RUBRICHE

GLI ADEMPIMENTI DELLA SETTIMANA

Fondo perduto, come calcolare il contributo

Il contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Sostegni è riconosciuto, previa presentazione di apposita istanza dal 30 marzo al 28 maggio 2021, ai titolari di partita Iva esercenti attività d'impresa e professionali con ricavi/compensi 2019 non superiori a 10 milioni di euro, il cui ammontare medio mensile di fatturato/corrispettivi dell'anno 2020 risulta inferiore a quello del 2019, per almeno il 30%. Dalla simulazione di alcuni casi risulta evidente come gli importi erogati siano molto bassi, in rapporto alle perdite derivanti dall'emergenza sanitaria.

Consolidato, Ace deducibile dopo i crediti d'imposta

Con riferimento al regime del consolidato fiscale, nel principio di diritto n. 7 del 2021 l'agenzia delle Entrate precisa che, in presenza di crediti d'imposta "in scadenza", di perdite pregresse e di eccedenze Ace, è corretto utilizzare prioritariamente le perdite e i crediti d'imposta, rispetto all'Ace. E' possibile riportare l'eccedenza, non trasferita nel gruppo "per incapienza", in capo alla consolidata nei periodi d'imposta successivi, pur restando sempre ferma la possibilità di utilizzare la stessa come credito d'imposta Irap.

IVA

Senza Iva l'indennità per la perdita dell'avviamento

Di recente la Corte di Cassazione (sentenza 27 ottobre 2020, n. 23515) ha confermato il proprio consolidato orientamento circa il non assoggettamento ad Iva dell'indennità per la perdita di avviamento commerciale da erogare alla cessazione di taluni contratti di locazione. L'agenzia delle Entrate, invece, ritiene che l'indennizzo sia da assoggettare ad Iva. Ad oggi non c'è ancora una pronuncia da parte della Corte di Giustizia Ue, pertanto occorre farsi guidare dai principi che regolano la materia.

COMMENTI

Transazione fiscale, decide il tribunale fallimentare

A seguito del rigetto di una proposta ex articolo 182-ter, L. Fall., la società ricorrente ha ritenuto opportuno doversi appellare alla Commissione tributaria territorialmente competente. L'agenzia delle Entrate ha quindi proposto ricorso, ritenendo che la competenza del giudizio fosse in capo al giudice ordinario e non a quello tributario. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite è stata, pertanto, chiamata ad esprimersi sulla natura e, di conseguenza, sulla competenza giurisdizionale del trattamento dei crediti tributari e contributivi.

Stp, la Cassazione si esprime sulla natura del reddito prodotto

La Cassazione ha stabilito il principio che i compensi delle STP sono inquadrati nel reddito di impresa soltanto ove sussista una prevalenza degli elementi imprenditoriali (organizzazione del capitale e del lavoro altrui) rispetto a quelli professionali e, diversamente, costituiscono redditi di lavoro autonomo (soggetti quindi a ritenuta).

Sconti ai dipendenti, requisiti per la non imponibilità

L'agenzia delle Entrate, con la risposta ad interpello 29 marzo 2021, n. 221/E, si è espressa in merito al regime Irpef applicabile alla card sconto riconosciuta ai lavoratori dipendenti dal datore di lavoro. Proprio per le caratteristiche che la contraddistinguono quali la nominatività, la non cedibilità, l'utilizzabilità solo da parte del lavoratore e la non cumulabilità con iniziative similari presenti sul mercato, rappresenta un mero strumento tecnico per fruire dell'abbuono e, dunque, non è un compenso in natura per il percettore.

Passaggio di terreno da impresa agricola a commerciale

Con la sentenza n. 27962/2020, la Corte di Cassazione ha confermato il più recente orientamento giurisprudenziale secondo cui la cessione, da parte di un imprenditore agricolo, di un terreno divenuto edificabile non rientra - avendo il suddetto terreno perduto la qualità di bene strumentale all'esercizio dell'impresa - tra le operazioni imponibili Iva, sicché deve assoggettarsi all'imposta proporzionale di registro. Ai fini reddituali, tenuto conto che la plusvalenza richiede un atto di trasferimento della proprietà a titolo oneroso e che, senza trasferimento da un soggetto ad un altro, non si ha realizzazione di plusvalenza, risulta evidente che, nel caso di specie, difettano i presupposti per far luogo all'applicazione degli articoli 81 e 82 del Tuir (ratione temporis vigenti).

Società di comodo, mancati ricavi provati da fatti oggettivi

Al fine di avvalorare la tesi dell'impossibilità oggettiva di produrre il reddito minimo richiesto dal comma 4-bis, dell'articolo 30 della Legge 724/1994, è necessario che il contribuente provi fatti obiettivi, che abbiano reso impossibile il conseguimento dei ricavi minimi presunti, che devono consistere in circostanze esterne al normale svolgimento dell'attività economica, che si pongano come fattori anomali rispetto alla normalità dei fatti economici ed idonei ad impedire il conseguimento dei redditi presunti. Questo è quanto emerge dall' ordinanza n. 24738/2020 della Corte di Cassazione che si è occupata della problematica relativamente ad una impresa alberghiera.

loader