ottenere, o mantenere, l’autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate allo svolgimento dell’attività di assistenza fiscale da parte dei Caf. La ratio di tale intervento legislativo è rinvenibile nella necessità di garantire l’ idoneità tecnico-organizzativa da parte dei Caf , che assicuri ai contribuenti un adeguato livello dei servizi erogati. Peraltro, l’intervento si è reso necessario in considerazione del tempo trascorso dall’emanazione delle norme di riferimento in materia di assistenza fiscale, avvenute nel contesto del D.Lgs. 241/1997 e del D.M. 164/1999, ed anche alla luce delle nuove responsabilità a carico degli intermediari nel processo di verifica dei dati dei Modelli 730, a seguito dell’introduzione della dichiarazione precompilata.

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