COMMENTI

Ravvedimento dei modelli dichiarativi

Gli errori commessi mediante la presentazione dei modelli dichiarativi possono essere corretti spontaneamente attraverso l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’art. 13, D.Lgs. 18.12.1997, n. 472. Tale istituto rimuove infatti la violazione commessa, che in tal modo non ha più rilievo ai fini della recidiva e dell’applicazione di sanzioni accessorie , né può essere valutata alla stregua di un precedente fiscale per l’irrogazione di una sanzione su una violazione successiva in misura superiore al minimo edittale. In merito a questa possibilità, l’Agenzia delle Entrate è più volte intervenuta, fornendo chiarimenti dapprima con la C.M. n. 23/E del 9.6.2015 e, da ultimo, con la C.M. 42/E dell’11.10.2016 , anche alla luce delle ulteriori modifiche alla disciplina del ravvedimento contenute nel D.Lgs. 24.9.2015, n. 158. Peraltro, proprio in tema di violazioni dichiarative, l’Amministrazione finanziaria, sulla base di quanto previsto dall’ art. 1, co. 634 e segg., L. 23.12.2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) ha avviato un percorso di collaborazione e di dialogo con i contribuenti. In particolare, sulla base di informazioni in suo possesso, l’Agenzia delle Entrate predispone e invia a diverse tipologie di contribuenti specifiche comunicazioni (cosiddette lettere di compliance ), in cui sono segnalate possibili anomalie dichiarative , con l’invito a procedere alla regolarizzazione mediante il ravvedimento operoso al fine di poter beneficiare di una riduzione delle sanzioni in ragione del tempo trascorso dalla commissione delle violazioni stesse.

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