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RUBRICHE

GLI ADEMPIMENTI DELLA SETTIMANA

Bilanci 2020, effetti delle misure anti Covid

Ai fini della redazione dei bilanci 2020, vanno tenuti presenti una serie di interventi di natura finanziaria, patrimoniale ed economica, introdotti dal legislatore nel corso del 2020, a fronte dell'emergenza sanitaria, al fine di salvaguardare le imprese e preservare la continuità aziendale. In particolare la nota integrativa deve contenere l'informativa relativa a tali misure, quali i finanziamenti soci, la sterilizzazione delle perdite sociali e la deroga alle disposizioni sulla continuità aziendale.

IVA

Contribuenti minori, registrazione delle fatture

Al fine di allineare i termini di registrazione delle fatture emesse e con quelli di liquidazione dell'imposta, la Legge di bilancio 2021 ha ampliato, per i contribuenti che hanno optano per la liquidazione trimestrale dell'Iva, i termini di registrazione delle fatture attive. In particolare, a decorrere dall'1 gennaio 2021, questi contribuenti annotano le fatture emesse nel relativo registro entro la fine del mese successivo al trimestre di effettuazione delle operazioni e con riferimento allo stesso mese di effettuazione delle operazioni.

Web tax, versamento e dichiarazione al via

Il mondo si è mosso verso la tassazione dei colossi del digitale. L'Europa si è mossa, a macchia di leopardo. Anche l'Italia, dopo vari tentativi, ha la sua imposta sui servizi digitali (anche detta web tax o digital tax). E ciò in attesa che in Europa, dopo i negoziati in ambito Ocse e G20, si giunga a una soluzione condivisa. La Commissione europea ha lanciato a gennaio 2021 una consultazione pubblica relativa all'introduzione di una web tax al fine di tassare le multinazionali che realizzano profitti nel territorio dell'Unione europea ma che, grazie all'assenza di normative specifiche per l'economia digitale, pagano una quota di tasse considerata non equa. A spingere verso l'adozione di una web tax europea è stato anche lo scoppio della pandemia da Covid-19, che ha accelerato la transizione verso un mondo più digitale e ha consolidato nuovi modelli di business che permettono di spostare con facilità i profitti in Paesi con una tassazione più favorevole.

COMMENTI

Isa 2021, nuove cause di esclusione "Covid"

Esonero dagli Isa con introduzione di tre nuove ulteriori casistiche connesse con l'emergenza sanitaria in atto. Si tratta degli 85 codici attività Ateco che per l'anno d'imposta 2020 hanno maggiormente risentito delle restrizioni anti pandemiche (ad esempio, ristoranti, bar, discoteche, palestre, commercio al dettaglio). Stessa sorte per i soggetti che hanno registrato una diminuzione dei ricavi/compensi di almeno il 33% nel periodo d'imposta 2020 rispetto al periodo d'imposta precedente e per coloro che hanno aperto la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019. Nelle tre casistiche rimane l'obbligo di invio del modello ai fini statistici.

Meccanismi transfrontalieri, obbligo di comunicazione

La direttiva DAC6, recepita dal legislatore italiano, impone un onere di segnalazione, in capo agli intermediari e ai contribuenti stessi, dei meccanismi transfrontalieri aggressivi. Tale obbligo sussiste quando è presente almeno uno degli elementi distintivi individuati dalla legge, caratterizzati dai requisiti della transnazionalità e del risparmio d’imposta. Tuttavia ci sono casi, illustrati dall'agenzia delle Entrate con la Cm 2/E/2021, in cui scatta l’esonero dall’obbligo di comunicazione.

Patent box e dichiarazioni integrative, chiarimenti

La Rm 9/E/2021 affronta un tema di grande attualità per quelle imprese che nel 2021 sottoscrivono accordi preventivi in materia di Patent box per il primo quinquennio di applicazione (2015-2019), affrontando le modalità di recupero del beneficio riferito al 2015, annualità per la quale al 31 dicembre 2020 è scaduto il termine ultimo per presentare una dichiarazione integrativa a favore. Le Entrate chiariscono che in tal caso è possibile presentare una dichiarazione integrativa per il 2016, cumulando nella stessa le variazioni dei due periodi d'imposta (2015 e 2016) in cui l'aliquota Ires era ancora fissata al 27,5%.

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