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GLI ADEMPIMENTI DELLA SETTIMANA

Nuovo fondo perduto, come calcolare il contributo

Con i recenti Decreti «Ristori» è stata prevista l'erogazione di un contributo a fondo perduto (CFP) verso alcuni soggetti economici in difficoltà. Il CFP, pertanto, ha lo scopo di sostenere le attività economiche colpite dall'emergenza epidemiologica da Covid-19. Il CFP spetta ai soggetti titolari di partita Iva che hanno dichiarato – ai sensi dell'articolo 35, Dpr 633/1972 – un codice attività prevalente rientrante rispettivamente dell'elenco di cui agli allegati dei suddetti decreti.

Cashback, misure premiali per "spingere" i pagamenti digitali

La legge di Bilancio 2020 ha previsto un rimborso in denaro per tutte le persone fisiche private aderenti al programma che utilizzino degli strumenti elettronici per il pagamento degli acquisti in negozi, bar e ristoranti, supermercati e grande distribuzione, nonché per il saldo di ricevute e fatture di artigiani e professionisti. Al riguardo è stabilita una fase sperimentale dall'8 al 31 dicembre 2020, e una fase a regime dall'1 gennaio 2021 al 30 giugno 2022. Disposizioni attuative sono contenute nel Dm 24 novembre 2020, n. 156.

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IVA

Split payment, aggiornati gli elenchi per il 2021

Con l'autorizzazione alla deroga giunta dalla Ue la disciplina dello split payment è stata confermata fino al 30 giugno 2023 e sono stati pubblicati gli elenchi dei soggetti a cui si applica per il 2021. Nel frattempo prosegue l'attività interpretativa dell'agenzia delle Entrate sui peculiari risvolti che derivano dalla presenza della scissione dei pagamenti: interessanti gli ultimi spunti interpretativi degli interpelli 552 e 378 del 2020 rispettivamente in materia di compensazioni crediti/debiti e di versamenti Iva in eccesso.

IVA

Gruppo Iva, ipotesi alternative e prospettive

L'istituto del Gruppo Iva è stato adottato nel nostro Paese solo da pochi anni. La normativa unionale relativa a tale istituto non è tuttavia né articolata né dettagliata. Ciò ha portato all'introduzione di regimi nazionali non uniformi nonché ad interventi della Corte di giustizia della Unione europea che possono avere un impatto non indifferente sulle normative interne dei singoli Stati membri.

IVA

Fermo amministrativo del rimborso Iva, applicazione

Dopo un lungo contrasto giurisprudenziale, le Sezioni Unite hanno sciolto, con due soluzioni sostanzialmente favorevoli al contribuente, i nodi interpretativi nati intorno al caso del fermo amministrativo del pagamento del rimborso Iva nell'ipotesi in cui si sia in presenza dei presupposti per l'esercizio di questa misura cautelare, ai sensi dell'articolo 23, Dlgs 472/1997, ovvero anche di quella prevista dall'articolo 69 della Legge di contabilità dello Stato.

Meccanismi transfrontalieri, le istruzioni per gli operatori

La Direttiva cd. DAC 6 impone un onere di disclosure in capo agli intermediari e ai contribuenti stessi in caso di «meccanismi transfrontalieri» aggressivi. Il Legislatore domestico ha recepito la disciplina comunitaria con il Dlgs 30 luglio 2020, n. 100. Successivamente è stato emanato il Dm 17 novembre 2020, che contiene delle esemplificazioni di operazioni da segnalare, ed il Provvedimento 26 novembre 2020 che contiene le specifiche tecniche del documento XML che dovrà essere trasmesso dal 2021. La prima scadenza è fissata per il 31 gennaio 2021.

Locazione commerciale, canoni tassabili anche se non riscossi

Con l'ordinanza n. 20661/2020, la Cassazione ha stabilito che il reddito degli immobili locati per fini diversi da quello abitativo è individuato in relazione al reddito locativo fin quando risulta in vita un contratto di locazione, con la conseguenza che anche i canoni non percepiti per morosità costituiscono reddito tassabile, fino a che non sia intervenuta la risoluzione del contratto o un provvedimento di convalida dello sfratto, atteso che il criterio di imputazione di tale reddito è costituito dalla titolarità del diritto reale, a prescindere dalla sua effettiva percezione.

Immobili di culto, il contrasto sull'attribuzione di una rendita

Da tempo esiste un apparente e insanabile contrasto fra l'agenzia delle Entrate e gli enti religiosi sulla corretta modalità di classamento degli edifici utilizzati a scopo di culto da parte di questi ultimi. La questione sembrerebbe meramente formale e priva di risvolti pratici – almeno sotto il profilo fiscale – ad una lettura disattenta. Se così fosse, però, non si spiegherebbe il copioso contenzioso che la vicenda ha ingenerato.

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