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GLI ADEMPIMENTI DELLA SETTIMANA

Progetto di bilancio 2020, rinvio dell'approvazione

L'approvazione del bilancio di esercizio 2020 da parte dell'Assemblea dei soci delle società di capitali richiede che l'organo gestionale approvi, almeno 30 giorni prima della data fissata per l'approvazione assembleare, un progetto di bilancio. La legge di conversione del Decreto Milleproroghe 2021 ha differito, anche per quest'anno, l'approvazione del bilancio a 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio, facendo quindi slittare anche il termine di approvazione del relativo progetto. Inoltre, al fine di permettere l'intervento dei partecipanti e l'esercizio del diritto di voto senza la necessaria presenza fisica, anche per le riunioni del Consiglio di Amministrazione o del Consiglio di Gestione, sono consentiti il voto per corrispondenza o elettronico e la partecipazione con mezzi di telecomunicazione .

Cupe 2021, certificazione degli utili societari

Tra le novità dello schema Cupe 2021, dopo l'ultimo aggiornamento delle relative istruzioni, è da segnalare quella che, dal 1° gennaio 2020, i dividendi corrisposti alle società semplici s'intendono percepiti per trasparenza dai rispettivi soci con conseguente applicazione del corrispondente regime fiscale ai sensi dell'articolo 32-quater del Dl 124/2019, come modificato dall'articolo 28 del Dl 23/2020. Si ricorda che la certificazione va rilasciata ai percipienti degli utili e dei proventi equiparati entro il prossimo 31 marzo.

Gestione separata Inps, le nuove aliquote per il 2021

Come ogni anno, l'Inps ha stabilito le aliquote contributive e di computo per tutti gli iscritti alla Gestione separata al fine del calcolo della contribuzione 2021.La novità di rilievo per quest'anno è l'introduzione della nuova indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa, prevista in via sperimentale per il triennio 2021-2023, che sarà finanziata con uno specifico aumento delle aliquote destinate alla Gestione separata. In particolare, l'aliquota aggiuntiva è a carico dei soli lavoratori iscritti che esercitano per professione abituale le attività di lavoro autonomo non assicurati ad altre Gestioni di previdenza e non pensionati.

COMMENTI

Precompilata, invio dati delle erogazioni liberali

La trasmissione all'agenzia delle Entrate dei dati riguardanti le erogazioni liberali a favore degli enti non commerciali per la dichiarazione dei redditi precompilata, terminata la fase della sperimentazione, trova le sue nuove regole aggiornate. Il decreto Mef 3 febbraio 2021 ed il provvedimento agenzia delle Entrate n. 49889/2021 costituiscono i riferimenti a regime. Per le comunicazioni relative al 2020 l'adempimento è facoltativo mentre dalle erogazioni ricevute nel 2021 gli enti dovranno procedere all'invio telematico obbligatorio. Spunta tuttavia un esonero per gli enti di minore dimensione.

Impugnabilità della cartella e beneficium excussionis

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato che il socio illimitatamente responsabile può impugnare la cartella di pagamento per contestare la violazione del beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale: l'onere di provare la capacità o incapacità patrimoniale della società grava sul contribuente se società semplice e, viceversa, sull'Erario se società in nome collettivo, in accomandita semplice o per azioni.

Ristretta base societaria e trasparenza fiscale

Le società di capitali a ristretta base partecipativa sono spesso viste dall'Amministrazione finanziaria come degli schermi, superabili in sede di accertamento per imputare i redditi direttamente ai soci, analogamente a ciò che è normativamente previsto per le società di persone e per i soggetti a queste assimilati. Rispetto a questa situazione di possibile conflitto tra contribuenti e Fisco, l'istituto Ires della trasparenza fiscale per opzione si pone come soluzione a disposizione delle società di capitali, che permette ai soci di dichiarare direttamente i redditi al posto della società (eliminando quindi il rischio di accertamento).

Competenza territoriale dell'Ufficio accertatore

La Cassazione, con l'ordinanza n. 23362/2020, ha accolto il ricorso di parte pubblica, confermando il proprio orientamento secondo il quale costituisce atto idoneo a radicare la competenza dell'Ufficio l'indicazione del domicilio riportata dal contribuente nella propria dichiarazione dei redditi, con la conseguenza che lo stesso - in assenza di una successiva comunicazione formale - non può opporre una sua eventuale difformità, sfruttando a proprio vantaggio un possibile errore, per contestare l'atto di recupero sotto il profilo dell'incompetenza territoriale.

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