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L'ADEMPIMENTO DELLA SETTIMANA

Tassazione dei redditi da esercizio dell'agricoltura

La disciplina fiscale dell’agricoltura presenta, in materia di imposte sui redditi dell'imprenditore agricolo, una molteplicità di regimi di determinazione del reddito , in ragione del tipo di attività agricola esercitata e del fatto che l’attività sia svolta nei limiti delle potenzialità del terreno oppure li ecceda. In linea generale, l’ esercizio dell’ agricoltura nei limiti delle potenzialità del terreno non viene considerato un’attività commerciale, ma viene ricondotto alla categoria dei redditi agrari , tassato in base alla rendita prevista dagli estimi catastal i e dichiarato nel Quadro RA del Mod. Unico PF. Per la parte che eccede la normale resa del fondo, l’attività viene considerata come svolta nell’ esercizio di impresa , il relativo reddito viene determinato secondo criteri forfetari , diversi a seconda del tipo di attività, e dichiarato nel Quadro RD del Mod. Unico PF. Il contribuente ha la facoltà di non avvalersi della forfetizzazione del reddito e di optare , con le modalità di cui al D.P.R. 10.11.1997, n. 442 (dunque anche per comportamento concludente), per la determinazione del reddito di impresa eccedente secondo la ordinaria modalità di determinazione analitica per giustapposizione di costi e ricavi. Quando invece l’attività svolta, pur avendo ad oggetto prodotti agricoli, è priva di una connessione , anche meramente potenziale, con il terreno – si pensi, ad esempio, alla vendita di prodotti agricoli acquistati da terzi, in assenza di coltivazione del fondo – non trova applicazione alcuna disciplina speciale, ma soltanto le ordinarie regole di determinazione del reddito di impresa secondo costi e ricavi effettivi e dichiarazione nei Quadri RF o RG del Mod. Unico PF.

Agenti e rappresentanti di commercio

Il contratto di agenzia è disciplinato dagli artt. 1742-1752 c.c. Ai sensi dell' art. 1742 c.c. , in particolare, l' agente di commercio è giuridicamente colui che, sulla base di un incarico stabile e in una zona determinata, promuove le vendite di un'impresa attraverso l'acquisizione di ordini d'acquisto. Il rappresentante di commercio è invece colui che, munito di un mandato , conclude affari in nome e per conto dell'impresa preponente ( art. 1752 c.c. ). L'agente o il rappresentante di commercio può avere mandato ad operare per una sola impresa preponente, caso in cui viene definito monomandatario , oppure può operare per conto di diverse imprese, caso in cui viene definito plurimandatario. Con l' art. 74, D.Lgs. 26.3.2010, n. 59 , è stato soppresso il Ruolo degli agenti e rappresentanti di commercio , mantenendo immutati le norme di riferimento e l'obbligo di possedere i requisiti previsti per l'esercizio queste attività. Il D.M. del Ministero dello Sviluppo Economico del 26.10.2011 ha disciplinato le modalità di iscrizione nel Registro delle Imprese dell'attività di agente e rappresentante di commercio e le modalità di passaggio dei requisiti dei soggetti iscritti nel soppresso Ruolo . Gli agenti e rappresentanti di commercio sono chiamati ai fini dell'esercizio della propria attività ad assolvere una serie di adempimenti .

COMMENTI

SIIQ e SIINQ

Il D.L. 12.9.2014, n. 133 ha introdotto interessanti novità al regime delle Siiq e Siinq . In particolare è stata ampliata la nozione di reddito esente che comprende ora anche le plusvalenze o minusvalenze di immobili destinati alla locazione e di partecipazioni in Siiq e Siinq , i proventi di fondi immobiliari e di Sicaf come pure le plusvalenze o minusvalenze nei medesimi fondi immobiliari. Le nuove disposizioni si applicano a tutti i proventi realizzati nell’esercizio in corso al 13.9.2014 . Il D.L.  133/2014 stabilisce che le nuove disposizioni entrano in vigore nel periodo d’imposta in corso al giorno successivo della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale . Poiché la pubblicazione è avvenuta il 12 settembre 2014, le disposizioni sono entrate in vigore a partire dall’esercizio in corso al 13 settembre. Tale circostanza si scontra con la questione della retroattività tuttavia viene accettata in quanto si tratta di norme aventi natura procedurale o comunque favorevoli al contribuente.

Perdite su crediti

Con l ’art. 13, D.Lgs. 14.9.2015, n. 147 (noto come decreto crescita e internazionalizzazione) il Legislatore introduce una serie di modifiche alla disciplina delle perdite su crediti , individuando con maggior precisione la competenza per la imputazione in bilancio delle perdite su crediti di modesta entità e delle perdite su crediti verso debitori assoggettati alle procedure concorsuali ed assimilate. Vengono fissati dei «paletti» temporali che individuano univocamente il momento dal quale è possibile procedere alla cancellazione del credito dal bilancio in adesione ai principi contabili (momento rilevante al fine anche della conseguente deduzione fiscale della perdita). Infine, viene introdotto con norma di interpretazione autentica un principio che risolve la gestione della svalutazione dei crediti effettuata nel corso degli anni «per masse», tanto ai fini dell’individuazione dell’esercizio corretto di competenza, quanto ai fini della deduzione fiscale della perdita. 

Redditometro per i redditi del 2011 e anni successivi

L’ accertamento sintetico , disciplinato dall’art. 38, D.P.R. 600/1973 [CFF6338] , è stato oggetto di una consistente modifica normativa per effetto del D.L. 78/2010, al fine di rendere tale strumento accertativo maggiormente in linea con il cambiamento avvenuto in questi anni del contesto socio-economico. Con il D.M. 16.9.2015, pubblicato nella G.U. 25.9.2015, n. 223, sono stabilite le regole per l’ applicazione dell’ accertamento sintetico ed il contenuto induttivo aggiornato di alcuni elementi di capacità contributiva per gli anni d’imposta a decorrere dal 2011 . Tra le novità più importanti contenute nel decreto c’è l’ eliminazione delle spese Istat ; si tratta di un passaggio più di natura formale che sostanziale, in quanto la loro inutilizzabilità era già stata prevista precedentemente dal Garante per la Privacy che ne aveva dichiarato l’illegittimità. Emerge, inoltre, sempre più preponderante il ruolo del contraddittorio : è in quella fase che il contribuente è chiamato a giustificare gli scostamenti tra tenore di vita , ricostruito in base al citato decreto del Mef ed i redditi dichiarati al Fisco .

Valutazioni ai fini del bilancio

L’ evoluzione della legislazione in materia di bilancio ha portato ad una modifica dei principi contabili , anche per adeguarli alla moderna prassi ed ha fornito un ulteriore stimolo alla creazione dei principi italiani di valutazione , che nella quarta parte dedicata alle Applicazioni particolari si occupano di valutazioni per il bilancio. Il crescente interesse per le valutazioni ai fini del bilancio , a livello nazionale ma anche internazionale, è dettato dal fatto che la maggior parte delle voci di bilancio è soggetta ad un processo valutativo . Il dibattito in dottrina è diventato molto vivace a seguito della modifica del reato di « falso in bilancio », avvenuta con la L. 27.5.2015, n. 69 che, modificando gli a rtt. 2621 e 2622, Codice civile ha depenalizzato le false valutazioni in bilancio . In tal senso la Sent. 30.7.2015, n. 33774 della Corte di Cassazione .

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